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Grande Barriera Corallina a rischio in Australia

'Non si può avere Barriera in buona salute e allo stesso tempo continuare con l'industria del carbone'

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La Grande Barriera Corallina dell’Australia è a rischio. A dirlo lo studio del Centro per l’eccellenza degli studi sul corallo (Australian Research Council Centre of Excellence for Coral Reef Studies): almeno 700 dei 2.300 km della Barriera, considerata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, negli ultimi nove mesi sono stati danneggiati profondamente dall’aumento delle temperature dell’acqua.

Il fenomeno dello ‘sbiancamento’, tra febbraio e aprile, ha danneggiato in particolare i settori settentrionali della Grande Barriera Corallina. La causa è l’assenza dell’alga Zooxanthellae, fondamentale per la sopravvivenza dei coralli: questa viene espulsa e così lo scheletro di carbonato di calcio, che va a formare il corallo, perde il suo solito colore rosso. Episodi simili erano stati segnalati sia nel 1998 che nel 2002, ma non avevano mai avuto questa portata. E si teme anche per la parte sud, dove ci sono le maggiori aree turistiche, attorno a Cairns e all’arcipelago di Whitsundays, anche se queste parti sono protette al momento da acque più fresche provenienti dal Mar dei Coralli.

«L’Australia non può avere una Grande Barriera Corallina in buona salute e allo stesso tempo continuare con l’industria del carbone», il messaggio lanciato al governo da parte del professor Terry Hughes, autore dello studio. Il governo in realtà ha varato misure protettive, ma al momento l’unica soluzione possibile è la diminuzione delle emissioni di CO2.

(video tratto dal canale Youtube del Wall Street Journal)

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