martedì, agosto 21

Governo Conte, iniziano gli errori? Una domanda fra le molte che suscita questo strano governo, che nasce dall’ alleanza tra due forze politiche molto diverse, anzi “nemiche”, alleate solo per governare, cioè, da come cominciano a farlo, per comandare

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La cosa peggiore che si possa fare in politica come nella scienza, è emettere giudizi prima di avere sufficiente documentazione di ciò che si intende fare da chi si intende osservare. A tacere del fatto che l’”osservazione” non deve essere né benevola né ostile, ma neutra, non neutrale, ma questa è un’altra storia. E dunque, visto che, legittimamente, il nuovo governo è in carica, non vorrei unirmi al coro di critiche un po’ sbracciate che si sono sentite fin qui, ma limitarmi a proporre un paio di temi di riflessione. Rapidamente.

Il fatto che il Presidente del Consiglio non sia eletto non è rilevante, nessuna norma della Costituzione lo richiede e non a caso. Ma il fatto che non abbia redatto il programma e non abbia compilato la lista dei ministri da proporre (proporre non imporre) al Presidente della Repubblica è grave per le implicazioni che può avere. Ma sono “implicazioni”, cioè vedremo. Ma, non è consentito ad un Presidente del Consiglio, eletto o meno, autonomo o no, parlare di disponibilità a rispondere alle interrogazioni al “Premier”. Detto, poi, da un professore universitario (benché “solo” amico e non “maestro” del neo-ministro Buonafede) è gravissimo. Non è un problema semantico, di nomenclatura: è un errore, un errore grave di diritto (professore, professore, che dice, quanto “metterebbe” ad uno studente che lo dicesse all’esame?) e un errore gravissimo di mentalità politica (cioè di filosofia politica, cioè di democrazia) perché implica ciò che non è deliberatamente nella nostra Costituzione: che qualcuno, chiunque, comandi. Che poi ancora, la cosa suoni un po’ ridicola in bocca ad uno che platealmente per ora conta come il due di briscola, è, appunto ridicolo. Dunque attenzione a come parlate!

Che il Ministro dell’interno non ami gli stranieri e i migranti in particolare è noto. Che vada in Sicilia a visitare i centri di accoglienza, mentre poco lontano un sindacalista migrato (attenti: migrato!) veniva ucciso, solo per dire che non so quali chiuderà si può accettare sia pure con fastidio per la superficialità, ma molto meno accettabile è che dica che dalla Tunisia (l’unico paese con il quale abbiamo rapporti decenti, e l’unico democratico del nord-Africa e forse dell’ intera Africa e non solo) vengono “inviati” delinquenti. Un Ministro ha il dovere almeno di evitare gli incidenti diplomatici specie se pericolosi, come questo … se la Tunisia smettesse di controllare i flussi e di accogliere i migrati di ritorno, che facciamo? Ma, rasenta (visto che alla maggioranza governativa piace tanto … ) l’alto tradimento, se non fosse semplicemente ridicolo, che si dica che è un bene l’alleanza con i “duri”. I duri sono, quelli che, violando l’accordo (anzi la decisione, ma non fa nulla) in sede europea, ha rifiutato di accogliere i migranti giunti in Italia, e quelli che violando anche le regole elementari del ridicolo (ma forse anche della follia … su certe cose meglio non scherzare, i grilletti sono molto sensibili) hanno schierato i carri armati alla nostra frontiera per impedire l’accesso di migranti inesistenti. Beh, confesso che non capisco il “nostro duro” che si complimenta con chi ci ha preso a schiaffi e ci ha minacciato. Ma, come dico, io sono un pessimo politico e a certe finezze non sono aduso.

Che il Ministro del Lavoro e dell’industria e non so che altro, abbia le sue idee, va benissimo. Ma lasciare intendere che si pensa seriamente di chiudere l’ILVA e che si pensa di ridurre la burocrazia fiscale a vantaggio dei commercianti, mi sembra lievemente autolesionistico; mi ricorda quel marito che per fare dispetto alla moglie, con quel che segue. Ma poi: è proprio certo il dr. Di Maio che le due cose indicate siano in suo “potere” e non, semmai, in quello del Parlamento, dell’autorità giudiziaria, delle corti e tribunali internazionali e della logica? Per non parlare dei sindacati e delle famiglie dei lavoratori. È solo una domanda, ingenua, forse.

Una domanda fra le molte che suscita questo strano governo, che nasce dall’ alleanza tra due forze politiche molto diverse, anzi “nemiche”, alleate solo per governare, cioè, da come cominciano a farlo, per comandare. Alleate? Chiedo scusa, mai alleate, le alleanze sono “inciuci”, contrattualizzate, vuoi vedere che è per questo che hanno scelto come Presidente un avvocato civilista?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.