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La Borsa iraniana dopo la fine delle sanzioni

L'accordo con l'Iran ha funzionato, e la Borsa crolla drasticamente

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«L’Iran non avrà la bomba atomica», queste le parole del Presidente Obama. Per il Presidente della Repubblica islamica d’Iran, Hassan Rohani, è «un nuovo capitolo nelle relazioni tra l’Iran e il mondo». E la rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha dichiarato «una promessa che diventa realtà». Sono queste le prime dichiarazioni rilasciate dopo che sabato sera Yukya Amano, il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), ha reso noto che il Governo iraniano è riuscito a rispettare tutti gli impegni sul programma nucleare assunti il 14 luglio 2015 con il gruppo dei 5+1 (Usa, Cina, Francia, Germania, Russia e Regno Unito).

Le pesanti sanzioni hanno isolato per anni il sistema finanziario iraniano dal resto del mondo, ridotto drasticamente l’export di petrolio – la principale risorsa del Paese – e imposto sacrifici agli 80 milioni di abitanti che l’Iran conta. Ma adesso il calo del prezzo del petrolio e la revoca delle sanzioni all’Iran hanno fatto sprofondare le Borse del Golfo Persico. Questi gravi ribassi azionari sono dovuti alla ripresa delle esportazioni di greggio del Paese, che già promette di aumentare la produzione di greggio di 500 mila barili in qualche settimana, azione che pesa e non poco sul mercato mondiale, un mercato che sta ‘affogando’ nell’eccesso di offerta di greggio.

Questa azione dell’Iran rischia di spingere il prezzo del petrolio ancora più sotto dei 30 dollari al barile, valore registrato nei primi giorni di gennaio.

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