lunedì, ottobre 23

Kurdistan, Iraq e Iran si preparano all’attacco E il tribunale di Baghdad ha ordinato l'arresto del presidente e dei membri della commissione che ha organizzato il referendum

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Non c’è pace per il Kurdistan iracheno. Dopo il referendum dello scorso 25 settembre che ha visto vincere il sì all’indipendenza, arriva la notizia che le forze governative irachene e le milizie paramilitari iraniane stanno preparando un forte attacco contro i militari curdi nella zona di Kirkuk.

«Stiamo ricevendo segnali pericolosi che le forze irachene, inclusa la Mobilitazione Popolare e la polizia federale, stanno preparando un forte attacco contro il Kurdistan», ha scritto l’autorità regionale in un tweet confermato da un ufficiale curdo all’agenzia ‘Reuters‘.

A ‘TPI‘ il dottor Aziz Hassan, specialista in Studi strategici, aveva dichiarato: «Ci saranno probabilmente scontri a Kirkuk con le milizie Al-Sha’abi, che ufficialmente sono diventate parte dell’esercito iracheno ma rispondono all’Iran. Questi scontri avverranno probabilmente dopo la battaglia di Hawija contro l’Isis, ma a quel punto ci aspettiamo che gli Stati Uniti non restino in silenzio».

Kirkuk, città storicamente contesa tra curdi, arabi e turcomanni, è controllata dal 2014 dalle milizie Peshmerga curde, che l’hanno occupata dopo che la città venne abbandonata dalle truppe irachene nel giugno 2014 in fuga dall’avanzata di Isis. Kirkuk venne poi liberate dai peshmerga curdi. Ora è al centro del contenzioso anche perché è una zona ricca di giacimenti petroliferi.

Intanto ieri il tribunale di Baghdad ha ordinato l’arresto del presidente e dei membri della commissione che ha organizzato il referendum indipendentista del Kurdistan.  Ma dietro alla questione del Kurdistan c’è molto di più: forse una guerra del petrolio?

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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