martedì, agosto 21

Ion Iliescu parla del «mio amico Pannella» “Conobbi Marco Pannella in occasione del Congresso dell’UNEF tenutosi nel 1956 Serbo un affettuoso ricordo”

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Ion Iliescu è stato uno dei grandi protagonisti della Rivoluzione rumena del 1989. Successivamente ha ricoperto la carica di Presidente della RomaniaIliescu non rilascia da tempo interviste, ma ha voluto fare una eccezione per ricordare la sua amicizia con il leader radicale Marco Pannella di cui era amico (qui l’ originale in lingua rumena).

Ne dà testimonianza in questo coinvolgente racconto.

Conobbi Marco Pannella in occasione del Congresso dell’UNEF (l’Unione Nazionale degli Studenti di Francia) tenutosi nel 1956 a Strasburgo. Era la prima volta che ad un congresso come tale partecipavano i delegati di tutte le associazioni studentesche europee, dell’Est e dell’Ovest, assieme ai rappresentanti delle due organizzazioni studentesche internazionali ovvero l’UIS (l’Unione Internazionale degli Studenti), con sede a Praga, rappresentata dal suo presidente, il ceco Jiří Pelikán, e il COSEC (Coordinating Secretariat) che rappresentava le organizzazioni studentesche dell’Europa Occidentale e che aveva la sede a Leida, in Olanda, alla riunione essendo presente il suo segretario di allora, l’inglese Thomson.

Inoltre, in quell’occasione fu tenuta anche una riunione ad hoc tra i rappresentanti delle due organizzazioni internazionali (l’UIS e la COSEC) nonché quelli delle associazioni studentesche nazionali presenti, un evento senza precedenti, volto al rilancio delle normali relazioni tra le organizzazioni studentesche, interrotte durante la guerra fredda.

Marco Pannella, allora presidente dell’UNURI, (l’Unione Nazionale degli Studenti Universitari Italiani) fece, nell’ambito del Congresso UNEF, un intervento apprezzato per la sua forma e sostanza dal pubblico. Egli era un giovane piacevole, di bell’aspetto, il quale parlava un francese fluente, ricco, inoltre, di sfumature. Lì abbiamo avuto modo di conversare la prima volta, in un’atmosfera cordiale, di reciproca simpatia.

Per molti anni, poi, non abbiamo più avuto contatti.

Nel 1968, un nostro amico comune, Jiří Pelikán, ebbe un ruolo di primo rilievo durante la Primavera di Praga in quanto direttore della Televisione cecoslovacca. In quell’occasione la Romania espresse la sua solidarietà e sostegno a tali cambiamenti politici. Ma la leadership sovietica, con a capo Leonìd Brèžnev, ebbe un atteggiamento ostile ed occupò militarmente la Cecoslovacchia, arrestandone i suoi leader, con Dubček in testa. La Romania, a suo onore, ha condannato l’intervento sovietico.

Jiří Pelikán, segnalato nell’editoriale del giornale moscovita ‘Pravda’ come esponente delle forze antisocialiste, fu costretto a lasciare il suo Paese. Egli troverà sopporto e ospitalità ai suoi amici italiani, Marco Pannella incluso.

Per molti anni non abbiamo avuto più contatti.

Nel 1989, come si sa, nei Paesi dell’Europa dell’Est sono avvenuti radicali cambiamenti, relativamente pacifici per alcuni di Stati (Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia, Bulgaria). In Romania, dove Nicolae Ceaușescu aveva edificato una dittatura personale di stampo staliniano, questi cambiamenti si chiusero con perdite di vite umane e tante distruzioni materiali. In quei giorni di drammatiche sofferenze generate dalla Rivoluzione di dicembre del 1989 io ho svolto un ruolo attivo tanto che alle elezioni generali di maggio del 1990 fui eletto presidente della Romania democratica.

Tra gli amici stranieri che sono arrivati a Bucarest nel 1990, sono stato lieto di ricevere la visita di Jiří Pelikán e di Marco Pannella.

In occasione di un mio viaggio a Roma sono riuscito ad andare a trovare poi il mio amico Marco Pannella, recandomi alla sede del suo Partito, nel centro di Roma, e lui mi parlò della sua attività politica e mi presentò alcuni suoi collaboratori, tra cui l’onorevole Rita Bernardini.

Jiří Pelikán era sfortunatamente scomparso. Marco Pannella mi fece vedere anche la casa romana dove abitava. Serbo un affettuoso ricordo di entrambi”.

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