domenica, settembre 23

Kurdistan: il referendum si allontana? Le divisioni tra le forze politiche curde potrebbero portare ad uno slittamento

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Il vice primo ministro Qubad Talabani ha ricevuto ieri a Erbil a Burt Alistair, ministro di Stato per il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale e il Ministro degli Esteri per l’Ufficio Estero e del Commonwealth.

Nel colloquio con il ministro britannico, Talabani ha affermato che «sono in corso azioni per ripristinare la fiducia tra i partiti politici allo scopo di costruire l’unanimità politica e sociale rispetto alle questioni nazionali e ad ogni altra questione». Ha poi aggiunto che «le condizioni attuali ci richiedono di essere unanimi più di quanto siamo mai stati particolarmente rispetto alla questione dell’autodeterminazione e come affrontare qualsiasi possibilità o cambiamento nella regione. Ci sono indicazioni che il cambiamento è in corso ».

Dichiarazioni importanti, ma che sembrano essere più ottimiste di quanto non lo siano i fatti. Sebbene tutti i partiti politici del Kurdistan siano per l’ indipendenza dello Stato curdo, le divisioni emergono sul quando e sul come avrà luogo il referendum, fissato per il prossimo 25 Settembre.

Il Movimento del cambiamento (Gorran) e il Gruppo islamico del Kurdistan (Komal) hanno emesso, dopo una riunione, nella giornata di ieri, una dichiarazione congiunta nella quale hanno chiesto il rinvio del referendum a momento più opportuno. Peraltro, nessuna delle due parti aveva nominato il proprio rappresentante presso l’ Alto Consiglio sul referendum. Il rinvio, secondo le due forze politiche, sarebbe motivato dal fatto che il referendum non ha ricevuto, al momento, un mandato, mediante legge, dal Parlamento che, peraltro, non si riunisce dal 2015.

La causa di quest’ ultima circostanza risiede nella controversia che si scatenò due anni fa tra il Gorran e il Partito democratico popolare del Kurdistan (KDP) che, al momento, è a capo di una coalizione di partiti che si è mobilitata per il referendum ed ha impostato trattative con Baghdad.

In occasione della festa di Talabani, l’ Unione Patriottica del Kurdistan (PUK) si incontrerà con il Gorran. Tale incontro potrebbe avere risvolti importanti per la riattivazione del parlamento e per il processo referendario. L’ Unione Patriottica del Kurdistan potrebbe essere l’ ago della bilancia in quanto ha alleanze con sia con il KDP sia con il Gorran.

Il Gorran ha ripetutamente condannato come ‘illegale’ l’ attuale accordo per il referendum, sostenendo che è il Parlamento è l’unica istituzione in grado di indire il voto. D’ altra parte il KDP pretende di rimuovere l’ oratore parlamentare e membro del Gorran Yousif Mohammed dal suo posto e di proibire discussioni sulla posizione della presidenza.

La dichiarazione congiunta firmata dal Gorran e dal Komal ha anche sollecitato il governo regionale del Kurdistan ad annullare il ‘sistema salariale di salvataggio’, introdotto per far fronte alla crisi finanziaria, con il quale i dipendenti pubblici ricevono solo una parte dei loro salari. Entrambe le parti auspicano la riattivazione del Parlamento e della sua funzione legislativa e di controllo delle istituzioni. In conclusione la dichiarazione invita «a tenere le elezioni a scadenza legale», con riferimento probabilmente alle elezioni parlamentari e presidenziali previste per il 1 ° novembre. Il referendum si allontana?

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