venerdì, aprile 20

L’ Italia e lo ‘spirito di Pratica di Mare’ In cosa consisteva nello specifico l’accordo?

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Si torna a parlare di Pratica di Mare. Si è concluso ieri il secondo giro di consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivelatosi anche stavolta un vero e proprio buco nell’acqua. Nessuna maggioranza parlamentare raggiunta dopo le elezioni politiche del 4 marzo scorso. Le forze politiche non sono risultate favorevoli ad allearsi le une con le altre e a questo punto le difficoltà per la formazione del nuovo Governo italiano iniziano a farsi sentire. «Il tempo si sta esaurendo», afferma Mattarella e si mostra preoccupato di fronte allo ‘show’ messo in atto da Silvio Berlusconi, il quale, nonostante fosse già stata concordata una dichiarazione ‘a tre’ studiata con attenzione per dare prova di unità, non ha esitato a prendere la parola. Il Cavaliere al Quirinale, non rispettando il turno di parola di Matteo Salvini e Giorgia Meloni ha preso il microfono, attaccato duramente il Movimento Cinque Stelle e il leader Luigi Di Maio, pur non facendo direttamente il suo nome.  «Fate i bravi e sappiate distinguere chi è democratico e chi no, da chi non conosce l’abc della democrazia è ora di dirlo a tutti gli italiani. L’Italia ha bisogno di un Governo e perciò bisogna che si cerchi di non perdere troppo tempo e di metterlo in campo», ha affermato Berlusconi.

Per molti partiti il conto alla rovescia è iniziato e si sente la necessità  della formazione di un Governo stabile e unito, soprattutto a fronte dell’imminente crisi siriana che rischia di esplodere da un momento all’altro. Per questa ragione Mattarella ha espressamente chiesto chiarezza a tutti i partiti soprattutto per quanto riguarda la politica estera. Il centrodestra in materia ha rispolverato attraverso le parole di Berlusconi il suo storico cavallo di battaglia: l’accordo di Pratica di Mare del 2002. L’accordo permise di raggiungere un punto di incontro tra la Russia e la Nato e che secondo le parole del Cavaliere andrebbe ripetuto per raggiungere la pace tra i Presidenti Donald Trump e Vladimir Putin. In un’intervista a ‘Primo piano Molise‘, inserto locale del ‘Giornale’, il Presidente di Forza Italia afferma: «La crisi siriana vede il nostro Paese particolarmente esposto, ma un Governo italiano autorevole potrebbe svolgere una funzione importante proprio in questa fase», e continua «Ricordo che fu il mio Governo, nel 2002, a far sedere intorno allo stesso tavolo Russia, Stati Uniti ed Europa per firmare l’accordo di Pratica di Mare, che, coinvolgendo la Russia nei vertici Nato,  poneva fine concretamente e anche simbolicamente alla guerra fredda e creava le basi per un nuovo assetto mondiale nel quale Russia e Occidente diventavano partner e non più avversari».

Ma cos’era e in cosa consisteva nello specifico l’accordo Pratica di Mare?

«Dopo la firma da parte dei 19 Paesi membri della Nato e della Russia della Dichiarazione di Roma, le porte dell’Alleanza atlantica si sono aperte all’ex potenza comunista», così si legge sui giornali dell’epoca, come in quest’articolo di ‘La Repubblica’.

L’incontro tra i capi di Stato e di Governo dell’Alleanza e il Presidente Putin si svolse nella base militare di Pratica di Mare, da qui il nome dell’accordo. Era il 28 maggio 2002 quando venne firmata l’intesa tra la Nato e la Russia, quella che il centrodestra considera la fine della contrapposizione tra i due blocchi, protagonista della Guerra Fredda. Si affermava con l’accordo di Pratica di Mare il principio che la collaborazione tra i Paesi alleati e la Russia dovesse svilupparsi su un piano di piena parità attorno ad uno stesso tavolo al fine di creare un’intesa e una stessa linea operativa su questioni di interesse comune. Tra le questioni di comune interesse furono individuate: la cooperazione tra militari e la riforma della difesa, la ricerca e il salvataggio in mare, la gestione delle crisi, il controllo degli armamenti, le emergenze civili e le nuove minacce, sfide all’area euro-atlantica, la non proliferazione. Il Vertice è stato caratterizzato da una nuova consapevolezza: I Paesi della Nato e la Russia avevano priorità strategiche comuni e minacce comuni alle quali dover far fronte, prima fra tutte la minaccia del terrorismo, tema principale dell’intero incontro. L’allora Segretario Generale della Nato Lord George Robertson, nel suo discorso di apertura fece riferimento proprio alla minaccia terroristica, invitando tutti i Paesi presenti, Russia compresa, a lottare uniti contro questo ‘nemico comune’.  In tale circostanza, inoltre, si è affermò la volontà di sviluppare un dialogo politico e una collaborazione operativa tra due mondi fino a pochi anni prima perfetti antagonisti. Si decise di creare un foro di consultazione e di cooperazione permanente tra la NATO e la Russia, ad Evere, presso il Quartier Generale della NATO. Questo sarebbe stato presieduto dal Segretario Generale dell’Alleanza e avrebbe operato sulla base del consenso.

Per il Cavaliere, Pratica di Mare ha dato il via ad una nuova fase unitaria degli equilibri mondiali ponendo al centro della scena un’obiettivo comune a tutti i Paesi: la lotta al terrorismo. Un parallelismo tra la guerra in Siria e il terrorismo che Berlusconi, con le parole di ieri, ha voluto mettere in luce. Secondo il leader di Forza Italia, ieri come oggi, è necessario «un Governo italiano autorevole».

Quello di Pratica di Mare fu un incontro che vide ben 15mila uomini della sicurezza impiegati a sorvegliare il territorio. Sia le strade che conducevano al luogo dell’incontro, lo spazio aereo che quello marino intorno alla base militare, furono poste sotto un livello di strettissima sorveglianza.

L’incontro si concluse con queste parole del Segretario Generale della Nato: «Il successo o il fallimento del Consiglio dei venti dipende dalla capacità di tutti di lavorare nell’interesse comune». Anche Berlusconi nel suo intervento in quella sede ribadì lo stesso concetto: «Noi oggi siamo più forti che mai, il terrore non potrà vincerci mai». Oggi però, nell’intervista a ‘Primo piano Molise’, lo stesso Berlusconi afferma «Purtroppo lo ‘spirito di Pratica di Mare’ si è perso negli anni e l’Occidente ha gravi responsabilità in questo, fino ad arrivare alla drammatica situazione di oggi. Io credo che ogni Governo responsabile dovrebbe lavorare per evitare sviluppi assai pericolosi per il mondo intero e il Mediterraneo in particolare».

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