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Esercito europeo

Difesa (un po’ più comune) europea, aumentano le risorse

Fondi comuni per la ricerca in campo militare e l'acquisto (condiviso) di armamenti

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Lo scorso 14 novembre, il Consiglio congiunto Affari Esteri e Difesa aveva approvato il ‘Piano di attuazione nel campo della sicurezza e difesa comune’ proposto dall’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Ue Federica Mogherini.

Ieri, la Commissione europea è passata al primo atto operativo: ha dato seguito alla proposta di rendere più forte e sicura l’Europa ed è stato adottato il Piano d’azione europeo in materia di difesa, che guarderà prima di tutto alla creazione di un fondo comune specifico per questo ambito:«Per garantire la nostra sicurezza collettiva», ha detto il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, «dobbiamo investire nello sviluppo comune di tecnologie e apparecchiature di importanza strategica, dalle capacità nei settori terrestre, aereo, marittimo e spaziale alla cybersicurezza. Ciò richiede una maggiore cooperazione tra gli Stati membri e una più ampia condivisione delle risorse nazionali. Se l’Europa non si fa carico della propria sicurezza, nessuno lo farà al suo posto. Una base industriale di difesa forte, competitiva e innovativa ci darà autonomia strategica».

Già nel discorso sullo stato dell’Unione del 2016 Juncker aveva evidenziato l’importanza di un’Europa più forte. L’uscita della Gran Bretagna – storicamente l’ostacolo a questo progetto – e l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, che ha paventato la volontà di abbandonare la Nato, hanno accelerato il processo.
Oggi la Commissione ha quindi approvato un Piano che contiene diverse proposte. Si inizia con l’istituzione di un fondo europeo per finanziare addestramenti congiunti e attrezzature comuni, e si continua con l’investimento di 25 milioni di euro per la ricerca nel settore della difesa nel bilancio 2017. La Commissione ritiene anche che questa cifra «possa raggiungere un totale di 90 milioni di euro entro il 2020».

Si ipotizza, poi, una finestra di altri 5 milioni di euro all’anno «per permettere agli Stati membri di acquistare insieme determinati beni per ridurre i costi». Inoltre saranno promossi «investimenti nelle Pmi, nelle start-up, nelle imprese a media capitalizzazione e negli altri fornitori dell’industria della difesa: i fondi strutturali e di investimento europei e la Banca europea per gli investimenti (Bei) offrono già un sostegno finanziario allo sviluppo di un certo numero di attività a duplice uso. La Commissione sosterrà gli sforzi della Bei per migliorare l’accesso delle catene di approvvigionamento della difesa ai finanziamenti».

La Commissione intende rafforzare anche il mercato unico per la difesa, rendendolo «aperto e competitivo», con l’obiettivo di «aiutare le imprese a operare a livello transfrontaliero e coadiuvare gli Stati membri nell’ottenere le offerte economicamente più vantaggiose negli appalti della difesa». Il 15 e 16 dicembre la Commissione discuterà tali proposte, completando così «una tappa fondamentale in questa direzione».

Il Piano europeo di azione per la Difesa è il terzo pilastro di un più completo pacchetto strategico che rende più coesa l’Unione europea nel settore della sicurezza e della Difesa comune, e contribuisce al rafforzamento dell’alleanza con la Nato. Lo ha spiegato il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, presentando le nuove proposte per aumentare le risorse destinate alla ricerca e all’industria della Difesa in modo comune e non più frammentato fra i 28 paesi:«Il quadro […] si compone di tre pilastri. Il piano di attuazione della strategia globale, adottato due settimane fa dai ministri degli esteri e della Difesa, il rafforzamento della relazione fra Ue e Nato, a cui stiamo già lavorando, e l’iniziativa di oggi, che ha l’obiettivo di rendere più forte la nostra industria della Difesa investendo soprattutto su ricerca e tecnologia».

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