martedì, gennaio 16

India, in cima alla classifica delle potenze economiche mondiali L’economia indiana supererà nel 2018 quella di Francia e Regno Unito, e nella seconda metà del secolo occuperà il primo posto nella classifica del CEBR sulle maggiori potenze economiche

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Il 2018 sarà l’anno in cui l’India supererà Regno Unito e Francia nella classifica delle potenze economiche mondiali, arrivando ad occupare il terzo posto nel 2032. Lo scorso 22 Novembre, Douglas McWilliams Vicepresidente del Centre for Economics and Business Research (CEBR), un istituto con sede a Londra, ha parlato con l’Indian Professionals Association, mostrando il modo in cui l’economia indiana sta cambiando marcia e sta iniziando a investire pesantemente nelle infrastrutture.

<<Il rapporto della World Economic League di CEBR per l’anno scorso, che abbiamo pubblicato con i nostri amici Global Construction Perspectives, ha suggerito che nel 2019 e forse prima di allora l’India supererà sia la Francia che il Regno Unito per diventare la quinta economia del mondo in termini di PIL in dollari. Ma ovviamente il PIL calcolato in contanti è una misura che sottovaluta le dimensioni dell’economia indiana da molti punti di vista a causa dei costi di vita molto più bassi in India. Se si considera il potere d’acquisto, l’India è già la terza economia più grande del mondo e già tre volte più grande dell’economia del Regno Unito>>, ha dichiarato Douglas McWilliams. <<Inoltre, da qualche tempo nella seconda metà di questo secolo tutti gli esperti si aspettano che l’India superi la Cina per diventare la più grande economia del mondo. Quindi stiamo parlando di qualcosa di grande qui, di un Paese che diventerà il più importante del mondo>>. Secondo il rapporto di CEBR nella seconda metà del secolo, l’India occuperà addirittura il primo posto della classifica.

L’India dalla metà degli anni 90, ha compiuto diversi sforzi per aumentare sia la quantità degli scambi commerciali con gli altri Paesi, sia per incrementare il suo impegno nella catena del valore. La partecipazione dell’India alle catene globali del valore è salita dal 57° posto nel 1995, al 45 ° posto nel 2009, secondo le statistiche dell’OCSE sul commercio a valore aggiunto (TiVA), che mostrano un quadro rivelatore della sua integrazione economica per ogni settore.

Nel settore manifatturiero, ad esempio, l’India è più strettamente legata all’Asia ed alla regione del sud-est asiatico, in particolare per le apparecchiature elettriche ed ottiche. Il settore dei servizi, d’altra parte, mostra una maggiore integrazione con Paesi occidentali come gli Stati Uniti, il Regno Unito, alcune Nazioni europee e Hong Kong. Anche il computer, il supporto software e altri servizi correlati alla tecnologia dell’informazione, che sono stati il ​​motore della crescita dell’India negli ultimi 15 anni, sono competitivi a livello globale. Il settore tessile, un settore ad alta intensità occupazionale, continua a registrare un forte successo, collocando il Paese al 13° posto nella partecipazione alla catena del valore tessile. L’India ha anche registrato guadagni nei settori delle apparecchiature elettriche e ottiche e dei mezzi di trasporto, con la sua posizione di partecipazione commerciale che è salita rispettivamente dal 50 ° al 31 ° e 33° posto. La Banca Mondiale definisce il progresso economico dell’India, cresciuto a un tasso medio annuo del 7,6% tra il 2001 e il 2010, come una delle conquiste più significative dei nostri tempi.

Il successo economico dell’India negli ultimi anni ha contribuito a far sì che l’Asia meridionale diventasse la regione con la più rapida crescita economica al mondo, ed in particolare l’economia indiana si colloca al settimo posto, tra la Francia e l’Italia.

Il suo PIL è recentemente calato al 5,7%, a causa del ritiro dalla circolazione del denaro contante di grosso taglio e di una riforma fiscale.

Tuttavia, l’India sta crescendo più velocemente di qualsiasi altra grande economia ad eccezione della Cina, e secondo le previsioni degli statisti, entro il 2050 l’economia indiana dovrebbe diventare la seconda più grande al mondo.

L’India ospita 1,34 miliardi di persone, il 18% della popolazione mondiale e, anche in questo ambito, supererà la Cina come il Paese più popoloso del mondo entro il 2024. Nonostante abbia la più grande densità di popolazione giovanile in assoluto, non è ancora in grado di cogliere pienamente questo potenziale, infatti, secondo l’OCSE, oltre il 30% dei giovani dell’India sono NEET (non occupati, istruiti o addestrati). Gli indicatori sociali come l’aspettativa di vita e i tassi di alfabetizzazione sono migliorati in modo significativo e l’India è diventato uno dei maggiori esportatori di cibo. Altri prodotti di esportazione includono petrolio, automobili, diamanti e oro.

L’economia indiana è diversificata, con il settore dei servizi che rappresenta circa il 45% del PIL e anche la produzione e l’agricoltura contribuiscono in modo significativo alla crescita economica.

La scarsità di risorse finanziarie rimane uno dei problemi chiave, infatti, una persona su cinque vive al di sotto della soglia di povertà. I dati Qxfam attuali mostrano come l’1% più ricco dell’India possiede il 53% della sua ricchezza, contro il 36,8% nel 2000. Per confronto, l’1% più ricco negli Stati Uniti possiede il 37,3% della sua ricchezza. L’aumento della disuguaglianza sta compromettendo il ritmo con cui l’India sta risollevando le persone dalla povertà estrema. Circa un terzo della popolazione mondiale, che corrisponde a circa 224 milioni di persone, sopravvive con meno di 1,90 dollari al giorno in India.

La recente edizione 2017 del Global Competitiveness Report del World Economic Forum rileva che, ancora una volta, i dirigenti indiani considerano la corruzione il fattore più problematico che devono affrontare quando fanno affari all’interno del Paese, ma allo stesso tempo mostra che si stanno facendo progressi. Le opportunità di corruzione sono state a lungo generate dalla confusa regolazione della tassazione tra i 29 Stati indiani. A luglio il sistema è cambiato, in quanto è stata introdotta una nuova tassa sui beni e servizi, e adesso i 29 Stati hanno un mercato comune. Si prevede che il nuovo sistema aumenti l’efficienza, la crescita e gli introiti fiscali dell’India. Nonostante alcuni problemi tecnici con il nuovo sistema di riscossione delle imposte online, i primi segnali sembrano promettenti.

L’India sale nuovamente nella classifica del rapporto per la qualità delle istituzioni, proseguendo una ripresa che è iniziata nel 2014 con l’elezione al Governo di Nerendra Modi. In particolare, l’India occupa attualmente il 23 ° posto tra tutti i Paesi dell’Indice di Competitività Globale per l’efficienza percepita della spesa pubblica.

Il modello di sviluppo economico che è stato la base dello sviluppo dell’Asia orientale dal Giappone, alla Corea a Singapore fino alla Cina, è essenzialmente che il Governo ha sviluppato le infrastrutture e fornito servizi di base come difesa, salute, servizi igienici e l’istruzione, mentre il settore privato si è distinto per la sua grande capacità di investimento. Negli ultimi due decenni l’India ha negoziato diversi accordi di libero scambio, come quelli con l’ASEAN, Singapore, Giappone e Corea del Sud. Questi facilitano il commercio internazionale riducendo le barriere commerciali. Esistono diversi altri accordi di libero scambio (ALS) in corso di negoziazione come quelli con Australia, Canada, Thailandia e Israele.

La concorrenza con la Cina per l’influenza regionale sta diventando sempre più rilevante, in particolare dopo un recente scontro militare nell’area controversa di Doklam in Bhutan. L’India si è opposta all’iniziativa cinese One Belt One Road, che mira a costruire nuove infrastrutture per il commercio via terra e via mare nei paesi circostanti, compreso lo sviluppo di una contesa regione del Kashmir. Nondimeno, la relazione commerciale tra India e Cina rimane importante. La Cina è di gran lunga la più grande fonte di importazioni dall’India ed è il suo terzo mercato di esportazione dopo gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti, e fornisce un forte incentivo per la cooperazione tra le potenze emergenti.

Considerati i dati visti fin ora e i rapporti economici che l’india ha con gli altri Stati, il Paese ha buone potenzialità di diventare l’economia a più rapida crescita a livello mondiale. Certamente dovrà affrontare ancora diverse sfide principalmente legate alle disuguaglianze economiche, ma ha tutte le possibilità per trasformarsi in una super potenza democratica.

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