martedì, agosto 21

Italia: l’ ala sinistra del Governo Cosa c'è di sinistra di quello che è stato definito “il governo più a destra” della storia repubblicana?

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Finora l’analisi dei commentatori politici si è incentrata su quello che è stato definito “il governo più a destra” della storia repubblicana e questo è vero per quanto riguarda alcune tematiche, portate avanti soprattutto dalla Lega e in particolar modo quelle dei migranti e la sicurezza.

Ma anche il M5S, pur essendo percepito più a sinistra, ha mostrato, viceversa, tematiche care alla destra come, ad esempio lo stesso tema sulla migrazione ed alcune rievocazioni nostalgiche fatte dai suoi autorevoli membri, come Roberta Lombardi che si è definita “almirantiana”.

Indubbiamente la stragrande maggioranza dell’elettorato a Cinque Stelle è di sinistra e lo dimostra il suo interesse, ad esempio, per le tematiche ambientali, come la raccolta differenziata, il ciclo chiuso dei rifiuti, l’economia circolare, l’interesse per le fonti rinnovabili, l’acqua pubblica, i sistemi alternativi di creazione ed immagazzinamento dell’energia, il consumo equo e solidale, il consumo a chilometri zero e l’avversione agli idrocarburi come fonti energetiche.

Non per niente la piattaforma di voto Rousseau dei grillini richiama il nome del filoso svizzero illuminista Jean Jacque che del ritorno alla natura ed a una visione bucolica ed agreste dell’esistenza aveva fatto una ragione di essere ed intorno ad essa aveva sviluppato la sua filosofia, peraltro contrastata da un altro grande illuminista Voltaire.

Il naturismo dei grillini è anche richiamato nella simbologia; infatti le cinque stelle stanno a rappresentare, pochi lo sanno, cinque tematiche ambientali lanciate a suo tempo da Beppe Grillo: acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività, ambiente. Questa componente ambientale non è molto presente nella Lega che è più interessata, comprensibilmente, alla dimensione agricola ed infrastrutturale, riflettendo ancora la sua origine iniziale nordista. L’elemento unificante, a destra, dei due populismi è comunque, come noto, la criticità verso le istituzioni europee e, in alcuni casi, contro la sua stessa moneta cioè l’euro.

Tutti i movimenti populisti, e sia la Lega che il M5S lo sono, hanno due componenti intrinsecamente fuse ed amalgamate in modo inestricabile: una di “sinistra” che, in genere, si mostra nei primi tempi ed una poi più chiara e netta di “destra” che emerge con il passare degni anni, salvo clamorose epurazioni interne, come avvenne per la componente sinistra del nazionalsocialismo tedesco che fu epurata nella Notte dei Lunghi Coltelli.

Questo fenomeno si è mostrato clamorosamente anche per lo stesso fascismo italiano, con Benito Mussolini prima socialista rivoluzionario e direttore de l’Avanti! E poi fondatore dei Fasci di combattimento e del Partito Nazionale Fascista.

Nel caso dei giallo-verdi possiamo ricordare che la Lega degli inizi fu considerata da Massimo D’Alema in una famosa intervista “una costola della sinistra” e lo stesso Umberto Bossi era stato, in gioventù, iscritto al Partito Comunista Italiano e spesso, soprattutto in occasione della commemorazione del 25 aprile, ha parlato negativamente dei “fascisti”.

Ma pochi sanno che Matteo Salvini, l’attuale leader della Lega, era sempre ai tempi di Bossi, a capo di una corrente interna denominata “Comunisti Padani” (con simbolo falce e martello) e che Bossi lo chiamava “il comunista” per via di una medaglietta con Che Guevara che lo accompagnava sempre.

Altresì Salvini non ha fatto mai mistero di aver frequentato da giovane il centro sociale milanese di sinistra Leoncavallo di cui portava significazione fino a poco tempo fa con un orecchino e comunque rivendica questa sintonia con il passato anche ora, dicendo di lottare sempre per i più deboli e gli ultimi.

Piccolo particolare di cronaca, Matteo Salvini, come del resto Matteo Renzi, ha partecipato da giovane a quiz a premi televisivi. Ed una volta vinse proprio rispondendo su una domanda relativa a chi fosse stato l’ultimo ministro degli esteri sovietico (per la cronaca si trattava di “Doppio Slalom” e del ministro georgiano Eduard Shevardnadze).

D’altro lato, nei Cinque Stelle, Beppe Grillo ha orbitato per molto tempo in zona Partito Democratico ed anzi presentò anche una contestata candidatura alle primarie del Pd. Poi Piero Fassino, pensò bene di cambiare la storia d’Italia, dicendo a Grillo “Non ti sta bene? Fatti un tuo partito e poi ne riparliamo”. E lui così fece.

Beppe Grillo, inoltre, è sempre stato molto amico di Antonio Di Pietro e Italia dei Valori e ha rappresentato a tutti gli effetti l’incubatore politico del Movimento giallo per assoluta continuità tematica ed ideologica. Come non ricordare che il primo sito politico italiano seguitissimo fu proprio quello dell’ex magistrato molisano che fu realizzato proprio dalla Casaleggio che in seguito passò con Beppe Grillo. Come non ricordare, inoltre, l’estrema sintonia tra Italia dei Valori e Il Fatto di Marco Travaglio, sintonia ora perfettamente replicata con il Movimento Cinque Stelle.

E poi Roberto Fico, Presidente della Camera, non ha mai fatto mistero di essere di estrema sinistra e rivendica con orgoglio la sua appartenenza passata addirittura a Rifondazione Comunista di Fausto Bertinotti. Non per niente il 2 giugno ha passato il giorno salutando a pugno chiuso, cosa mai avvenuta nella storia repubblicana, compresi anche tutti i governi di sinistra.

Alessandro Di Battista, sebbene suo padre Vittorio si sia dichiarato orgogliosamente “fascista” (si presentò alle elezioni anche per Italia dei Valori dalle parti di Viterbo non essendo eletto), si può certamente considerare appartenere alla sinistra del M5S per il suo stile di vita e per le tematiche difese, come la Palestina, i migranti, le Ong, l’internazionalismo e le letture, tra tutte i mitici diari del Che.

Qualche giorno fa, lo stesso ex ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro Scanio ha dichiarato che nelle ultime elezioni ha votato sia Cinque Stelle che Leu affermando inoltre che i Cinque Stelle sono il partito più ecologista d’Europa, aprendo così un possibile fronte ambientalista di sinistra dentro il movimento, fatto confermato dalla nomina a Capo segreteria del nuovo ministro dell’Ambiente Sergio Costa di Fulvio Mamone Capria, che di Pecoraro fu Capo segreteria al ministero dell’Agricoltura.

Inoltre, anche l’ex PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro sta tornando ad occuparsi di politica attiva, tanto che parteciperà alla prossima assemblea nazionale di Italia dei Valori e questo potrebbe far pensare ad un ritorno del ex ministro proprio sui temi della giustizia se non proprio del giustizialismo visto che questo è un marchio di fabbrica prima di IdV e poi del M5S.

I temi della giustizia sono stati ereditati pienamente da Grillo e i punti di riferimento culturale d’area sono sempre gli stessi e cioè Piercamillo Davigo, peraltro apparso critico sulla proposta programmatica della Lega riguardante la legge sulla legittima difesa.

Insomma, come la storia ci ha insegnato, anche quello che può apparire una monolitica coalizione di destra ha elementi discordanti e contrastanti che richiama all’eterna saggezza taoista e del suo simbolo grafico Yin e Yang: non esistono polarità pure ma solo contaminate e le due polarità si trasformano incessantemente l’una nell’altra.

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