lunedì, gennaio 22

Giappone: approvato nuovo sistema di difesa americano In risposta alla minaccia di Pyongyang, potrebbe essere operativo già dal 2023

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Semaforo verde del governo di Shinzo Abe all’approvazione del nuovo sistema di difesa anti-missile statunitense Aegis Ashore, per  far fronte alla minaccia nordcoreana. Tokyo potrebbe disporre ben presto di due sistemi Aegis in grado di difendere l’intero arcipelago, operativi già dal 2023.

Il sistema Aegis Ashore è capace di produrre una difesa missilistica contro vettori balistici a corto e medio raggio attraverso l’uso di piattaforme su terra e navali. I missili impiegati dovrebbero essere gli SM-3 Block IIA. Pur non essendo ancora stato firmato il contratto, il prezzo si aggirerebbe intorno ai 200 miliardi di yen, pari a quasi 2 miliardi di dollari, anche se i funzionari si sono rifiutati di fornire dettagli sul costo almeno fino a quando non sarà chiusa la discussione sul bilancio dell’ anno fiscale 2018, per il quale molti prevedono uno straordinario aumento.

L’ Ashore, dotato di un sofisticato radar e di diversi sistemi di controllo di tiro, andrebbe ad affiancare le batterie Patriot PAC 3 già in possesso del Giappone; può essere integrato con i sistemi Aegis installati su quattro cacciatorpediniere giapponesi. Prossimamente, a detta dei portavoce del ministero della Difesa, potrebbero essere aggiunti altri quattro cacciatorpediniere dotati di Aegis nei prossimi anni.

Un’ altra questione che doveva essere dipanata per dare l’ ok era quella legata alla selezione dei luoghi in cui installare il sistema. Secondo alcune indiscrezioni, il dicastero della Difesa giapponese avrebbe scelto le prefetture di Yamaguchi e Akita, anche se risultano necessarie ulteriori verifiche sulla sostenibilità ambientale dell’impianto. Ma nulla sembra essere scontato

«Lo sviluppo nucleare e missilistico della Corea del Nord è diventato una minaccia più grande e imminente per la sicurezza nazionale del Giappone, e abbiamo bisogno di migliorare drasticamente la nostra capacità di difesa contro i missili balistici per proteggere il Giappone in modo continuo e sostenibile» recita una nota del governo.

Shinzo Abe, confermato un mese fa alla guida dell’ esecutivo nipponico, non ha mai nascosto di essere favorevole alla linea del Presidente americano Donald Trump in riferimento alla crisi coreana. Non si tralasci che proprio a inizio 2017, gli Stati Uniti hanno schierato, nonostante le numerose proteste di Pechino, in Corea del Sud il sistema di difesa THAAD che, stando alle dichiarazioni dei funzionari giapponesi, non era accettabile per via del suo costo e della sua scarsa versatilità.

«Aspirando sinceramente ad una pace internazionale basata sulla giustizia e l’ordine, il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzi per risolvere le controversie internazionali.

Per raggiungere lo scopo del paragrafo precedente, anche le forze terrestri, marittime e aeree come qualsiasi altro potenziale di guerra, non sarà mai perseguito. Il diritto di belligeranza dello stato non lo farà riconoscere» Questo quanto stabilito dall’ articolo 9 della Costituzione risalente al post-Seconda guerra mondiale. Ma è proprio sulla scorta di una possibile modifica di questo articolo che Abe si è visto rieletto.

Intervistato dall’ agenzia di stampa Jijim, il Premier ha sostenuto che «mantenendo come premessa la nostra politica di esclusiva difesa, io esaminerò cosa dovrà essere realmente la nostra capacità di difesa rispetto alla pesante realtà che vive il nostro paese».

E rimanendo nell’ ottica di una reazione credibile ai test missilistici di Pyongyang, il ministro della Difesa giapponese Itsunori Onodera ha annunciato qualche giorno fa che il suo Paese acquisterà missili da crociera americani ad alta precisione JASSM-ER aria-terra, capaci di colpire obiettivi a 1000km di distanza, da montare sui velivoli F-15  e che il Dicastero della difesa avrebbe fatto richiesta all’ esecutivo di stanziare un budget per l’acquisizione del Joint Strike Missile (JSM) da schierare sui 42 caccia a reazione Lockheed Martin F-35A Lightning II.

«L’importante è non cadere nel bluff della Corea del Nord» ha concluso Abe evidenziando il ruolo centrale che è chiamata a svolgere la Cina. E proprio Pechino, insieme a Mosca, non farà i salti di gioia per il nuovo rafforzamento della difesa nipponica che rende sempre più incerta la sua leadership regionale e quindi sempre più ingombrante la presenza statunitense.

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