sabato, febbraio 17

Giappone e lo scandalo Kobe Steel Il gruppo siderurgico ha ammesso di aver falsificato per anni i dati sulla qualità dell’alluminio, rame ma anche di polvere di ferro

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Continua il crollo alla Borsa di Tokyo del titolo Kobe Steel. I prezzi ora sono ai minimi di un anno e sono bruciati praticamente 1,7 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il tutto a causa dell’ammissione del terzo gruppo siderurgico del Giappone di aver falsificato per anni (forse anche per dieci anni) i dati sulla qualità dell’alluminio, rame ma anche di polvere di ferro.

Nel corso di una conferenza stampa, Naobe Umehara, vice presidente di Kobe Steel, ha ammesso che i dati sull’alluminio e sui prodotti in rame sono stati falsificati ‘sistematicamente’. Nel mirino, in particolare, 20mila tonnellate di metalli realizzati negli ultimi due anni. Tra le case automobilistiche, Toyota, Mazda, Subaru e Nissan hanno ammesso di aver utilizzato prodotti di Kobel Steel, così come ha fatto Hitachi per i treni venduti in Gran Bretagna.

Lo scandalo della Kobe Steel ha spinto multinazionali del mondo dell’auto e degli aerei, come Toyota Motor, Ford Motor, Boeing e Mitsubishi Heavy Industries a ordinare delle indagini interne. Il pericolo è che pezzi pericolosi siano nelle proprie vetture o mezzi, che andrebbero quindi ritirati subito dal mercato. E le conseguenze per l’azienda sarebbero pesantissime.

Che la situazione per la Kobe Steel sia grave lo si capisce anche dal fatto che ora il costo per assicurarsi contro un eventuale default (prezzi dei Cds a 5 anni) sono quadruplicati in appena due giorni.

 

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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