Politica Analisi

Esteri: il Punto

Il rafforzamento Nato nel Mar Nero fa arrabbiare Putin

Trump, nuovi attacchi sulle fughe di notizie. Francia, nuova bufera su Marine Le Pen

Nato navi Putin
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Maggiore presenza navale della Nato nel Mar Nero: è questa la decisione presa dai ministri della Difesa dell’Alleanza Atlantica è annunciata dal segretario generale, Jens Stoltenberg. Si tratta di «un’aumentata presenza navale nel Mar Nero per addestramento, esercitazioni e ‘situation awareness’ e di una funzione di coordinamento della Forza navale stanziale per operare assieme alle altre forze alleate». la Nato poi ha fatto il punto sullo schieramento delle «nuove forze di deterrenza in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia», dove stanno arrivando truppe ed equipaggiamenti per i quattro battaglioni multinazionali che, ha specificato Stoltenberg, «saranno pienamente operativi a giugno». «Questa è una chiara dimostrazione dell’unità e della risolutezza della Nato e manda un chiaro messaggio ad ogni aggressore potenziale», ha affermato il segretario generale, che poi ha specificato: «Non controbatteremo alla Russia soldato per soldato, carro armato per carro armato ed aereo per aereo. Il nostro scopo è prevenire un conflitto, non quello di provocarlo». Approvato poi un aggiornamento del Piano per la difesa informatica: «Gli attacchi ibridi possono danneggiare le nostre economie, i nostri trasporti e reti di comunicazione e la nostra sicurezza energetica. Le misure approvate oggi ci aiuteranno a rendere le nostre società più resilienti e meglio preparate».

Immediata la risposta della Russia, che ha percepito questa decisione come una provocazione nei suoi confronti. A dirlo il presidente Vladimir Putin, secondo cui si vuole trascinare Mosca in uno scontro, mentre continuano i tentativi di alcuni stati membri della Nato «d’interferire negli affari interni del Paese per destabilizzare la situazione politica e sociale». «Il contenimento della Russia è ufficialmente la nuova missione della Nato, l’ampliamento ulteriore del blocco è indirizzato a questo scopo», ha detto Putin durante un incontro con i vertici del Servizio di Sicurezza Federale russo (FSB). Un contenimento di Mosca che è stato visto anche nel passato, ma secondo Putin ora la Nato «crede di aver trovato una motivazione più seria. Si sono accelerati i processi di dislocamento degli armamenti strategici e non fuori dai confini nazionali degli stati principali che fanno parte dell’Alleanza».

Putin ha poi elogiato il ruolo chiave «nella protezione dell’ordine costituzionale e la sovranità del Paese» del FSB e ne ha annunciato il rafforzamento: «L’FSB è importante anche per quanto riguarda la protezione dei nostri cittadini da minacce interne ed esterne. Lo Stato continuerà a rafforzare l’ufficio centrale e le sedi regionali del servizio, fornendo ai suoi agenti armi ed equipaggiamento moderni e garantendo garanzie sociali ai dipendenti e alle loro famiglie. In cambio sono certo che voi continuerete a svolgere il vostro dovere».

Nel frattempo la Russia però continua i contatti con gli Stati Uniti. Incontro a Bonn tra il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov e il segretario di Stato Usa Rex Tillerson a margine della ministeriale del G20. Il capo della diplomazia russa ha dichiarato che si è trattato di un incontro ‘produttivo’ e che non si è parlato delle sanzioni Usa contro la Russia: «Ci aspettiamo che la Russia onori i suoi impegni sottoscritti a Minsk e lavori alla de-escalation della violenza in Ucraina», ha affermato Tillerson.

Sempre parlando di America, dopo l’incontro con Benjamin Netanyahu, dove ha ribadito di non preferire la via dei due Stati ma solo quella che interessa alle parti, Donald Trump è tornato ai suoi soliti attacchi. «Si è cominciato a fare luce sugli esseri spregevoli responsabili delle fughe di notizie! Saranno catturati!», ha detto su Twitter il presidente. Ma non solo: «La fuga di notizie, anche su informazioni sensibili, è stata un grande problema a Washington per molti anni. Il fallimentare New York Times (e gli altri) si devono scusare». Mentre alcuni deputati repubblicani di spicco hanno chiesto un’indagine sulla fuga di notizie che hanno portato alla dimissioni del consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Che poi la situazione interna sia comunque tesa lo rivela anche il ‘Wall Street Journal‘, secondo cui le agenzie di intelligence non rivelano a Trump diverse informazioni sensibili temendo proprio fughe di notizie, segno dunque di scarsa fiducia.

Parlando invece di Libia è stato confermato che sarà la Tunisia ad ospitare il prossimo primo marzo un vertice dei ministri degli Esteri di Tunisia, Algeria ed Egitto per fare il punto sui risultati raggiunti con le parti libiche in vista di una soluzione politica globale della crisi. Il ministro degli Esteri tunisino, Khemaies Jhinaoui, ha precisato che l’incontro permetterà di preparare la successiva riunione tra i tre presidenti, Essebsi, Bouteflika e Al-Sisi, prima di convocare le diverse parti libiche alle negoziazioni.

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Un commento su “Il rafforzamento Nato nel Mar Nero fa arrabbiare Putin”

  1. Franco scrive:

    Alla sbarra Aung San Suu Kyi, per politica genocida. La pulizia etnica ed il massacro dei Rohingya non è una cosa di adesso conseguente all’ intervento militare nello stato Rakhine; ha avuto inizio nel momento stesso della sua presa del potere, e proprio per azioni della parte politica della Nobel per la pace.

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