venerdì, giugno 22

Germania: Angela Merkel vince, ma … Boom per l' AfD, calo per l' SPD, coalizione incerta

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Alle 18 di ieri, Domenica 24 Settembre, si sono chiuse le urne in Germania. Si è votato per la XIX legislatura. Sembra lontana quella solidità con cui è stata identificata la Germania, assunta, talvolta, a metro di paragone con altre democrazie occidentali. Quel che è possibile constatare è sicuramente la situazione zoppicante in cui si è ritrovata la vincitrice, Angela Merkel, che si vede riconfermato, il quarto mandato, il diritto di tentare di formare un esecutivo. Questa volta, però, nel Bundestag, nel ramo elettivo del Parlamento tedesco, faranno il loro ingresso anche i rappresentanti dell’ Alternative fur Deuthschland, AfD, che ha ottenuto 94 seggi, affermandosi come terza forza parlamentare.

Come mostra il grafico realizzato da Infratest Dimap, l’ esito elettorale sarebbe dunque questo: la CDU-CSU al 33% , con un calo dell’ 8,5%  rispetto al 2013; la Spd al 20,5%, perdendo 5,2%; la Afd al 12,6%, guadagnando ben 7,9%; la Fdp al 10,7%, anch’essa con un aumento del 5,9%; la Linke al 9,2% acquisendo 0,6% in più del 2013, i Verdi all’ 8,9% con un lieve incremento pari allo +0,5%.  Tradotto in seggi: 246 spetterebbero all’ Unione CDU/CSU e, rispettivamente, 153 alla SPD, 69 alla Linke, 67 ai Verdi, 80 all’ FDP, 94 all’ AfD.

L’affluenza alle urne ha raggiunto il 76,2%, mentre nel 2013 si era fermata al 71,5%.

Secondo i calcoli, il Bundestag sarà formato da almeno 709 deputati contro i 630 di quello uscente. Va ricordato che il sistema elettorale tedesco si configura come misto: caratterizzato, cioè, da elementi del maggioritario e altri del proporzionale. Prevede un minimo di 598 deputati, di cui 299 deputati eletti direttamente mediante l’ “Erststimme” e i restanti con il sistema proporzionale dello “Zweitstimme” . La soglia è posta al 5%. Per rimediare agli eventuali squilibri del voto, esistono dei mandati di compensazione.

«Non ci gireremo attorno, avremmo voluto naturalmente un risultato migliore. Siamo però la forza maggiore del Paese, e contro di noi non può essere formato alcun governo. Non era scontato rimanere primo partito dopo 12 anni di responsabilità. Formeremo un nuovo esecutivo», ha detto la Cancelliera tedesca Angel Markel nel suo primo discorso post-voto. Ma per formare un nuovo esecutivo, occorre formare una coalizione. «Abbiamo lasciato la questione rifugiati e immigrazione alla destra. E ora dobbiamo cambiare. Ci impegneremo contro l’estremismo affinché la Germania rimanga Germania» ha affermato Horst Seehofer, leader della CSU.

Come mostra il grafico, il risultato della CDU/CSU di questa tornata elettorale è di poco inferiore a quello del 2009 (33,8%).

 

«L’obiettivo delle elezioni è fallito, oggi è un giorno amaro per l’Spd» ha riconosciuto Martin Schulz ha aggiunto che i socialisti tedeschi si collocheranno «all’opposizione» pur riconoscendo che «abbiamo raggiunto molti obiettivi sociali importanti durante questi quattro anni di governo, come ad esempio l’istituzione del salario orario minimo».

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