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Diplomazia in Asia

India, potenza stretta tra due giganti

Migliorano i rapporti con Mosca, resta ambigua la posizione di Pechino

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È tra i pochi grandi Paesi che la recessione è riuscita scansarla – per il 2016-17 è prevista una crescita del 7,6 per cento, secondo le proiezioni del Fondo monetario internazionale – ma ora l’India deve posizionarsi nel nuovo panorama internazionale che sta prendendo forma. E questo riposizionamento molto ha a che fare con l’economia e ruota attorno alla relazione da una parte con la Russia dall’altra con la Cina, e con il ruolo che le due superpotenze vorranno avere in Asia.

L’ultimo vertice dei BRICS, che si è tenuto nell’ultimo fine settimana proprio in India, a Goa, ha sancito il riavvicinamento tra Mosca e Nuova Delhi.
Difesa, energia e terrorismo i temi al centro del bilaterale russo-indiano tenutosi a margine del summit, durante il quale il Presidente russo Vladimir Putin e il Primo Ministro indiano Narendra Modi hanno tentato di rilanciare un’alleanza strategica che affonda le sue radici ai tempi della Guerra fredda, quando Nuova Delhi era il principale alleato militare dell’Unione sovietica.
Tanti gli accordi firmati nel settore della cooperazione economica, industriale e militare. Per iniziare, l’India, da poco
nuovo membro del consorzio per la produzione e il commercio di testate missilistiche MTCR, acquisterà dalla Russia un avanzato sistema di difesa aerea S-400 Triumf e inizierà la produzione congiunta con Mosca di nuovi missili Brahmos, dal raggio di 600 km, capaci di coprire l’intero territorio del Pakistan. Batterie di S-400 sono state installate dai russi in Siria e sono state acquistate dalla Cina lo scorso anno. Gli accordi prevedono anche la creazione di una joint venture per la costruzione di duecento elicotteri Ka-226T. Al proposito Modi ha dichiarato che tali accordi «gettano le fondamenta per legami ancora più profondi nella difesa e l’economia per gli anni a venire».

India e Russia hanno, inoltre, reiterato la loro comune lotta al terrorismo. «La chiara richiesta della Russia di combattere il terrorismo internazionale rispecchia la nostra posizione. Entrambi abbiamo affermato la necessità di una ‘tolleranza zero’ contro i terroristi e i loro sostenitori», ha affermato Modi. Non è difficile capire che l’obiettivo comune è anche strettamente connesso ai rapporti di rivalità tra India e Pakistan – paese dal ruolo estremamente controverso all’interno della ‘lotta al terrorismo’ – e a quelli tra il Governo Russo e le diverse comunità musulmane sparse per tutto il Paese, Cecenia in primis.

La competizione con il Medio Oriente non si combatte solo con le armi. Sul fronte energetico, i due leader hanno annunciato la firma di un accordo quadro per la realizzazione di otto reattori atomici a Kudankulam, nel sud dell’India, con cui Modi cerca di limitare la dipendenza del paese dal carbone. Ampio rilievo è stato dato poi all’acquisizione del 98% dell’indiana Essar Oil da parte del gigante petrolifero russo Rosneft, insieme all’olandese Trafigura group e al fondo d’investimento russo United capital Partnersun’operazione del valore di circa 12,9 miliardi di dollari, che rappresenta la più grande acquisizione straniera in India e al tempo stesso la più costosa mai realizzata dalla Russia all’estero, che va a investire su uno dei mercati più promettenti del mondo sfidando i tradizionali competitor mediorientali.

«Questa sembra essere una risposta al tentativo dei sauditi di penetrare nel mercato europeo, dominato dal petrolio russo» ha affermato Abhishek Kumar, un analista per ‘InterfaxEnergy’s Global Gas Analytics‘ a Londra, indicando che l’acquisizione sancirà una maggiore influenza russa sul mercato asiatico. Con questa serie di accordi di cooperazione, il Cremlino tenta da un lato di uscire dalla recessione economica e dall’altro di riposizionarsi in Asia, rafforzando i legami con India e Cina ai danni di Washington.

Dal canto suo, l’India, primo paese al mondo per importazione di armi, è intenzionata a modernizzare il suo apparato militare risalente all’epoca della Guerra fredda, di fronte alla crescente minaccia terroristica proveniente dal Pakistan. I nuovi accordi siglati da Russia e India indicano, poi, che entrambe le nazioni lavorano a stretto contatto, nonostante le aperture occasionali di Mosca al Pakistan, con cui poche settimane fa, ha condotto la prima esercitazione militare congiunta in un momento in cui le relazioni tra Islamabad e Washington non sono più solide come in passato.

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