giovedì, maggio 24

Giove, le immagini della macchia rossa

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Alle 21:55 del 10 Luglio la sonda della NASA Juno ha sorvolato la superficie di Giove per la settima volta fino ad avvicinarsi a soli 3.500 chilometri dalla sua superficie. I planetologi aspettavano con ansia questa missione, perché la navicella avrebbe sorvolato la Grande Macchia Rossa del pianeta a soli 9.866 km di distanza. E così è avvenuto.

Secondo le analisi, questo gigantesco ciclone ruota in senso antiorario, e anche se negli ultimi decenni ha mostrato una continua riduzione delle sue dimensioni, attualmente misura 16.350 km, 1,3 volte il diametro terrestre. Esiste almeno da 350 anni, ma lo si osserva con attenzione dal 1830.

Le prime immagini che sono state ottenute mostrano che al centro della Macchia Rossa presente su Giove i venti soffino a 600 chilometri all’ora, e che esista un intreccio di nubi scure e vellutate. È stata poi osservata quella che sembra una stratificazione delle nuvole che nessuno aveva previsto. «Per centinaia di anni gli scienziati hanno osservato, si sono meravigliati e hanno fatto congetture sulla Grande Macchia Rossa, ora, grazie a Juno, abbiamo le migliori immagini mai ottenute», ha detto Scott Bolton, responsabile della missione presso il Southwest Research Institute di San Antonio, Texas.

Analizzando le micro variazioni Doppler dei segnali radio emessi dalla sonda – tramite lo strumento costruito dall’Italia KaT – i ricercatori hanno tentato di raccogliere misure gravimetriche che possano svelare che cosa c’è nel cuore della Macchia Rossa. Non si sa infatti, se davvero sia presente materiale in risalita, come vogliono molte ipotesi, o ci siano altri fenomeni da stabilire.

(video tratto dal canale Youtube di USA Today)

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