giovedì, luglio 19

Diritti gay: la situazione nel mondo Il numero di Paesi che ha legalizzato di recente i diritti gay e il matrimonio o l’unione civile omosessuale è sempre in crescita. Ma in diversi si peggiora

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Per le strade di Buenos Aires, in Argentina, è andata in scesa ieri la 26esima parata del gay pride. Migliaia di manifestanti hanno agitato le loro bandiere arcobaleno in difesa dei diritti gay. L’Argentina è stato il primo Paese latinoamericano a consentire le unioni civili, nel 2002, e il primo a legalizzare i matrimoni omosessuali, nel 2010.

Ma qual è la situazione nel mondo in fatto di diritti gay? Nel Sudamerica dal 2013 anche la Colombia ha riconosciuto il primo matrimonio omosessuale dello Stato. E anche in Asia i gruppi LGBT stanno facendo grandi passi avanti.

Il numero di Paesi che ha legalizzato di recente i diritti gay e il matrimonio o l’unione civile omosessuale è sempre in crescita. Ma in diversi la situazione sta anche peggiorando. Vedi l’Iran, dove l’omosessualità è punibile con la pena di morte. E in generale in Medio Oriente non va meglio. Anche molta parte dell’Africa condanna l’omosessualità e moltissimi gay vengono incarcerati e condannati ogni giorno anche per banalità.

Problemi poi sono segnalati quotidianamente in Russia, mentre è di ieri la decisione in Turchia da parte delle autorità di porre un bando su tutti gli eventi culturali legati ai diritti gay fino a ulteriore comunicazione, per ‘mantenere l’ordine pubblico’. L’iniziativa segue il divieto di un festival cinematografico omosessuale in lingua tedesca nella capitale, deciso giovedì per il timore che istigasse l’odio e fosse a rischio di attacchi terroristici.

Ankara ha sottolineato che tutti gli eventi LGBT sono destinati a ‘provocare reazioni all’interno di determinati segmenti’ della società. Gli organizzatori hanno invece sottolineato che le autorità dovrebbero offrire maggiore protezione e hanno denunciato l’iniziativa come una violazione dei loro diritti costituzionali.

In questo video di ‘IBTimes UK‘ cerchiamo di capire in maniera sintetica i Paesi in cui è più difficile per i gay vivere, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dei propri diritti.

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