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Esteri: il Punto

Italiano rapito in Siria, ecco il primo video

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Ostaggio Siria
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«Mi chiamo Sergio Zanotti e da sette mesi sono prigioniero qui in Siria. Prego il governo italiano di intervenire nei miei confronti prima di una mia eventuale esecuzione». Questo il contenuto del video di 16 secondi che vede come protagonista un cittadino italiano, sequestrato da un gruppo armato ancora non identificato. A far uscire fuori la notizia il sito russo ‘Newsfront‘, secondo cui il filmato è online da quasi una settimana. In un’altra foto postata dallo stesso sito Zanotti è in piedi, scalzo, e tiene in mano lo stesso cartello. Poco sotto viene mostrata la copia del passaporto dell’uomo, originario di Marone, in provincia di Brescia. A confermare la notizia del sequestro, all’ANSA, fonti investigative e di intelligence. Emerge inoltre che le autorità italiane erano a conoscenza del video da diversi giorni. Gli investigatori, che stanno ricostruendo i movimenti dell’uomo, avrebbero accertato che effettivamente alcuni mesi fa Zanotti è partito per lavoro dall’Italia per la Turchia, in una zona al confine con la Siria. Ad aprile la denuncia di scomparsa da parte della moglie. Al momento non c’ è alcuna rivendicazione da parte dei sequestratori, mentre per l’intelligence si tratta di un sequestro ‘anomalo’, non immediatamente riconducibile a un atto di terrorismo. La procura di Roma ha aperto comunque un fascicolo di indagine a carico di ignoti in cui si ipotizza il reato di sequestro a scopo di terrorismo.

Rimanendo in Siria, il generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa di Mosca, ha affermato che metà dei quartieri conquistati dai miliziani ad Aleppo est negli ultimi anni sono stati completamente liberati: «La situazione è cambiata drasticamente nell’ultimo giorno grazie alle azioni ben preparate e accurate delle truppe siriane». Il presidente Vladimir Putin ha contemporaneamente ordinato ai ministeri della Difesa e delle Emergenze di trasportare urgentemente nel Paese i loro ospedali mobili e da campo per fornire assistenza sanitaria ai civili di Aleppo e delle zone limitrofe. Intanto Oleg Azizov, alla guida della delegazione del monopolista statale russo per l’export di armi Rosobonexport alla Fiera navale internazionale ExpoNaval-2016, che si apre oggi in Cile, ha affermato che le operazioni in Siria hanno portato ad un aumento di richieste da parte dei governi stranieri di armamenti di fabbricazione russa.

Nel frattempo Mosca si muove anche sul fronte libico. Incontro oggi al Cremlino tra il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e il leader dell’esercito nazionale Khalifa Haftar. «Siamo sempre a favore della riconciliazione nazionale in Libia in base alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu», il commento di Lavrov in un comunicato, dove annuncia che la Russia «continuerà a sostenere e aiutare il proseguimento del processo politico e i contatti fra le diverse forze politiche libiche».

In Iraq invece le truppe governative, sostenute da milizie sunnite, hanno lanciato l’assalto su Hawija, la roccaforte jihadista a sud di Kirkuk. I media locali parlano di combattimenti in corso e che già due villaggi sono stati liberati. L’attacco ha aperto un nuovo fronte per l’assalto alla città.

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