domenica, giugno 24

Egitto, nuovo attacco ai copti. NYT: ‘Armi italiane in Yemen’ Trump, nuove bordate su clima, Russiagate e Cina. Terrorismo: arresti in Turchia. Misure di sicurezza extra a Mosca per Capodanno

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Nuovo sangue sui cristiani in Egitto. Sono dieci i morti nell’attacco fuori dalla chiesa copta di Mir Mina a Helwan, a sud del Cairo, compreso il terrorista ucciso dalle forze di sicurezza. L’uomo indossava una cintura esplosiva e durante l’attacco è scoppiata una sparatoria, con le forze di sicurezza che sono riuscite a impedire che altri assalitori entrassero all’interno. In particolare una seconda persona, che era rimasta ferita ma che era riuscita a fuggire. Altre due persone sono rimaste uccise in un attacco contro un negozio di forniture per la casa di proprietà di due copti sempre a Helwan. Lo riferisce la ‘Bbc Online‘ citando un comunicato della Chiesa copta ortodossa egiziana e precisando che l’attacco è avvenuto circa un’ora dopo quello alla chiesa.

«Potremmo usare un po’ di quel buon vecchio Riscaldamento Globale che il nostro Paese, e non altri, stanno pagando migliaia di miliardi di dollari per proteggerci. Coprirsi bene!». Con questo tweet Donald Trump ha ironizzato sull’ondata di freddo polare che ha colpito gli Usa e la costa est negli ultimi giorni. Una battuta che ha alzato un nuovo polverone sul presidente, da sempre poco vicino alle problematiche ambientali.

Il presidente poi in una intervista al ‘New York Times‘ è tornato sul Russiagate, la cui indagine, secondo il tycoon, «mette gli Stati Uniti in cattiva luce».  E ha voluto ribadire come «nessuna collusione» con la Russia è stata scoperta nel corso dell’inchiesta. Poi ha spostato l’obiettivo verso Pechino: «Se la Cina non ci aiuterà con la Corea del Nord, farò quello che ho sempre detto di voler fare», minacciando un’azione più aggressiva sul fronte commerciale. Pechino ha risposto poi che il report su vendita e trasbordo di petrolio da una nave cinese a una nordcoreana, denunciato da Trump come esempio di mancata collaborazione della Cina nell’attuazione delle sanzioni contro Pyongyang, «non è accurato».

‘Bombe italiane, morti yemenite’: il ‘New York Times‘ con un video reportage sulla vendita all’Arabia Saudita di armi attacca il nostro Paese. Secondo il quotidiano, le armi sono prodotte in uno stabilimento della Sardegna e viene ricostruito minuziosamente il percorso che dall’isola conduce in Arabia Saudita dove vengono esportate le bombe poi lanciate in Yemen. Nonostante il governo italiano abbia più volte assicurato che non ci sia nessuna attività illegale dietro la vicenda, il giornale solleva dubbi sul fatto che l’Italia possa violare sia le leggi nazionali che quelle internazionali.

Si avvicina il Capodanno e aumenta la paura per attacchi terroristici. A Mosca 800 blocchi di cemento saranno installati vicino alle stazioni della metropolitana più affollate e in altri luoghi-simbolo della città per garantire la sicurezza durante le celebrazioni del nuovo anno. «La creazione di aree sicure circondate da barriere che impediscano ai camion di entrare nei luoghi affollati a Mosca va avanti da diversi anni. Ma prima delle grandi celebrazioni i problemi legati alla sicurezza ricevono un’attenzione speciale», si legge in una nota. Verranno utilizzate anche  telecamere a circuito chiuso e dispositivi di sorveglianza aerea. Inoltre, punti di controllo saranno allestiti agli ingressi delle aree degli eventi pubblici e i visitatori saranno controllati con i metal detector.

In Turchia invece la polizia ha arrestato 29 sospetti militanti dell’Isis, molti dei quali stranieri, in blitz simultanei ad Ankara: alcuni degli arrestati, secondo la stampa locale, stavano preparando attacchi in vista di Capodanno. Ieri altri 38 sospetti membri dello Stato islamico, tra cui dei siriani, erano stati arrestati dall’antiterrorismo, nella provincia nordoccidentale di Bursa.

E’ ancora tensione in Israele. Tre razzi sono stati lanciati da Gaza attorno alla Striscia e due sono stati intercettati dal sistema di difesa antimissili Iron Dome. Israele ha subito reagito colpendo nella striscia di Gaza ‘due obiettivi terroristici’ palestinesi, ricorrendo a carri armati e a velivoli. Mentre vanno avanti le manifestazioni di collera vicino al confine. Oggi 24 dimostranti palestinesi sono stati feriti dal fuoco di militari israeliani. Intanto il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, ha telefonato stamani a Papa Francesco proprio per parlare della questione Gerusalemme. Nessuna comunicazione sul risultato del dialogo è arrivata dal Vaticano.

In Liberia è ormai ufficiale la vittoria di George Weah alle elezioni. L’ex calciatore che ha vestito anche la maglia del Milan, a scrutinio ormai praticamente terminato, ha ottenuto il 61,5% dei consensi, battendo il rivale Joseph Boakai, vicepresidente uscente, che ha avuto il 38,5%.

Andiamo in Libia, dove il generale Khalifa Haftar ha affermato che la soluzione della crisi risiede nella possibilità che «i libici scelgano un presidente e i loro deputati attraverso le urne con elezioni trasparenti». In un’intervista alla tv libica, ha poi detto che «la protezione e la difesa del percorso democratico sono i doveri più importanti dell’esercito nazionale».

In Sudafrica invece una nuova sentenza della corte suprema potrebbe rendere più concreto il rischio di impeachment per il presidente Jacob Zuma, rimpiazzato una settimana fa alla guida del suo partito da Cyril Ramaphosa. Il tribunale ha stabilito che lo scorso agosto il parlamento avrebbe dovuto approvare la mozione di sfiducia contro il presidente accusato di aver usato i soldi dei contribuenti per ristrutturare e ampliare la sua villa privata, oggi dotata di piscina e un anfiteatro. Invece, dopo la decisione del presidente dell’assemblea di autorizzare il voto segreto, la sfiducia fu bocciata con 198 contro 177 voti. Con la sentenza, la corte ha chiesto all’assemblea nazionale di ‘stabilire delle regole’ che consentano di sfiduciare il presidente.

Appello per pregare per la pioggia. A farlo il presidente siriano Bashar al Assad ha emesso una direttiva a tutti gli imam che dirigono le celebrazioni religiose comunitarie del venerdì di rivolgere una preghiera per la pioggia in un periodo di perdurante siccità nel Paese e in tutto il Medio Oriente. Ieri invece il ministro dell’agricoltura di Israele ha partecipato alla preghiera per la pioggia rivolta dai fedeli e dagli uomini di religione al Muro del Pianto.

Chiudiamo con l’Algeria, perché il presidente Abdelaziz Bouteflika ha annunciato la sua decisione di riconoscere il capodanno berbero del 12 gennaio (Yennayer) come festa ufficiale. Si tratta di una conquista per la dalla minoranza berbera, che ha anche ottenuto la creazione di un’Accademia algerina della sua lingua. Bouteflika ha anche chiesto che non venga ostacolato l’insegnamento della lingua berbera, già previsto dalla Costituzione. «Questa decisione come tutte quelle già adottate a vantaggio della nostra identità nazionale nella sua tripla componente, islamica, araba e berbera, rafforzerà l’unità e la stabilità nazionale, nel momento in cui molteplici sfide interne e regionali ci si pongono davanti», ha detto il presidente.

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