Economia Analisi

Economia: il punto

Grecia-Ue, ottimismo sull’accordo

Bankitalia, aumenta di 31 milioni, a gennaio, il debito pubblico. Istat, su i prezzi dei beni alimentari

Grecia Ue - L'Indro
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La settimana sta per volgere a termine e, come succede ormai da qualche settimana, in Europa l’argomento principale è la Grecia.  Proseguono con lentezza i tentativi di disgelo tra la Grecia e l’Unione europea, in un percorso tortuoso che ha come obiettivo quello di giungere ad un negoziato che lascerebbe soddisfatti entrambi.

Il premier ellenico Alexis Tsipras, impegnato negli incontri con le massime istituzioni comunitarie, si è definito ottimista che si possa trovare una soluzione per risolvere la grave crisi della Grecia. Al termine del suo incontro con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha detto che il raggiungimento di tale accordo è «un interesse comune perché non è solo un problema greco ma un problema europeo». Ovviamente, secondo Tsipras, si può raggiungere un accordo solo se si vuole «andare avanti, sulla base del compromesso del 20 febbraio, in modo costruttivo». Il presidente dell’Europarlamento dal canto suo ha lanciato il suo invito al dialogo e ha anticipato che Atene, Parlamento europeo e Commissione «resteranno in contatto per creare un piano specifico di investimenti per la crescita della Grecia, con una strategia sostenibile di creazione di posti di lavoro per i prossimi quattro mesi».

Di opinione diversa è il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che ieri sera  all’emittente austriaca Orf  ha detto: «Dal momento che la responsabilità di decidere è solo della Grecia, e non sappiamo cosa pensa di fare chi è al governo, non possiamo escluderlo».

Il paese invece che continua a dimostrare la propria bravura nell’uscire dalla crisi economica è l’Irlanda. Secondo l’ ultimo dato diffuso dall’Ufficio centrale di statistica, per il 2014, si è registrato un incremento del Pil del 4,8%. Tale risultato dimostra che l’Irlanda ha avuto il ritmo di crescita più alto in Europa, meglio anche della Gran Bretagna (+2,6%). Tale dato, porta il prodotto interno lordo, in valore assoluto, vicino ai livelli pre-crisi: 181,3 miliardi contro i 185,4 del 2007.

Nell’ultimo budget presentato a ottobre, il Governo aveva previsto per quest’anno una crescita del 3,9% , ma ora  si preparerebbe a rivederla al rialzo, anche grazie all’effetto combinato del calo del greggio e della flessione dell’euro.

Nel caso in cui l’Irlanda registrasse realmente una percentuale del Pil vicina ai 4 punti, il ministro delle Finanze, Michael Noonan, potrebbe avere più margine di manovra per il prossimo budget.

Un momento particolare continua invece a viverlo l’Italia. Il Paese, rispetto all’Irlanda, è ancora attanagliato alla crisi economica e finora grandi soluzioni non sono state trovate. Intanto, nella giornata di oggi, Bankitalia ha annunciato che, nel mese di gennaio, il debito pubblico delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 31 miliardi, toccando quota 2.165,9 miliardi e arriva così molto vicino al suo massimo storico (2.167,7 miliardi registrato nel luglio del 2014).

Come spiega Bankitalia, «l’incremento è dovuto all’aumento (36,3 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro, pari a fine gennaio a 82,6 miliardi (46,3 a dicembre del 2014), solo in parte compensato dall’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (4,6 miliardi) e dall’effetto complessivo dell’emissione di titoli sopra la pari, del deprezzamento dell’euro e degli effetti della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione (0,7 miliardi)».

Nel Bel Paese intanto è sorta una nuova tendenza. Secondo l’ Ufficio studi di Immobiliare.it , aumenta la domanda di case in affitto, mentre si contrae significativamente l’offerta. Inoltre, continua la discesa dei prezzi anche se tutto sommato si può parlare di ‘tenuta’.

Immobiliare.it ha evidenziato che «gli italiani non hanno mai visto con piacere l’idea di mettere in affitto il proprio patrimonio immobiliare e negli ultimi mesi questa diffidenza sembra aumentata: l’offerta di immobili in locazione ha subito un significativo calo annuale, pari a circa il 7% rispetto a febbraio 2014».

A trainare questo rinnovato interesse nei confronti della casa in locazione sono le domande provenienti dal Centro Italia (+11,9%) mentre al Nord crescono del 9,1% e al Sud dell’8%.

Una notizia positiva giunge invece dall’Istat. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, a febbraio il carrello della spesa torna a salire e i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base mensile e dello 0,7% su base annua. C’è da tener conto che, nello stesso mese la deflazione si riduce a -0,1%  quando a gennaio era -0,6%.

L’attenuazione del calo annuo dei prezzi è dovuta soprattutto al +10,8% dei vegetali freschi, all’accelerazione dei servizi relativi ai trasporti (+1,4%, da +0,3% di gennaio), dal +3,7% tendenza dei tabacchi rispetto al -0,4% di gennaio e al parziale ridimensionamento della flessione annua dei prezzi degli energetici non regolamentati (-12,8%, da -14,0% di gennaio).

In un contesto economico del genere, le Borse europee hanno fatto registrare nella giornata di oggi risultati positivi. Benino la Borsa di Milano che cede lo 0,42% chiudendo ma che comunque chiude in vantaggio la prima settimana degli acquisti Bce. Bene la  Borsa di Francoforte che termina gli scambi in rialzo con l’indice Dax che sale dello 0,87% a 11.901,61 punti. Archivia invece la seduta in ribasso la Borsa di Londra con l’indice Ftse-100 cede lo 0,30% a 6.740,58 punti. Chiusura positiva, come per quella di Francoforte, anche per la Borsa di Parigi con l’indice Cac-40 avanza dello 0,46% a 5.010,46 punti.

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