lunedì, giugno 18

India, nuovo acquirente dell’ S-400 russo Nuova Delhi perfeziona la sua difesa

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In un’ intervista ad una testata russa, l’ Ambasciatore indiano a Mosca, Pankaj Saran ha fatto sapere che le trattative tra l’India e la Russia sul sistema di difesa aerea antimissilistico S-400 sono in corso. «I progetti di cooperazione tecnico-militare sono progetti che coinvolgono tecnologie sofisticate e ingenti investimenti e che riguardano la sicurezza nazionale. Pertanto, per loro natura, la conclusione di accordi per dare attuazione a tali progetti richiede tempo. Abbiamo le nostre procedure nazionali e i nostri meccanismi interni da seguire» ha dichiarato Saran.

Va detto che il Triumf S-400 (codice NATO SA-21 Growler) è entrato in servizio nel 2007 ed è stato schierato già in Siria e in Crimea. Si tratta di un sistema anti-missile e anti-aereo in grado di intercettare qualsiasi velivolo, compresi missili in un range di 400km e un’ altitudine pari a 30.000 metri. Può essere composto da un massimo di otto batterie a medio e lungo raggio ed è doppiamente efficace rispetto al predecessore visto che è in grado di sparare 4 tipologie diverse di missile teleguidato. Il tutto mediante operazioni automatiche.

Ma l’ India non è il primo Paese che si è mostrato interessato all’ acquisizione di questo sistema. Anche la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, nonostante sia membro della NATO, ha concluso accordi per l’ acquisto dell’ S400. «Se parliamo dell’acquisto degli S-400, non credo che questo significhi un allontanamento della Turchia dalla NATO o dalle istituzioni occidentali e di un avvicinamento alla Russia. Non lo credo. Perché le autorità turche hanno chiaramente affermato che la Turchia resta un fedele alleato della NATO, e che rimarrà tale»  aveva sostenuto l’assistente del segretario generale della NATO per la diplomazia pubblica Tachan Ildem. Sebbene in maniera molto velata, anche gli Stati Uniti avevano mostrato una certa insofferenza in quanto, come aveva affermato, a fine luglio scorso, il Portavoce del dipartimento della Difesa USA, il Capitano Jeff Davis, «in generale è una buona idea per gli alleati acquistare apparecchiature interoperabili».

Ma anche l’ Arabia Saudita ha mostrato interesse per l’ S400. E’ stato uno dei temi dell’ ultimo incontro a Mosca tra Re Salman e Vladimir Putin. Durante lo stesso vertice, erano stati sottoscritti dal Regno accordi per un sistema missilistico anticarro Kornet-Em, lanciagranate automatico AGS- 30 Atlant, lanciarazzi multipli Tos-1A. Questo quanto rivelato in un comunicato dall’ Industria militare Statale Saudita (SAMI).

E’ dunque confermato quanto era stato annunciato in estate da Viktor Kladov, direttore per la cooperazione internazionale e la politica regionale di Rostec, impresa statale di difesa e industriale russa. «Non appena avranno firmato il contratto, sarà firmato … Non posso darti il ​​tempo, perché non lo so, ma in qualsiasi momento in futuro, perché le due squadre stanno lavorando molto duramente» aveva spiegato Kladov che poi aveva aggiunto:« si sta discutendo ed è ancora in una fase molto profonda. I dettagli tecnici sono in discussione. I due team stanno lavorando molto duramente sulle trattative. E ‘un sistema molto sofisticato, molti dettagli tecnici devono essere esaminati».

Inoltre, secondo l’ alto dirigente di Rostec, l’ accordo «comprende anche i pezzi, la formazione, il trasferimento di tecnologie, la creazione di centri di comando e controllo e, anche se lo forniamo ora, non puoi usarlo perché ci vorranno due anni per addestrare il tuo personale, solo allora puoi usarlo». Un primo accordo, infatti, era già stato siglato nell’ ottobre per un valore di oltre 5 miliardi di dollari, in cui veniva inserita la creazione di quattro fregate all’avanguardia e di un impianto di produzione congiunta di elicotteri Kamov.

Nella stessa occasione, Kladov aveva inoltre specificato la strategia di Rostec: «Attualmente la quota della cooperazione militare-civile con l’India è alle 70:30, ma entro il 2025 prevediamo di raggiungere 50:50 in ambito militare: la cooperazione civile».

«Che si tratti di questo o di un altro progetto, siamo impegnati ad andare avanti su questi progetti in un modo che sia reciprocamente accettabile, trasparente e soddisfacente rispetto alle esigenze e ai requisiti finanziari e tecnici degli stakeholders» ha ribadito l’ Ambasciatore indiano Saran, annunciando che «la nostra cooperazione tecnico militare è di lunga data e si basa sulla reciproca comprensione. Abbiamo un dialogo stretto e profondo con la Russia in questo settore e una storia di successo. Siamo fiduciosi sul fatto che la nostra collaborazione tecnica e militare proseguirà»

Inoltre, l’ Aeronautica Militare indiana e l’azienda aerospaziale Hindustan Aeronautics Limited sarebbero in procinto di firmare a breve un contratto circa i missili da crociera  BrahMos da installare sui Sukhoi-30MKI e poco più di un mese fa, Andreij Boginskij, amministratore delegato di Russian Helicopters, aveva annunciato la firma a breve di un’ intesa tra Russia e l’India per 200 elicotteri Ka-226.

Senza considerare che sarebbe imminente la visita del vicepremier russo, Dmitrij Rogozin, a Nuova Delhi per stringere nuovi accordi. E dell’ importanza dell’ India nello scacchiere regionale soprattutto in funzione anticinese si è accorto anche il Presidente americano Donald Trump che ha presentato la sua National Security Strategy in cui ha definito Russia e Cina “minacce strategiche” ed ha riconosciuto l’ascesa di Nuova Delhi come potenza globale. Anche su questo fronte, quindi, si annuncia una competizione tra Russia e Stati Uniti: come annunciato dalle pagine di questo quotidiano la settimana scorsa, le autorità indiane acquisteranno di ben 24 elicotteri  Sikorsky S-70B Seahawk  firmati Lockheed Martin per un valore totale di quasi 2 miliardi di dollari

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