sabato, dicembre 16

Kurdistan: la pace passa anche per lo sport Dal 12 al 15 dicembre 2017, nel campo di rifugiati siriani di Arbat, si aprirà il 'Football Tournament for Social Cohesion'

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Dal 12 al 15 dicembre 2017, nel campo di rifugiati siriani di Arbat, nel Kurdistan iracheno, avrà luogo un’ importante iniziativa all’ insegna dello ‘Sport per la Pace, la Coesione e l’ Integrazione’: verranno coinvolti ragazze e ragazzi sia del campo sia delle zone circostanti nel Football Tournament for Social Cohesion, un torneo di calcio a 7, organizzato dalla collaborazione tra SAV (Sport Against Violence) e l’ associazione ‘Un ponte per…’. Lo scopo dovrebbe esser quello, attraverso il divertimento, di promuovere l’ integrazione tra i giovani che popolano quest’ area travolta dalla guerra.

‘Un ponte per…’ è un’associazione di volontariato per la solidarietà internazionale fondata nel 1991, tra la fine dei bombardamenti sull’Iraq e l’inizio dell’embargo, con l’obiettivo di favorire iniziative di cooperazione in aiuto della popolazione irachena colpita dalla guerra. Da quel momento, l’ impegno si è allargato a tutto il Medio Oriente, alla Serbia e al Kosovo, attraverso progetti culturali e di cooperazione internazionale. Ad oggi l’associazione conta più di 400 soci e ben 6 comitati locali in diverse città italiane.

‘Sport Against Violence’ contribuisce da diversi anni ad una serie di attività nell’area mediterranea e mediorientale, soprattutto in Iraq e Kurdistan iracheno. Membro dell’Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (ICSSI), ha partecipato a numerose conferenze internazionali di coordinamento e programmazione (2009 Erbil, 2014 Oslo, 2016 Istanbul, 2017 Sulaymaniyah). Si è resa autrice di un training per trainer incoraggiando i primi running club a Erbil e Baghdad oltre che  di diverse gare sportive in varie città.  Sulla scorta del successo di queste iniziative, è nata la Maratona Internazionale di Erbil e la Mezza Maratona per la Pace di Baghdad.

Partendo dalla definizione di sport quale “parte essenziale dell’esperienza umana e un linguaggio universale, con un proprio profondo valore intrinseco, legato alla sua capacità di sostenere ed educare alla crescita civile di ogni individuo”, l’ intenzione del del ‘Football Tournament for social cohesion’ in programma per il prossimo 12 dicembre dovrebbe essere quella di aumentare la socializzazione tra i residenti i campo profughi siriani e le popolazioni limitrofe.

Si tratta, quindi, di un vero e proprio torneo di pace che si svolgerà a circa 20 km da Suleymaniyah, centro di circa 6000 persone, di cui oltre 1000 minori e coinvolgerà 8 squadre formate da ragazzi dai 16 anni in su. Il fischio di inizio avviene dopo diversi gironi di qualificazione per selezionare le squadre. Gironi organizzati grazie anche alla collaborazione con Fursa Project, sostenuto dal Madad Trust Fund dell’Unione Europea che «mira a migliorare l’inclusione sociale ed economica dei giovani nelle comunità di rifugiati e di accoglienza in Libano, Iraq e Turchia. Il progetto fornisce accesso a opportunità di sostentamento, formazione sulle competenze economiche di base, sostegno al benessere psicosociale dei partecipanti e occasioni per costruire comprensione ed empatia tra i due gruppi». «La Fine del conflitto violento. È il nostro scopo, la nostra chiamata all’azione» così si presenta il Fursa Project.

«Lo sport e il gioco crediamo siano elementi essenziali di questo processo, essendo in grado di coinvolgere le persone indipendentemente dalle loro caratteristiche individuali e di educarle al rispetto dell’altro, di regole condivise e della pacifica risoluzione delle controversie che possono nascere dall’interazione». Questo il messaggio che Sport Against Violence ha lanciato in occasione dell’ inizio del Torneo.

Il ‘Football Tournament for social cohesion’ è un’ iniziativa di grande valore in particolare perché si rivolge a coloro che, forse più di tutti, per la guerra, si vedono stravolta la vita: i giovani. E proprio lo sport potrebbe aiutarli a superare i timori, l’ indifferenza e, spesso, i contrasti.

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