domenica, giugno 24

Iran, fine della rivolta. Corea: dialogo Seul-Pyongyang, alla faccia di Trump Il 9 gennaio il premier polacco a colloquio con Juncker. GB: nuovi arresti di aderenti al gruppo neonazista National Action

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In Gran Bretagna altri sei aderenti al gruppo neonazista National Action sono stati arrestati per terrorismo dalla polizia delle West Midlands. Si tratta di cinque uomini e una donna, e che arrivano dopo la recente incriminazione del leader del gruppo bandito nel 2016, Christopher Lythgoe, per aver organizzato un piano per uccidere la deputata laburista Rosie Cooper. Diversi arresti erano stati compiuti nelle scorse settimane, fra cui quelli di tre militari finiti poi sotto processo per la loro adesione a National Action.

Intanto è polemica per il nuovo momento di difficoltà degli ospedali britannici a causa del picco dell’influenza. Si parla anche di tempi di attesa di dodici ore. Il ministero ha adottato alcune misure drastiche, fra cui la creazione di reparti di fortuna e la cancellazione di migliaia di operazioni non urgenti.

In Francia invece, a tre anni dall’attacco subìto, Charlie Hebdo torna a farsi sentire. La libertà d’espressione è diventata un prodotto di lusso, scrive polemicamente nel primo numero del 2018. In particolare si fa notare come la libertà d’espressione sia diventata un ‘prodotto di lusso’. Si ricorda inoltre che la redazione si trova ormai costretta a lavorare in un bunker top secret nella regione di Parigi e che almeno 15.000 copie, ovvero 800.000 all’anno, devono essere vendute solo per finanziare la sicurezza della redazione.

Un giovane palestinese è stato ucciso dal fuoco israeliano nel corso di gravi incidenti verificatisi nel villaggio cisgiordano di Deir Nizam (Ramallah). Fonti militari, citate da ‘Haaretz‘, aggiungono che il 17enne si era inserito armato fra i dimostranti ed è stato colpito dai militari agli arti inferiori. Intanto l’Olp, per bocca di Hanan Ashrawi, fa sapere che i palestinesi «non si faranno ricattare da Donald Trump». Riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele, «ha distrutto con un colpo solo le fondamenta della pace».

Il gruppo terroristico al-Shabaab legato ad Al Qaeda ha annunciato di avere giustiziato cinque uomini accusati di spionaggio per conto dei governi di Kenya, Etiopia e Somalia. L’annuncio è stato fatto attraverso la stazione radio del gruppo, Andalus: le esecuzioni sono avvenute nel sud della Somalia. Mentre un kamikaze si è fatto esplodere in una moschea nello stato del Borno, nel nord della Nigeria, uccidendo almeno dieci persone.Ieri le autorità del Borno avevano irrigidito il coprifuoco e i controlli di sicurezza intorno alla sua capitale, Maiduguri, dopo l’aumento delle violenze da parte di Boko Haram.

In Etiopia invece il primo ministro Hailemariam Desalegn ha annunciato che tutti i prigionieri politici verranno rilasciati, per «allargare a tutti lo spazio democratico» e promuovere il dialogo. Una decisione che arriva dopo mesi di proteste nelle regioni di Oromia e Amhara, che hanno provocato il blocco di aziende, università e trasporti. Tra i detenuti politici, ci sono anche i leader dell’opposizione Bekele Gerba e Merara Gudina. Il premier ha annunciato anche che sarà chiuso il famigerato campo di prigionia di Maekelawi, dove sarebbero state condotte torture per estorcere confessioni ai detenuti.

Chiudiamo con il Brasile, perché lex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha annunciato ai leader del suo Partito dei lavoratori PT che parteciperà al processo (dove è accusato di corruzione e riciclaggio di denaro) nel quale potrà essere dichiarato ineleggibile alle elezioni presidenziali previste per ottobre nel Paese. L’udienza si terrà il 24 gennaio presso la Corte Regionale di Porto Alegre. La dirigenza del partito sta già preparando un grande evento di accoglienza per l’ex presidente lo stesso giorno, al suo ritorno a San Paolo. Mentre il giorno dopo, la direzione nazionale del PT terrà una riunione per riaffermare la candidatura dell’ex presidente brasiliano, indipendentemente dall’esito del processo.

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