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Feste e tradizioni

Epifania fra tradizione religiosa e festa laica

Dal culto pagano alla Befana, un viaggio alle origini della festività del 6 gennaio

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L’Epifania, dal greco ‘manifestarsi o apparire‘ della divinità, è una ricorrenza dalle origini antichissime. Il racconto delle radici pagane di questa festività, giunto grazie all’opera del vescovo e scrittore greco Epifanio di Salamina, vanno ricercate in Egitto. Qui nella notte tra il 5 il 6 gennaio i pagani, a partire da una data remota, celebravano un culto destinato a festeggiare la piena del Nilo. Il rito, denominato ‘Festa delle Luci’, prevedeva una veglia notturna, mentre all’alba ci si recava in processione per benedire e bere l’acqua del fiume. Sempre Epifanio riferisce che, in diverse città dell’Egitto, i pagani celebravano una festa in onore del dio del Sole. Questa festa aveva probabilmente dei collegamenti con il solstizio d’inverno, proprio come il Dies Natalis Solis Invicti di Roma. Nel corso della seconda metà del IV secolo, la festa dell’Epifania dall’Egitto si diffuse rapidamente nelle altre chiese d’Oriente e d’Occidente. La datazione della festa è attestata tra il 372 e il 373 d.C. in Cappadocia da Gregorio Nazianzeno, nel 386 d.C. in Antiochia da Giovanni Crisostomo e nel 380 d.C. a Gerusalemme, stando a quanto riportato nel cosiddetto ‘Itinerario di Egeria. La gran parte dei testi antichi avvalora la tesi di un’Epifania come celebrazione popolare, quindi più antica del Natale.

L’Occidente adotterà la festa più tardi, fatta eccezione per la Gallia, e le differenze sul senso della celebrazione sono grandi, non soltanto tra Occidente e Oriente, ma anche da una regione all’altra. Stando sempre a quanto riportato da Epifanio, il 6 gennaio è il giorno della nascita di Gesù e quello del miracolo di Cana. Nel mondo religioso ellenico, l’Epifania indicava le azioni con cui la divinità si manifestava, mentre nel mondo cristiano passò a designare la celebrazione delle principali manifestazioni della divinità di Gesù Cristo (battesimo nel Giordano, adorazione dei Magi e primo miracolo), per concludersi in seguito nella Chiesa Occidentale e nella tradizione popolare a indicare la venuta e l’adorazione dei Magi. Il Cristianesimo traduce l’Epifania nella ‘manifestazione di Gesù a tutte le genti’, rappresentate oggi dai Magi, che giunsero a Betlemme dall’Oriente per rendere omaggio al Re dei Giudei, la cui nascita essi avevano conosciuto «dall’apparire di una nuova stella nel cielo» (cfr. Mt 2,1-12). Giunti a Gerusalemme quei misteriosi personaggi, domandarono notizie sulla nascita di questo Sovrano appena nato e fu lo stesso Erode, dopo aver consultato saggi e sacerdoti, a indicare Betlemme come possibile luogo dove cercare. A questo punto, sempre stando alla tradizione, i Magi ripresero il loro viaggio, seguendo la scia della stella cometa. Quest’ultima si posò sopra la capanna dove era nato il bambino. I Magi entrarono e trovarono Gesù e Maria, così iniziarono ad adorarlo, sempre stando al Vangelo di Matteo. I Re aprirono quindi i loro scrigni, offrendo a Gesù i celebri doni: oro, incenso e mirra. In realtà né il Vangelo, né la Bibbia dicono che i Magi fossero dei re e tantomeno che fossero in tre. Lo stesso termine ‘Magi’, sembrerebbe di derivazione persiana, traducibile in ‘uomini saggi‘.

Significato dei doni portati dai Magi

Oro, incenso e mirra, i doni portati dai Re Magi a Gesù, sono carichi di simbolismo e significato.

L’oro, noto e molto apprezzato dagli umani fin dalla preistoria, viene spesso citato nell’Antico Testamento. È stato il primo metallo utilizzato dall’uomo, pur non potendo essere adoperato né come utensile, né come arma. Il valore simbolico primordiale di questo metallo è sempre stato grande e data la sua proprietà intrinseca, ha da sempre rivestito un ruolo privilegiato come mezzo di pagamento, tanto da fungere fino al 1971, come garanzia delle principali monete attraverso il sistema aureo o ‘Gold Standard’. Per i Cristiani l’oro simboleggia la regalità di Gesù.

Anche l’incenso, una gommoresina odorosa prodotta da diverse Burseracee dell’Africa orientale e dell’Arabia, ha una storia molto lunga. Testimonianze storiche confermano come sia stato principalmente utilizzato per cerimonie di guarigione e riti religiosi. L’origine sembrerebbe rinvenibile in Cina, ma è stata l’India la prima nazione a creare un sistema di fabbricazione standardizzato ed organizzato per produrre incenso, codificandone le diverse qualità. Questa resina infatti, una volta raccolta e cristallizzata, è in grado di liberare nell’aria un forte e penetrante profumo al momento della combustione. Nell’antichità si pensava, che la salita del fumo verso il cielo servisse a placare l’ira degli dei, accompagnando le preghiere verso i regni celestiali. Nel caso dei Magi l’incenso simboleggia la ‘divinità’.

La mirra, che si ricava dalla scorza del tronco e dei rami di diverse piante del genere Commiphora, veniva usata dagli antichi come profumo per persone o cose e a scopi medicinali. Gli Egiziani se ne servivano nel processo di imbalsamazione e secondo la narrazione evangelica, fu uno dei doni con cui fu unto il corpo di Cristo prima della sepoltura. Il suo utilizzo simboleggia ‘la futura sofferenza redentrice di Gesù’.

 La tradizone laica

La Befana, corruzione del termine Epifania, è la forma popolare della festività religiosa del 6 gennaio e ha chiare origini pagane. Secondo i romani la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, coincidente con l’inizio del periodo dei saturnali, si celebrava la morte e la rinascita della natura. Madre Natura prendeva così le sembianze di una figura femminile che volava sui campi coltivati, distribuendo semi e gemme, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti. Questi 12 giorni giorni sono infatti considerati il periodo in cui la natura, prima di fermarsi, distribuisce gli ultimi doni che ricaricheranno la terra, per ridarle fecondità. Nasce da qui la narrazione dei doni che coincide con la moderna tradizione. Nel Medioevo, quando iniziò la cosiddetta ‘caccia alle streghetra la fine del XV secolo fino all’inizio del XVIII, la Befana assunse le sembianze di una strega, anche se benevola. Incorporata nel tempo nella tradizione cristiana, la ricorrenza dell’Epifania coincide con l’arrivo a Betlemme dei re Magi. La storia vuole che nel loro cammino, i Magi incontrando una signora anziana, tentarono di convincerla ad andare con loro per far visita a Gesù. La vecchia inizialmente rifiutò, ma poi pentita, preparò un cesto di dolci e si in cammino per rendere omaggio anche lei al nuovo nato. A ogni porta cui bussava nella sua ricerca, la vecchia donava dolci ai bambini nella speranza che uno di loro fosse quello che cercava. Da allora l’anziana donna, a cavallo di una scopa, gira il mondo nella notte dell’Epifania regalando dolcetti a tutti i bambini.

I festeggiamenti in Italia e nel Mondo

Fedeli alla tradizione che ha visto le diverse zone del mondo festeggiare l’Epifania secondo propri riti e cerimonie, anche in Italia ogni città ha il proprio modo di celebrare il 6 gennaio. Quest’anno a Roma, come di consueto, ci si dividerà tra corteo religioso, con la sfilata storica dei Re Magi che terminerà in piazza San Pietro, e tradizione laica, con la ‘Befana a piazza Navona’. Se si parla di Befana però, non si può non citare Venezia, dove il 6 gennaio la vecchia strega arriverà in gondola, con la ‘regata della Befana’ che vedrà sfidarsi lungo il Canal Grande i canottieri della città. A Napoli la festa si svolgerà tra piazza Mercato, dove la sera del 5 ci sarà la festa del ‘giocattolo solidale’, e la mattina seguente in piazza del Plebiscito con la fanfara dei vigili del fuoco e la Befana che scenderà dall’alto distribuendo caramelle. Sempre la mattina del 6, a Gallarate provincia di Varese, la ‘vecchia strega’ lascerà la scopa per arrivare in piazza a bordo di un elicottero. Una menzione particolare merita certamente Viterbo, dove oltre cento Befane, insieme a 15 storiche Fiat 500, porteranno per le vie del centro 52 metri di calza, la più lunga del mondo. A Firenze, per richiamare la tradizione che vedeva gli automobilisti portare dei doni (per lo più dolci, bottiglie e fiaschi di vino o di olio destinati alla mensa dei poveri) ai vigili urbani, le auto d’epoca del ‘Club auto moto d’epoca toscano’ e la polizia municipale della città, rievocheranno la tradizionale ‘Befana del vigile urbano’. Sarà invece una Befana all’insegna della cultura quella di Genova, dove tutti i musei resteranno aperti. Infine a Palermo, la festa sarà dedicata ai bambini che a bordo di un bus storico, un Fiat 405 Menarini, gireranno nel centro della città.

Ancora più variegata la tradizione in giro per il Mondo: in Spagna, ad esempio, il 6 gennaio tutti i bambini si svegliano presto per vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato, mentre il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchiere d’acqua per i cammelli assetati dei Magi. In Francia nel giorno della Befana si fa un dolce, all’interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa il re o la regina della festa. Anche in Russia si festeggia: qui la chiesa ortodossa, però, in questo giorno celebra il Natale. In Germania è il giorno della venuta dei Re Magi e i preti vanno nelle case per chiedere donazioni, recitando Versi o intonano canzoni sacre. ­Infine in Islanda il 6 gennaio, chiamato il ‘tredicesimo‘ tanti quanti sono i giorni che trascorrono da Natale fino a questa data, è l’ultimo giorno del periodo festivo e l’occasione per dire addio al Natale. Qui, nella terra del ghiaccio e del fuoco, si inizia con una fiaccolata alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi, che termina con un grande falò e fuochi d’artificio.

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Un commento su “Epifania fra tradizione religiosa e festa laica”

  1. Franco scrive:

    La nostra tradizione laica della befana, che la vede come una vecchia con la gerla, che distribuisce doni o carbone, a secondo dei meriti o demeriti dei bambini che incontra, ha origini completamente diverse da quelle qui descritte.

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