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Fake news a Occidente viste dall'Africa/2

Fake news a parte, il problema è la democratizzazione dell’informazione

Il disegno di legge Gambaro molto probabilmente sarà archviato, ma il problema resta, e serve guardare oltre la superfice, il problema è l'indipendenza vera dei giornalisti
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Nel novembre 2016 la necessità del controllo informativo del Governo americano, nascosta dalla lotta contro le fake news, è stata supportata dal ‘Washington Post‘ con la pubblicazione di un articolo nel quale si accusava la Russia di aver diffuso notizie false durante la campagna elettorale americana che avrebbero aiutato Donald Trump a battere la Hillary Clinton. L’articolo citava indagini della CIA (fino ad ora mai pubblicate) ma si basava sulle informazioni fornite da un misterioso sito webPropOrNot‘. Un sito aperto da sconosciuti pochi mesi prima della campagna elettorale con l’obiettivo di combattere la propaganda russa contro gli Stati Uniti. ‘PropOrNot‘ elenca una lista di 200 siti americani aderenti alla propaganda del Cremlino. Giornalisti indipendenti, analizzando tale lista, hanno scoperto che comprende praticamente tutti i siti alternativi di news e informazione americani, anche i più autorevoli quali ‘Project Censored‘.

Creato nel 1976 da Carl Jensen, presso l’Università statale di Sonoma, ‘Project Censored‘ è un progetto di educazione rivolto agli studenti universitari e al pubblico americano verso l’importanza della diffusione di una informazione pluralista negli Stati Uniti. Il progetto si concentra particolarmente sugli studenti universitari per aumentare la loro capacità di interagire nel mondo dei media promuovendo giornalismo investigativo di alta qualità. Nel 2000 ‘Project Censored‘ si è associato alla organizzazione non-profit Media Freedom Foundation permettendo di far uscire il progetto in difesa dell’informazione indipendente dai ristetti confini dell’Università di Sonoma per espandersi in molti Campus americani.

La guerra contro le ‘fake news’ del Governo americano si è rivolta anche contro ‘Russia Today‘ (‘RT‘) e l’agenzia giornalistica ‘Sputnik‘, accusate di diffondere propaganda del Cremlino, nonostante che le redazioni americane di questi due media russi siano composte dal fior fiore del giornalismo nazionale, tra cui il famoso Larry King che ha spostato il più longevo e seguito talk show degli Stati Uniti (‘Larry King Show‘) dalla ‘CNN‘ alla ‘RT‘. È evidente che il concetto di fake news del Governo americano tende ad equiparare tutti i media nazionali indipendenti come la lunga mano del Cremlino tesa a destabilizzare l’opinione pubblica americana diffondendo false notizie per indebolire sostegno e credibilità della Casa Bianca. L’ideologia creatasi parte dal presupposto che i media tradizionali siano esenti da fake news.

Una clamorosa smentita ci viene offerta dal giornalista tedesco Udo Ulfkotte, per anni editore della ‘Frankfurtr Allgemeine Zeitung‘, storico quotidiano tedesco fondato nel novembre 1949 da Erich Welter sulle ceneri del ‘Frankfurter Zeitung‘, un quotidiano moderato chiuso dai nazisti nel 1943. Ulfkotte ha pubblicamente ammesso di essere stato a lungo foraggiato dalla CIA per promuovere nei suoi articoli una linea atlantista anche con l’utilizzo di notizie tendenziose e alterate. Ulfkotte denuncia anche il mondo giornalistico professionale occidentale, affermando che molti dei suoi colleghi sono compromessi con i poteri forti e corrotti. Sul tema il giornalista tedesco ha scritto anche un libro: ‘Gekaufte Journalisten‘ (Giornalisti Venduti).
Ulfkotte ha il merito di svelare il complicato e segreto intreccio tra poteri forti e giornalisti ‘ufficiali’  che possono essere assoldati per diffondere ‘notizie controllate’. Una prassi condotta regolarmente che evidenzia la contraddizione insita nelle accuse rivolte dal Governo americano contro l’informazione indipendente accusata di essere manipolata dal Cremlino, mentre lo stesso Governo americano stanzia fondi per comprare giornalisticredibili‘. L’accusa di lavorare per potenze straniere è molto diffusa contro la stampa indipendente. Per esempio il sottoscritto è accusato da alcuni poteri forti italiani di essere al servizio della intelligence ruandese e di diffondere articoli di propaganda a favore del Governo del Rwanda. Abbinare l’operato di un giornalista e di un media indipendente a potenze straniere ha il solo obiettivo di screditare l’informazione considerata non controllabile.

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