venerdì, settembre 22

La filosofia oggi: un'inutile zavorra? field_506ffbaa4a8d4

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Ah la filosofia! Quella ‘roba assai antica e complicata, che sopravvive alle intemperie delle epoche più impetuose, perfino a quest’epoca, la nostra, che corre veloce e non ha tempo di pensare, di capire, di vedere dove mette i piedi. La filosofia, può essere «ciò che scaturisce dalla meraviglia» come diceva Aristotele nella sua ‘Metafisica‘, oppure quel fantasma che aleggia sulle teste degli uomini e che farebbe meglio a farsi gli affari propri, senza rompere le scatole; ‘che tanto ci pone le domande e non sa mai rispondere.

Eh sì, il puzzle della filosofia è un gran rompicapo, perché molti dei pezzi mancano e non combaciano mai, eppure, talvolta, il gusto di farlo sta proprio nel provare a mettere insieme i pezzi. Un piacere strambo, per molti e perfino naturale per altri. Come per quei giovani che partecipano alle Olimpiadi di Filosofia e che parlano di filosofia come se fosse il loro pane quotidiano; una cosa semplice, insomma. “Le Olimpiadi di Filosofia sono un momento di fusione, stimolo e premiazione delle capacità di giovani liceali che studiano con passione la filosofia“, ci dice Francesco Coniglione, Presidente nazionale della Società Filosofica Italiana e professore ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università degli studi di Catania. Parliamo di una competizione a livello regionale, nazionale e internazionale, la cui finale nazionale italiana si è svolta lo scorso 15 aprile, mentre l’appuntamento internazionale sarà a maggio, in Belgio.
Un’occasione preziosa, questa, per giovani capaci, acuti e riflessivi, che non gareggiano mettendo alla prova le loro qualità fisiche, ma le loro qualità intellettuali. Forse non avranno le idee chiare sul mondo, giovani come sono, ma un’idea ce l’hanno: nella vita bisogna chiedersi, domandare, cercare, pensare. E in un mondo in continuo cambiamento, che corre verso l’utilitarismo e il materialismo più cieco, non è da tutti fermare la corsa e farsi qualche domanda.

Partiamo, però, dall’inizio: come si articolano e qual è la struttura organizzativa delle Olimpiadi filosofiche, ce lo spiega ancora Francesco Coniglione “Le Olimpiadi sono già giunte alla loro XXIV edizione. Si svolgono insieme alla Società Filosofica Italiana e vengono finanziate dal MIUR. Ciascuna regione organizza delle selezioni regionali e, dopo le finali regionali, gli studenti vincitori che sono stati selezionati partecipano alla finale nazionale delle Olimpiadi di Filosofia, che ha due canali. Il canale ‘A’ riguarda le Olimpiadi in lingua italiana per cui gli studenti fanno il tema in lingua italiana, sulla base delle tracce che vengono fornite. Il canale ‘B’ riguarda il tema in lingua straniera, per cui vengono selezionati due studenti che parteciperanno alle Olimpiadi Internazionali. Questa è la struttura organizzativa delle Olimpiadi”.
Dunque, un percorso abbastanza difficile e competitivo, con cui si cerca“di accrescere l’interesse per la filosofia e di coinvolgere più studenti possibili. Quest’anno, per esempio hanno partecipato ben 350 scuole, con migliaia di studenti e centinaia di insegnanti che trovano nella gara un modo per premiare i propri allievi“. Allora, contrariamente a ciò che si può pensare, non è poi così raro l’interesse per gli studi filosofici, anzi “moltissimi studenti sono vicini alla filosofia che appartiene al loro quotidiano, alle domande sull’uomo, sull’Universo. Essi sono molto curiosi sui problemi dell’uomo, della conoscenza. E ci hanno anche sorpreso perché, tra le tracce proposte, gli studenti non hanno preferito la tematica etico-politica, che è quasi sempre la più gettonata dalle nuove generazioni, ma quella gnoseologica e teoretica. Questo significa che, quando i problemi sono posti in un modo fruibile anche ai giovani, gli aspetti più complessi non sono poi tanto lontani da loro. L’interesse dei giovani dipende da come sono poste le domande e dalla rilevanza sociale che le tematiche hanno nella loro vita quotidiana. Per esempio, il tema della tolleranza, che ha un carattere filosofico etico, è un tema che oggi i ragazzi sentono moltissimo. Così come il rapporto tra fondamentalismo, religione e differenze culturali. Oggi i ragazzi sono davvero desiderosi di scavare nella realtà più profonda e di non fermarsi all’apparenza“.

Tutto ciò lo conferma  Agostino Onelio Pigozzi, studente del V anno del Liceo Classico Giorgio Asproni di Nuoro, vincitore delle Olimpiadi: “Il ragionamento filosofico mi consente di approcciarmi a certi aspetti problematici, anche se non risolutivi. Il fatto che certi filosofi abbiano affrontato delle questioni, anche senza giungere a una conclusione, anche sbagliando, almeno ci aiuta a vedere la complessità della questione e ad aprire la mente. Ecco il bello della filosofia: aiuta a problematizzare aspetti a cui la scienza non dà accesso perché intenta a quantificare la realtà. L’amore per la riflessione è unico. Sì la filosofia non serve a niente, ma del resto non sono solo le cose utili e pratiche che ci mantengono vivi. L’amore per le cose inutili crea un piacere raro“. Insomma, altro che noia!

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