mercoledì, febbraio 21

Homeschooling: come far studiare i figli comodamente a casa In Italia non si hanno statistiche definitive, ma le famiglie che rifiutano di mandare i propri figli a scuola sono all’incirca un migliaio

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Ultimamente, molti genitori stanno scegliendo un metodo di insegnamento alternativo, chiamato ‘Homeschooling‘, per poter educare i loro figli all’interno di un ambiente domestico.

I motivi, per cui i genitori scelgono di educare i loro figli in casa, sono diversi. Alcuni preferiscono questo metodo perché sono insoddisfatti del sistema educativo pubblico, altri scelgono di insegnare a casa per comodità. Per le famiglie con forti credenze religiose, l’homeschooling può offrire un appoggio per evitare che i propri figli non siano esposti a determinati argomenti o metodi di insegnamento standard che si utilizzano nelle scuole pubbliche.

Tuttavia, altri genitori potrebbero scegliere di educare i loro figli in casa per motivi di salute, di apprendimento o di accessibilità, mentre molti homeschoolers vorrebbero che i loro figli ottenessero una formazione più ampia che il sistema scolastico pubblico, spesso, non provvede a fornire agli studenti.

Cos’è l’Homeschooling? L’educazione parentale, o homeschooling, è un tipo di istruzione impartita dai genitori, o da altre persone scelte dalla famiglia, ai propri figli in casa. La famiglia determina ciò che deve essere appreso e come deve essere insegnato, seguendo le norme governative dello Stato in cui vivono. Alcuni genitori preferiscono seguire degli orari giornalieri, utilizzando testi e programmi scolastici, altri desiderano affidarsi a un apprendimento più naturale e spontaneo dove si assecondano i bisogni, gli interessi e le capacità dei figli ed uno studente può coprire tutto il proprio percorso di studi (fino all’università) senza mai mettere piede in aula.

I ragazzi educati a casa negli Stati Uniti sono all’incirca 2 milioni, mentre sono pressoché 70 mila in Inghilterra, 60 mila in Canada, 3 mila in Francia e 2 mila in Spagna, secondo i dati raccolti negli ultimi anni.

In molti Paesi siamo arrivati alla terza generazione di homeschoolers. In Italia non si hanno statistiche definitive, ma le famiglie che rifiutano di mandare i propri figli a scuola sono all’incirca un migliaio. Il trend, comunque, è in continua crescita. Oggi, più di 900 Università del mondo accettano le iscrizioni degli homeschoolers e tra queste si annoverano: Harvard, Cornell, Princeton, Dartmouth e Yale. In Inghilterra, negli Stai Uniti e in altre Nazioni, i ragazzi homeschoolers possono accedere ai corsi universitari anche prima dei loro coetanei scolarizzati.

Quando è nato il movimento? Le radici del movimento homeschooling risalgono a circa 150 anni fa, quando la maggior parte dei bambini americani veniva fatta studiare in casa. L’inserimento di tutor professionisti era un’opzione disponibile solo per i ricchi. La formazione a casa è diminuita nel XIX e nel XX secolo con l’attuazione delle leggi obbligatorie di frequenza, ma continuò ad essere praticata in comunità isolate. L’educazione parentale ebbe, poi, una ripresa intorno agli anni ’60 e ’70, grazie a dei riformisti insoddisfatti dell’istruzione scolastica vigente in quel periodo.

Il fenomeno, quindi, è nato negli Stati Uniti, ma si è diffuso in tutto il mondo. Quali vantaggi ha l’homeschooling?

Uno dei vantaggi dell’homeschooling è che è adattabile a molti stili di insegnamento e di apprendimento. Ci sono homeschoolers che creano il loro ambiente scolastico come se fosse una classe composta da scrivanie, banchi, libri di testo e una lavagna. Altre famiglie preferiscono lezioni più informali per incuriosire i loro figli. Il materiale utilizzato è fondamentale perché un libro caratterizzato da immagini, testi divertenti e colori affascinerà maggiormente i ragazzi rispetto ad un libro composto da sole pagine e da nessun disegno. La maggior parte delle famiglie integra questo materiale con video, musica, teatro, arte e altro ancora.

L’istruzione on-line ha indubbiamente influenzato la crescita dell’homeschooling ed ha permesso ai genitori di risparmiare tempo e di dare ai figli la possibilità di accedere ad una varietà infinita di informazioni.

Oggi, la formazione a casa è sotto l’autorità dei singoli Stati e ogni Stato ha esigenze diverse. In alcune parti degli Stati Uniti, i genitori devono informare il distretto scolastico della decisione presa. Altri Stati richiedono, invece, che i genitori presentino piani di studio, che devono essere approvati da una commissione scolastica, che inviino rapporti regolari sull’andamento delle lezioni, che consentano visite a domicilio da parte dei dipendenti del distretto scolastico e che i loro figli misurino le loro capacità tramite test standardizzati.

Per i nuovi homeschoolers, la cosa importante da sapere è che, indipendentemente dai requisiti locali, le famiglie siano in grado di insegnare correttamente le materie da trattare per far raggiungere ai loro figli i propri obiettivi.

Secondo i dati forniti dal National Center for Education Statistics,  l’11% dei genitori non ha mai finito l’istruzione superiore. Un altro 20% dei genitori, invece, aveva completato la scuola superiore o aveva ricevuto qualche tipo di attestato; mentre il 25% degli insegnanti ha conseguito la laurea.

L’educazione parentale, dunque, è legale in ogni Stato del mondo, e in Italia si pratica l’homeschooling?

L’educazione parentale è riconosciuta nel nostro Paese. L’Art. 30 della Costituzione Italiana riconosce questo diritto: E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti’. Proprio perché in Italia non esiste obbligo scolastico, ma obbligo all’istruzione. Inoltre, il nostro ordinamento scolastico è fondato sul valore legale dei titoli di studio, quindi per ottenere un titolo di studio certificato, bisogna studiare, appunto, da privatisti e poi sostenere l’esame di Stato presso l’istituto scolastico di riferimento.

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