venerdì, settembre 22

Juncker: lo stato dell’Unione, l’Europa che verrà, tra speranza e rinnovamento Un Ministro delle Finanze per la zona euro, la riforma del diritto di asilo e di Schengen: questi i temi portanti; la proiezione è l’Unione riformata entro il 2025

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A Strasburgo la giornata politica dell’Europa unita inizia presto oggi: alle 09,00 al Parlamento europeo in sessione plenaria, il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, terrà l’annuale discorso sullo stato dell’Unione. Secondo indiscrezioni, sarà un discorso, che guarda in particolare al periodo 2017-2018 per porre in questi poco meno di 16 mesi le basi per l’Europa che verrà, quella che si proietta all’Europa riformata entro il 2025, e le cui parole chiave saranno speranza e rinnovamento.  Sono previsti 40 minuti di discorso, poi seguirà il dibattito parlamentare.

Juncker delineerà il suo scenario preferito per il futuro dell’Europa, un cantiere da realizzare nei due anni che restano alla fine del suo mandato, sfruttando l’occasione unica rappresentata dall’uscita dalla crisi e dalla forte intesa tra Francia e Germania.
Il testo del discorso sullo Stato dell’Unione sarò limato fino all’ultimo momento o quasi, ma i grandi temi sono delineati da settimane per quanto riservati. Il clima è cambiato rispetto agli scorsi anni. Nel 2015 lo Stato dell’Unione era stato segnato dalla crisi greca e da quella dei rifugiati, nel 2016 l’Ue era minacciata dalla Brexit, dall’arrivo di Donald Trump negli Stati Uniti, dalla prospettiva di una vittoria di Marine Le Pen in Francia e da una crisi economica che non faceva intravedere reali vie di scampo. Oggi gli indicatori economici sono positivi, con il ritorno della crescita in tutti gli Stati membri e il calo della disoccupazione, e l’euro-scetticismo sembra essere tornato sotto il livello di guardia. La vittoria di Emmanuel Macron in Francia e la probabile conferma di Angela Merkel nelle elezioni in Germania dovrebbero permettere al motore franco-tedesco di ripartire a pieno regime. Malgrado l’incertezza elettorale, l’Italia non rappresenta più un pericolo.

Secondo le indiscrezioni di queste ore, Juncker punterà l’attenzione sul rafforzamento della governance dell’unione economica e monetaria: la creazione di un Ministro delle Finanze e di una capacità di bilancio dovrebbero essere evocate da Juncker, in continuità con il rapporto dei Cinque presidenti che era stato presentato nel 2015. La squadra del Presidente della Commissione ipotizza proposte di sostanza e di metodo. Il grande interrogativo è se Juncker inviterà gli Stati membri a riformare il Trattato oppure se – come ha fatto finora – si accontenterà di fare proposte che sono compatibili con il quadro istituzionale attuale. Le attuali condizioni politiche incitano a essere ambiziosi.

Secondo Gianni Pittella, leader del gruppo dei Socialisti&Democratici, Juncker insisterà molto sulle innovazioni istituzionali, ha spiegato Pittella, avanzerà proposte, che dovrebbero essere formalizzate il 6 dicembre, che dovrebbero includere la creazione di un posto di Ministro delle Finanze per la zona euro, che sarebbe al contempo vice-presidente della Commissione responsabile dell’Economia, presidente dell’Eurogruppo e presidente delFondo Monetario Europeo’. Il Meccanismo Europeo di Stabilità (il fondo salva-Stati creato all’apice della crisi) dovrebbe essere trasformato nelFondo Monetario Europeo’. Juncker per contro sarebbe contrario alla creazione di un Parlamento della zona euro, come proposto dal Presidente francese, Emmanuel Macron, perchè è convinto che tutti gli Stati membri aderiranno all’unione economica e monetaria. Un Parlamento della zona euro, inoltre, richiederebbe una modifica del Trattato, cosa che Juncker vuole evitare durante il suo mandato.

Possibile che vi sia un accenno alla flessibilità sui conti, dovrebbe assicurare che si proseguirà con l’ «uso dell’adeguata flessibilità», non ultimo per inviare un messaggio positivo all’Italia, il Governo Gentiloni a Bruxelles fa terribilmente comodo, gli interessi di Parigi e Berlino, dalla Libia all’immigrazione in primis, suggeriscono ai vertici europei di dimostrare attenzione per l’Italia.

Il commercio sarà un altro dei piatti forti del discorso sullo Stato dell’Unione, con l’annuncio di un meccanismo per controllare gli investimenti dei Paesi terzi, come la Cina, nei settori strategici degli Stati membri. Su questo dossier si annuncia un difficile esercizio di equilibrismo. Oltre a protegge i settori strategici dell’Ue, Juncker dovrebbe inviare anche messaggi di apertura: l’Unione deve essere pronta a riempire tutti gli spazi commerciali lasciati liberi dagli Stati Uniti di Trump e a facilitare l’approvazione nei suoi parlamenti nazionali di accordi commerciali come quelli che si annunciano con Australia e Nuova Zelanda.

Altro tema prioritario per Juncker è l’immigrazione, con la necessità di arrivare a un accordo sulla riforma del diritto di asilo prevista da Dublino e di rendere più aggressiva la politica dei rimpatri dei migranti illegali. Nei corridoi della Commissione si parla di un’agenda per ‘l’immigrazione 2.0’, anche se si riconosce che la crisi rimane una ferita aperta, in particolare tra i Paesi dell’Est e dell’Ovest. Anche per questo, Juncker dovrebbe fare delle proposte per andare incontro a alcune esigenze poste dagli Stati membri dell’Europa orientale, come nuove regole per vietare la vendita nel mercato interno di ‘prodotti alimentari non omogenei’, senza trascurare di ricordare la necessità per Paesi come Polonia e Ungheria di rispettare i valori e i principi dell’Ue, a partire da democrazia e Stato di diritto.

Chi ha avuto modo di visionare in anteprima la bozza del discorso, anticipa che il Presidente parlerà del fatto che a «breve arriverà anche una proposta per riformare Schengen e assicurare l’ingresso di Romania e Bulgaria nello spazio di libera circolazione».

Nel discorso sullo Stato dell’Unione, Juncker dovrebbe anche toccare alcuni temi caldi della politica internazionale, come i rapporti con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan e la Russia di Vladimir Putin, e i negoziati con la Russia per il progetto del gasdotto Nord Stream 2, i progetti in materia di Difesa europea (che trova sicuramente uno scivolo con l’uscita dall’Unione della Gran Bretagna), a partire dalla super-procura antiterrorismo e alla cybersicurezza, fino alla lotta all’evasione fiscale, senza trascurare le «regole per tassare i profitti generati dalle multinazionali attraverso l’economia digitale».

Il Presidente Juncker, dovrebbe presentare una ‘lettera di intenti’ che conterrà gli obiettivi programmatici dell’Esecutivo comunitario fino alla fine della legislatura, secondo l’agenzia stampa ‘AGI’. La lettera dovrebbe essere consegnata al Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, e al Primo Ministro estone, Juri Ratas, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue.

 

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