venerdì, luglio 20

Il Senegal investe sull'economia verde field_506ffbaa4a8d4

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L’obiettivo in cui si è lanciato il Senegal è quello di raggiungere l’autosufficienza alimentare ed aumentare le esportazioni agricole. Inoltre, va sottolineato che la prima risorsa naturale del Senegal, l’agricoltura, non smette mai di modernizzarsi grazie anche agli investimenti da parte di Paesi stranieri: infatti, nel 2015 gli investitori stranieri in Senegal sono aumentati di circa il 20%.

Negli ultimi due anni il Paese ha raggiunto dei volumi di produzione da record.

Lungo il fiume Senegal viene prodotta una tale quantità di riso da rappresentare i due terzi del riso del Paese. E’ in quest’area che un’azienda ha investito l’equivalente di 55 milioni di euro per la creazione di una fabbrica di riso hi-tech. La missione di un tale investimento è quella di fare in modo che, da qui ai prossimi tre anni, questo stabilimento produca 100mila tonnellate di riso all’anno; diventando così una delle più grandi fabbriche dell’Africa occidentale. Bruno Redon, Operation Manager della fabbrica di riso Saint Louis, è soddisfatto dei risultati raggiunti finora, infatti dichiara: «Abbiamo tutto quello che ci serve: il terreno, la vicinanza al fiume Senegal che ci permette di avere acqua per irrigare che è molto importante. E anche un clima che ci permette di fare due raccolte all’anno del rendimento medio di 6 tonnellate per ettaro, che è un ottimo standard». Qui la produzione rimarrà destinata al mercato locale, poiché il riso costituisce la base dell’alimentazione senegalese.

Ma non finisce qui. Nel 2003 il numero 1 dell’orticoltura senegalese ha azzardato quella che sembrava una scommessa folle: coltivare mais e pomodori ciliegini. La società ha investito in questo progetto 25 milioni di euro e ha installato delle serre giganti. Attualmente la produzione è di 14mila tonnellate di verdura all’anno. A differenza delle risaie, però, questa coltivazione esporta il 95% della sua produzione: i pomodori sono venduti fino in Russia.

 

 

 

(video tratto dal canale YouTube di Euronews)

 

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