sabato, gennaio 20

Il Nepal ci ripensa: annulla contratti con la Cina e li passa a India e USA Irregolarità nei progetti, il Nepal cancella contratti con la Cina e preferisce guardare a USA, India e Giappone

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Risolto un progetto idroelettrico di vasta portata sottoscritto in precedenza con la Cina per irregolarità commesse da parte cinese, afferma il Nepal. E questi passa a stilare progetti infrastrutturali e di crescita con India e USA che lavorano solitamente a stretto contatto. La decisione del Nepal segue una decisione similare del Myanmar, entrambi i Paesi pongono così un grosso freno alle aspirazioni progettuali e infrastrutturali della Cina e alle sue Nuove Vie della Seta.

Con una mossa che ad alcuni può esser sembrata un fulmine a ciel sereno, il Nepal cancella una vasta commessa nel settore dell’energia idroelettrica che era in essere con la Cina e la passa all’ India. E’ chiaro a tutti che la decisione non potrà non avere effetti, in vari ambiti, sia per l’area strettamente interessata ed i Paesi coinvolti sia per la più estesa area Sud Est asiatica. Si tratta del progetto idroelettrico Budi Gandaki che era stato contrattualizzato con una Compagnia cinese e che i rumors vogliono ora passi alla indiana NHPC.

Il Vice Primo Ministro nepalese Kamal Thapa , ha reso nota la decisione via Twitter nella giornata di lunedì scorso affermando: «L’accordo è stato inficiato da alcune irregolarità commesse dalla Compagnia cinese Gezhouba Group circa la costruzione del progetto idroelettrico Budi Gandaki ed è la risultante di un incontro di Gabinetto governativo concordato e diretto dalla Commissione Parlamentare».

Si tratta di una decisione le cui ricadute saranno comunque notevoli non solo per la grandezza del progetto in sé, per la sua complessità e per il fatto che coinvolga il colosso cinese che –si sa- soprattutto nel Continente asiatico fa valere tutta la sua potenza economica e finanziaria. L’annullamento unilaterale del contratto, infatti, pone qualche riflessione anche in merito al fatto che proprio il Nepal aveva in precedenza sottoscritto la propria adesione al più grande progetto delle Vie della Nuova Seta, ovvero la Belt & Road Initiative disegnata da Xi Jinping . Il Progetto Idroelettrico Budi Gandaki è situato in un’area centro-occidentale del Nepal, una regione che si è progettata a sviluppo avanzato proprio nei pressi del Fiume nepalese di Budi Gandaki .

La decisione del Nepal giunge qualche anno dopo una decisione similare del Myanmar, quando cancellò una commessa del controvalore di 6.3 miliardi di Dollari USA circa la Diga Myitsone, nel 2011, decisione presa dall’allora presidente birmano Thein Sein . Proprio in questi giorni la Cina ha affermato e confermato di voler mantenere in essere il dialogo su quella progettualità col Myanmar. In questo modo, però, sia il Nepal sia il Myanmar hanno di fatto posto due grossi ostacoli alla idea cinese di creare una rete di connettività regionale più ampia a guida evidentemente cinese.

Per gli osservatori del settore, dietro la decisione nepalese, potrebbe esservi l’influenza indiana che nel frattempo ha puntato anche sullo Sri Lanka, Paese che però è incorso in quella che viene definita “trappola debitoria” ovvero la estrema difficoltà nel saldare i debiti contratti, cosa che allo Sri Lanka è accaduta a causa dell’esposizione debitoria derivata dal Progetto portuale di Hambantota. Sempre per gli stessi osservatori, però, il fatto che il Nepal abbia annullato un progetto idroelettrico con la Cina non comporta necessariamente il fatto che la Cina non possa continuare ad avere un ruolo di notevole rilevanza nella crescita infrastrutturale del Paese. Tanto per fare un esempio, non più di un mese fa, esperti tecnici in ambito ferroviario provenienti dalla Cina erano in Nepal per proseguire i colloqui riguardanti un tratto di ferrovia transfrontaliera che partirà dal Tibet per giungere fino in Nepal. Sebbene, altre fonti, abbiano anche aggiunto che quella stessa progettualità ha avuto ben pochi e scarsi sviluppi. Lo stesso Nepal, nell’ ambito delle fonti idroelettriche e dei progetti connessi, a lungo s’è confrontato con l‘India, spesso senza risolvere e concludere alcunché, il che spiega come mai la Cina sia diventata –nel tempo- una valida alternativa in questo importante settore dello sviluppo infrastrutturale e conseguentemente economico della Nazione.

Sullo sfondo, vi è da considerare un altro fattore, gli Stati Uniti, che operano a stretto contatto di gomito con l’India e che recentemente hanno aperto la maggior linea di garanzia a favore del Nepal, nell’ ambito di una progettualità alternativa a quella cinese, ovvero un tratto progettuale che connette tutta l’area Indo-Pacifica. Durante una audizione tecnica presso il Congresso degli Stati Uniti, la assistente segretaria operativa nel Dipartimento di Stato, Alice Wells, ha affermato: «Il Nepal è stato selezionato per essere per gli Stati Uniti uno dei progetti a più alto profilo di crescita regionale in termini di connettività con il Progetto Indo-Pacifico». Proprio in Agosto, sempre secondo quanto affermato da Alice Wells, il Board Direzionale di Millennium Challenge Corporation (MCC) ha approvato un finanziamento di 500 milioni di Dollari USA con il Nepal, il primo pacchetto progettuale MCC in Asia del Sud. I primi progetti si focalizzeranno su un Progetto di Trasmissione di Elettricità e su un Progetto di Manutenzione Vie Ferroviarie. Entrambe le progettualità sono state passo dopo passo concordate tra USA e India.

Il modus operandi più recente in Nepal sembrerebbe, quindi, pianificare progettualità che coinvolgano sempre più USA, India e Giappone, ponendo progressivamente sullo sfondo quelle in essere o in via di pianificazione con la Cina, a favore quindi, di alternative più trasparenti e sostenibili per definire le necessità infrastrutturali regionali con un assetto differente. Il Progetto Idroelettrico Budi Gandaki era stato assegnato alla Chinese Gezhouba Water & Power (Group) Co Ltd (CGGC) dal precedente Primo Ministro Prachanda . Dopo la sua sostituzione in ruolo da parte di Sher Bahadur Deuba nella scorsa estate, subito sono stati espressi parecchi dubbi in merito. La cancellazione del progetto, in ogni caso, è giunta come una vera sorpresa.

Le due parti avevano siglato un Memorandum Di Intesa per un impianto idroelettrico di 1.200 MW dopo la decisione formale del Nepal di aderire alla Belt and Road Initiative cinese. L’ India, comunque e in varie sedi, ha sempre espresso perplessità, se non forti preoccupazioni, per le logiche finanziarie cinesi, definite a tratti predatorie, condotte soprattutto in Nazioni povere come Nepal e Sri Lanka, logiche che spesso conducono alle cosiddette “trappole debitorie” e che quindi esplicano peso notevole nel potere decisionale interno dei Paesi che vi cadono mani e piedi. Effetti restrittivi le “trappole debitorie” esplicano persino nelle politiche estere e nelle scelte diplomatiche. E la Cina. Afferma l’India, approfitta di questo stato di cose indotte col suo forte potere di liquidità economica e finanziaria.

Nelle ultime settimane, tutte le formazioni politiche di Sinistra in Nepal si sono alleate per formare una vera e propria alleanza politica soprattutto tra Prachanda e KP Oli. Presumibilmente la decisione di stralciare il progetto idroelettrico con la Cina giunge avendo sullo sfondo le competizioni elettorali del Nepal (in corso) che si tengono il 26 Novembre e il 7 Dicembre, che si configura come una competizione a tre tra l’alleanza di Sinistra, il Nepali Congress e il partito Madhesi.

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