giovedì, giugno 21

G7, il premier Conte: Italia insoddisfatta per riforma di Dublino E' iniziato il viaggio in Cina di Vladimir Putin. Nuovi incidenti al confine fra Gaza ed Israele

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Il premier Giuseppe Conte al G7 in Canada comincia a prendere le misure. E soprattutto comincia a far capire il nuovo corso del governo italiano. Sulla disciplina del regolamento di Dublino sui migranti avvisa che c’è «totale insoddisfazione dell’Italia per le proposte attualmente discusse. L’Italia non può essere lasciata sola nella gestione dei flussi migratori», ha detto dopo un incontro con Jean Claude Juncker e Donald Tusk. «Vogliamo un’Europa più forte ma anche più solidale», ha detto, mentre sulal Russia ha detto: «La Russia dovrebbe rientrare nel G8. E’ nell’interesse di tutti».Confermando così il pensiero di Donald Trump, espresso nelle ultime ore. Il portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov, però ha ammesso: «G8? La Russia si concentra su altri formati».

Nel frattempo il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto un incontro oggi con la cancelliera Angela Merkel, la premier britannica Theresa May, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e i massimi dirigenti Ue prima dell’inizio del summit G7 in Canada. L’inquilino dell’Eliseo vuole trovare un fronte comune contro gli Usa.

«Due pilastri su cui si fonda l’Unione Europea sono il mercato comune e l’euro. L’uno implica l’altro. Noi chiediamo il rafforzamento di questi due pilastri al servizio dei cittadini europei. Questa iniziativa è pertanto una tappa indispensabile». A dirlo il ministro per gli Affari europei Paolo Savona aprendo questa mattina la Conferenza internazionale ‘Cooperation Project 2’ a cui partecipano 81 delegati di 27 Paesi. Intanto oggi il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz, in merito all’Italia ha detto: «Non non fallirà. La misura più importante è riuscire a far aumentare la crescita».

Il Dipartimento di Stato americano ha lanciato un allarme sui rischi alla salute per i diplomatici residenti non solo a Canton, ma in tutta la Cina dopo la rilevazione di casi di malessere per inspiegabili ‘attacchi acustici’, molto simili a quelli accusati dal personale Usa a Cuba nel 2016.

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