lunedì, novembre 20

Il suono dei droni israeliani sovrasta il cielo di Gaza Gaza: da giorni la popolazione vive con il timore che possa scoppiare un nuovo conflitto

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GAZA. Temiamo che possa scoppiare un nuovo conflitto da un momento all’altro. Questo è ciò che sento da dove mi trovo ora. E questa è la situazione che va avanti da giorni.

Venerdì scorso, l’esercito israeliano aveva annunciato proprio rafforzamento nelle zone periferiche della Striscia di Gaza; in campo lo schieramento di tutte le forze. Secondo quanto riporta ‘Quds Press‘, inoltre, Israele avrebbe iniziato da qualche giorno delle esercitazioni militari di larga scala proprio nelle vicinanze della Striscia di Gaza e del Negev occidentale nel sud del Paese. Secondo l’agenzia, le esercitazioni avranno una durata di quattro giorni e mirano a garantire che l’esercito sia pronto «per il confronto nella zona».

I media scrivono che queste esercitazioni sono arrivate in un momento di tensione crescente lungo i confini con Gaza; gli israeliani temono una mossa violente da parte del movimento islamico palestinese ‘Jihad, dopo che Israele, il 30 Ottobre, ha bombardato un tunnel e ucciso 12 palestinesi. Lo stesso Coordinatore delle attività del Governo israeliano nei territori occupati, Yoav Mordechai, ha affermato, due giorni fa, che Israele si aspetta un ritorno alla guerra dello Jihad islamico.

In un video lo si vede mentre parla di una «forte reazione a qualsiasi atto svolto dal Jihad islamico». Il punto è che, come precedentemente aveva affermato, è innegabile che una situazione in simile degenerazione avrà un grosso impatto proprio sulla popolazione. Qualsiasi reazione sarà «a spese dei residenti di Gaza, della riconciliazione palestinese e di tutta la regione».

 

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