venerdì, settembre 22

Haredim, gli ebrei ultraortodossi che rifiutano il sionismo La Corte Suprema potrebbe però revocare il privilegio più grande di cui godono: l'esenzione dal servizio militare obbligatorio

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Una polemica che infiamma lo Stato di Israele da anni potrebbe essere molto vicina al suo termine: la Corte Suprema ebraica ha stabilito che il vecchio privilegio degli Haredim – una frangia giudaica ortodossa piuttosto numerosa, soprattutto a Gerusalemme – di non dover sottostare alla coscrizione obbligatoria nell’IDF sarebbe una forma di discrimazione in contrasto con i principi egalitari che, sulla carta, sarebbero fondanti per Israele.

La setta degli Haredim si considera depositaria della purezza e dell’ortodossia religiosa del giudaismo. Ha fin dal suo riluttante arrivo in Israele fondato comunità chiuse, autoghettizzandosi e formando coacervi di dissenso verso lo Stato sionista non meno agguerriti di quelli palestinesi. Il sionismo si fonda sui principi di demografia (la maggioranza di Israele deve essere ebrea), democrazia e laicità. Quest’ultima condizione non può dunque essere accettato dai religiosi Haredim.

Per gli Haredim, e per la loro interpretazione intransigente dei testi sacri del giudaismo, il ritorno nella ‘terra promessa’, o la sua conquista per vie militari, sono proibite fino al momento della venuta del Messia. Per questo motivo sono riusciti a ottenere il privilegio di non dover combattere nell’esercito di Israele – peraltro uno dei Paesi più militarizzati al mondo, e che prevede il servizio di leva obbligatorio per gli altri cittadini – che imporrebbe uno stile di vita incompatibile con i loro precetti religiosi.

L’esenzione venne garantita nel 1978 dal Governo di Menachem Begin, che la concesse a tutti gli studenti delle scuole rabbiniche Haredim. Ma si tratta solo della punta dell’iceberg. Le famiglie Haredim sfruttano spesso ingenti somme di denaro pagate dallo Stato. Si parla di circa 2000 dollari al mese, una cifra sufficiente ad abbandonare il mercato del lavoro. Le famiglie sono spesso numerose (dai 6 agli 11 figli), e le previsioni più estreme avvertono che la frangia ultraortodossa potrebbe diventare maggioritaria nel Paese nel giro di 15 anni. Per ora lo è già in diversi quartieri di Gerusalemme.

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