lunedì, novembre 20

Giordania: la più grande centrale ad energia solare in un campo profughi La Giordania inaugura oggi la grande centrale ad energia solare nel campo di Zaatari

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La Giordania ha inaugurato oggi nel campo profughi di Zaatari la più grande centrale alimentata a energia solare al mondo in un luogo simile, sperando di migliorare la vita quotidiana delle decine di migliaia di siriani che vi abitano. Il progetto conta 40.000 pannelli solari di una capacità totale di 12.9 megawatt che permetteranno di garantire 14 ore di elettricità al giorno ai circa 80.000 rifugiati siriani del campo, secondo l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr).

«Si tratta della più grande centrale elettrica a energia solare a livello mondiale all’interno di un campo di rifugiati», ha sottolineato l’Onu. E’ costata «15 milioni di euro» ed è stata finanziata dalla Germania. L’inaugurazione ha avuto luogo sotto una grande tenda bianca del campo, in presenza del ministro dell’Energia giordano Saleh al Kharabché, dell’ambasciatrice tedesca in Giordania, di responsabili dell’Unhcr e di rappresentanti di diverse Ong che lavorano a Zaatari.

L’Unhcr assicurava prima una media di otto ore di elettricità al giorno, per un costo di circa mezzo milione di dollari (430.000 euro) al mese.

«Ormai siamo in grado di fornire 14 ore a costo zero», ha affermato Stefano Severe, rappresentante dell’agenzia dell’Onu in Giordania. «Risparmiando circa cinque milioni di euro all’anno, l’Unhcr potrà utilizzare questa somma per migliorare altri servizi del campo», rileva l’Onu. Per contro, queste ore di elettricità in pù permetteranno «di migliorare la vita dei rifugiati, dando per esempio la possibilità ai bambini di studiare la sera e alle famiglie di conservare più a lungo gli alimenti nei refrigeratori o di utilizzare dei ventilatori l’estate» quando le temperature sono molto elevate, ha aggiunto Severe.

A maggio la Giordania aveva già inaugurato una centrale solare d’una capacità di 2 megawatt nel campo di rifugiati siriani di Azraq dove abitano circa 35.000 persone. Era il primo campo profughi al mondo a funzionare a energia rinnovabile, secondo l’Unhcr.

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