mercoledì, settembre 19

Il Governo del Paese e il governo della vita quotidiana Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 22

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Questo giornale si chiama, con scelta volutamente significativa, ‘L’Indro’. Ed ai principi di Indro Montanelli prova (prova) ad ispirarsi. Uno soprattutto, quello che lo ha reso unico, al di là della pur esistente, ed evidente, capacità  giornalistica: l’assoluto amore per la libertà, a partire dalla propria, e quindi conseguentemente, diremmo inerentemente ed inestricabilmente, quella degli altri. Di tutti gli altri. Un uomo che partiva da sé, e quando per i più diversi motivi cadeva, da sé ricominciava. E, contemporaneamente, dagli altri attorno a sé. Facendoli suoi sodali, e tutelandoli a costo del proprio interesse. Anche pesantemente.  

E’ una lezione impagabile, ed attualissima, in questo momento di crisi (dal greco ‘krisis’, vale a dire ‘decisione’, e se vogliamo ‘passaggio’, ‘cambiamento’, ‘transizione’), con il venir meno di punti di riferimento e speranze, per alcuni e forse molti anche momento di sconforto personale, relazionale, lavorativo, imprenditoriale, c’è un’unica cosa da fare. Come sempre e più di sempre. E come sempre e più di sempre serve in primo luogo a sé stessi, e quindi direttamente a tutti. ‘Ricomincio da me’, che va doverosamente assieme  a quel ‘Ricomincio anche da te’ base del superamento dell’egoismo distruttivo e autodistruttivo. (Oltre che da tre: «Insomma almeno tre cose buone le avrò pur fatte nella vita», come rivendicava Massimo Troisi nell’omonimo film).  

Il panorama politico nazionale sempre più si intreccia con quello locale. Matteo Salvini arrembante (e dal suo punto di vista legittimamente: non gli ha regalato niente nessuno, se non i cittadini elettori) e in una fase di quasi inarrestabile espansione in Italia ed a livello regionale e locale. Un Movimento Cinque Stelle alle prese con le difficoltà e le contraddizioni del primo passaggio di Governo nazionale. Un Partito Democratico agonizzante ed al momento incapace di darsi una vera guida, ed una vera identità. Con tutto quello che questo combinato disposto comporta anche in vista dell’appuntamento delle Elezioni Europee della primavera prossima (2019), poi seguite in autunno da altri appuntamenti, anche delle Regioni. Un PD, in sintesi, su cui solo la misericordia impedisce di infierire. Anche perché sono già così bravi a farlo da soli… Con quel che resta di Silvio Berlusconi, e di Forza Italia, intento a salvare il salvabile, in termini politici ed ancor più aziendali. Quanto agli altri, tutti gli altri (destra, sinistra, centro, alto, basso, est, ovest…): non pervenuti. Al massimo si agitano, cercano strapuntini di protagonismo e di prebende. E, al momento, non moltissimo di solido sembra mettere radici neppure nella cosiddetta (molto cosiddetta) ‘società civile’. Però segni e segnali positivi sembrano almeno mostrarsi.

E allora, se una speranza personale e quindi collettiva ci può essere, come ci deve essere, nasce solo da quel «Ricomincio da me. E da te» di cui andiamo dicendo. E da quella politica delle persone e dello ‘stare assieme’ da cittadini che già più volte abbiamo provato a delineare. Via via, per approssimazioni successive. Si può fare. Ne vale la pena e oltretutto dà una gran soddisfazione e fa stare meglio. Sé stessi e gli altri.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’