mercoledì, settembre 19

Governo: si confida nella fantasia di Mattarella Lega e M5S, alleanza che non si sa come fare; una sciarada di difficile soluzione

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Le cose, nel loro esser complicate, sono semplici. La Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio hanno una gran voglia di fare un Governo e varcare la soglia di Palazzo Chigi. Salvini mal sopporta (sentimento reciproco) Silvio Berlusconi, ma non si può permettere di rompere con Forza Italia: verrebbe meno la sua forza contrattuale con Di Maio. Quest’ultimo ad onta del sorridente perenne atteggiarsi inamidato, ha i suoi bravi problemi interniBeppe Grillo un po’ lo odia, un po’ lo ama; l’ala dei puristi guidati da Alessandro Di Battista gli mette ogni bastone possibile tra le ruote; Davide Casaleggio, il vero Richelieu del Movimento, si muove felpato, pronto con piani ‘B’, ove ce ne fosse bisogno.
Di sicuro la maggior parte dei parlamentari, e in particolare quelli di fresca nomina, non ci pensano neppure a rinunciare a un seggio, faticosamente e spesso fortunosamente conquistato; ci sono poi una quantità di ragioni che consigliano che la legislatura regga: scadenze e impegni internazionali, istituzionali, non ultimo un presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che vede le elezioni anticipate come il fumo negli occhi.

Un rebus, certo. Se si bada ai numeri lasoluzione‘ più semplice è quella di una intesa Lega e M5S, fuori tutti gli altri. Finora, per le nomine di Presidente del Senato e della Camera, e per i presidenti delle Commissioni, questo schema ha funzionato, e Forza Italia obtorto collo ha dovuto accettare il gioco. Ma un Governo è cosa diversa. Di Maio è costretto a fare il volto feroce contro Berlusconi. Salvini è costretto a tenersi un alleato di cui farebbe volentieri a meno. Il Partito Democratico, che non sa, nel concreto, che pesci pigliare, viene utilizzato come bau bau: da Berlusconi e da Di Maio, ma è evidente che lo fanno per alzare la posta, tirano sul prezzo.

Fanno i conti, tutti, senza l’oste: in questo caso incarnato dal Presidente Mattarella. Con polso fermo fasciato nel guanto vellutato sta ponendo tutti gli ‘attori’ di questa vaudeville con le spalle al muro. Alla fine la troverà lui una soluzionealtache non si potrà rifiutare perché chi doveva farlo non ha saputo, non ha potuto, non ha voluto.
La situazione appare incartata: Di Maio sconta un eccesso di sicurezza. Ha dato per scontato l’asse con Salvini. Ha già dovuto fare numerose marce indietro programmatiche. Per uscire dall’angolo dovrà ingoiare altri rospiSalvini è quello che riesce al momento a coniugare meglio tattica con strategia. Il suo handicap è essere ‘semplicemente’ un vincitore dimezzatoBerlusconi riesce a stare ancora e nonostante tutto sulla scena, e non marginalmente. Esiste, c’è; è malconcio, ma riesce ancora a graffiare, il leone sarà vecchio, ma qualche zampata la sa ancora dare. Chi c’è rimasto? Il PD? Un ‘fare’, quello del PD, assolutamente coerente con il ‘dire’ dei suoi dirigenti. Solo che parlano senza dire nulla: immobile, delega. Quale migliore occasione di questa per formulare proposte, promuovere iniziative, tornare a parlare con il suo popolo, la sua gente, aprire le porte e le finestre dei ‘circoli’, aprirsi e così riconquistare quell’elettorato che gli ha voltato la schiena (e negato il voto)? Invece nulla, una palude, un mare dei Sargassi.
Alla Flaiano: situazione tragica, ma non seria. Ma abbiamo il dovere di essere ottimisti. Nei prossimi giorni sarà peggio.

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