sabato, dicembre 16

Spietato controllo delle milizie, sofferenza di massa: benvenuti nella Libia post-guerra NATO Intervista esclusiva con Linda Ulstein, portavoce delle tribù libiche: le colpe dell'Occidente, l'orrore di oggi nella Libia degli occidentali

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Condividiamo oggi con i nostri Lettori l’intervista esclusiva pubblicata dall’ Herland Report lo scorso 1 dicembre con il portavoce delle tribù libiche, Linda Ulstein, secondo la quale la ragione principale per tutto quello che sta succedendo al popolo libico è il supporto statunitense e della NATO alla rivolta militare del 2011. L’intervistata, non solo sostiene la responsabilità della NATO, degli USA e dei suoi alleati per l’attuale crisi in Libia, ma riporta un quadro dettagliato e allarmante del Paese. Ulstein descrive nell’ intervista le condizioni in cui detenuti politici e civili sono costretti a vivere nelle prigioni non ufficiali gestite dalle milizie, racconta e spiega l’attuale divisione del potere interno, qual è stato il ruolo dell’uomo forte della Cirenaica, Khalifa Haftar, e i suoi legami con CIA e FBI, quale è oggi il ruolo di Saif Al-Islam Gheddafi nel Paese, quale, invece, quello di organizzazioni come Amnesty International, riportando, infine, perchè e chi ha deciso di deporre l’ex-rais libico, Muhammar Gheddafi, facendo poi i nomi dei signori della guerra libici e dei loro sostenitori, responsabili oggi delle orrende torture e atrocità subite oggi da uomini, donne e bambini in Libia.
Intervista con il portavoce ufficiale delle Tribù libiche e attivista per i diritti umani, la Dottoressa Linda Ulstein.

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Come portavoce delle tribù libiche, diamo molta importanza alla sua valutazione dell’attuale situazione nel Paese. E’ noto che Muhammar Gheddafi fu per molto tempo nemico dei gruppi fedeli ad Al-Qaeda. Credeva che per essere un rivoluzionario, si dovesse lottare per la propria terra, e i gruppi di Al-Qaeda stavano combattendo dappertutto, quasi come fossero mercenari pagati per portare a termine il lavoro in più Paesi. Gheddafi credeva, inoltre, che questi gruppi non rappresentassero il vero Islam; tutti noi, poi, sappiamo che era un uomo dalle idee liberali sulle donne, molte di loro facevano parte dell’Esercito libico e della sua guardia del corpo e via dicendo.

Gheddafi ha bandito i partiti politici, tra cui i Fratelli Musulmani, e anche suo figlio, Saif al-Islam Gheddafi, ha seguito la sua stessa linea. I gruppi estremisti islamici erano contrari al concetto di Esercito popolare, il quale prevedeva per tutti i libici l’addestramento militare nelle caserme, nelle università e nelle scuole secondarie. Questi gruppi estremisti erano particolarmente avversi all’addestramento militare per le donne. Hanno respinto il concetto nel Libro Verde secondo cui la base della legge è il Santo Corano o le Tradizioni , escludendo così la Sunna del Profeta Maometto (i suoi atti e detti) dall’essere considerata una base legale. Hanno respinto l’atteggiamento liberale di Gheddafi nei confronti delle donne, che permetteva loro di ottenere un’istruzione superiore, di assumere un lavoro per le loro qualifiche, non le rinchiudeva dentro le loro case e non prevedeva per loro il così detto ‘abbigliamento musulmano’.

I gruppi legati ad Al-Qaeda in Libia, come il Gruppo Combattente Islamico Libico, e personaggi some Abdelhakim Belhadj, si sono uniti agli americani nel 2011 e hanno supportato la rivolta militare contro Gheddafi. Abbiamo poi visto come, ad esempio, Belhadj è diventato uno degli uomini più ricchi dell’Africa, e con lui è cresciuto un certo numero di attuali warlords libici. Lei si sente di condividere l’accusa contro gli americani e la NATO per aver effettivamente collaborato con i gruppi di Al-Qaeda per cacciare Gheddafi nel 2011?

Non è un segreto che gli Stati Uniti e i Paesi membri della Nato, insieme ai loro Paesi arabi satelliti, abbiano collaborato per cacciare Gheddafi. Ci sono delle motivazioni per questo. Gheddafi tenne un discorso di fronte all’Assemblea Nazionale dell’ONU in cui umiliò le superpotenze del Consiglio di Sicurezza. Precedentemente, bloccò il progetto di Sarkosy per la creazione dell’Unione per il Mediterraneo, costringendolo a trasformarlo nell’Unione per la Difesa del Mediterraneo. Gheddafi ha anche stabilito i satelliti africani, privando la Francia delle quote di telecomunicazione pagate ogni anno dagli africani per i satelliti europei. Muhammar stava per introdurre il Dinar africano, e avrebbe privato la Francia dal controllare i suoi Stati francofoni in Africa. Il dinaro d’oro avrebbe unito l’Africa sotto un’unica valuta, dando potere alle Nazioni africane per liberarle dal dominio economico occidentale. Questa nuova valuta, poi, avrebbe anche potuto sfidare il dollaro statunitense, dal momento che petrolio, gas e commercio africano erano principalmente in dollari USA. Gheddafi stava per istituire l’Organizzazione del Trattato del Sud Atlantico – South Atlantic Treaty Organization, SATO -, un’organizzazione economica e militare paragonabile alla NATO che si sarebbe trasformata in realtà, se il Vertice Africa e Sud Africa avesse avuto l’opportunità di riunirsi in Libia nel settembre 2011. E’ questo il motivo per cui gli Stati Uniti e i suoi alleati erano pronti a collaborare con Al-Qaeda, gruppi terroristici islamici o figure come Abdlehakim Belhadj. Tutti sapevano che quest’ultimo venne arrestato in Afghanistan con Osama Bin Laden e Al-Zawahiri, e venne poi trasferito nella prigione di Guantanamo. Anche qui si può vedere quanto le politiche occidentali siano state contraddittorie, dal momento che gli USA erano più che disposti a usare un terrorista di Guantanamo, e lo hanno messo al potere in Libia per cacciare Gheddafi. Quando Gheddafi ricevette Abdelhakim Belhadj in Libia da Guantanamo, il regime lo arrestò. In seguito, gli Stati Uniti iniziarono ad esercitare pressioni su Gheddafi affinché liberasse i prigionieri affiliati a Al-Qaeda, per mostrare benevolenza agli americani. A quel tempo, Gheddafi sapeva che la distruzione dell’Iraq e l’uccisione di Saddam Hussein erano il risultato della disobbedienza irachena, dopo che il Paese non aver fatto quello che gli Usa volevano. Sia Gheddafi che suo figlio, Saif Al-Islam Gheddafi, sapevano bene che alla Libia sarebbe spettato lo stesso destino dell’Iraq se non avessero accontentato le richieste di Washington, liberando i prigionieri di Al-Qaeda. C’è anche un’immagine che ritrae Saif Al-Islam Gheddafi insieme a Belhadj mentre liberano i prigionieri, un’immagine che avrebbe dovuto alleviare le pressioni occidentali ed evitare lo stesso destino iracheno. In retrospettiva, ovviamente, la distruzione della Libia è avvenuta comunque. Mustafa Abdul Jalil, Ministro nel Governo di Gheddafi dal 2007 e poi leader del Governo ad interim appoggiato dall’Occidente nel 2011, fece gradi pressioni per liberare i prigionieri di Al-Qaeda detenuti per aver cercato di uccidere Muhammar Gheddafi. Fin qui si è spinto Gheddafi, ha liberato benevolmente i prigionieri, ma questi lo tradirono e divennero un potente gruppo armato nella rivolta contro Gheddafi e il Governo Verde, supportato dagli Stati Uniti, Qatar e Occidente.

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