venerdì, aprile 20

Di Maio – Salvini: un’ alleanza possibile? Il governo che si appresta a nascere è l’unico per maggioranza numerica ma il più debole per maggioranza politica

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Ancora non si riesce a capire se Salvini stia servendo a Berlusconi una pillola amara o una supposta dorata. In un caso se lo troverà come il convitato  di pietra, nel secondo come il suo principale nemico. È però certo che Salvini abbia deciso di andare oltre Berlusconi che, nel centro destra, equivale ad andare oltre il Papa nella Chiesa.

Salvini ha buon gioco in entrambi i casi grazie al flop elettorale di Forza Italia che ha portato allo scoperto una doppia debolezza: la capacità attrattiva di Berlusconi unita ai suoi candidati che di voti non me hanno proprio, a cominciare da Bernini per finire con Brunetta, passando da Romani, ossia alcuni dei dinosauri di Forza Italia. Che non hanno voti. E un partito i cui uomini più in vista non hanno voti, che partito è? Quel 13% di F.I. è stato l’ultimo consenso personale a Berlusconi; un po’ poco per dettare le condizioni al nuovo (eventuale) governo  e decisamente poco per posizionarsi con forza nel futuro scenario politico.

Uno scenario che Salvini vuole occupare interamente, diventando lui il leader del (centro) destra. Ma non sarà facile, e non solo per la presenza di Berlusconi, ma per portare decisamente a destra l’elettorato cosiddetto moderato. Accetterà quell’elettorato di svoltare a destra? Salvini scommette su questo, ma per riuscirci dovrà prendere provvedimenti, nel corso del governo che si appresta a varare, coerenti con quella svolta. Glielo permetterà Di Maio? I 5 stelle condividono una politica di destra, ossia il suo elettorato vuole questo? Sarà anche vero che i 5S sono oltre la destra, la sinistra e il centro, ma questo lo dichiarano i suoi leader per prendere voti un po’ ovunque, perché quando la voce passa ai suoi elettori, li vediamo impegnati su temi non di destra, soprattutto della destra che ha in mente Salvini.

Il governo, se nascerà, avrà un conflitto proprio politico, e della più tradizionale divisione della politica, ossia lo scontro tra due visioni del mondo che guardano una a destra l’altra a sinistra,  sebbene quest’ultima sia annacquata e liquida. Un governo che, per evitare di incartarsi, prenderà provvedimenti politicamente liquidi facendosi guidare da realtà esterne circa la decisione sui temi forti dell’economia. Un governo, quindi, che confermerà quanto a livello mondiale sta già accadendo: l’autonomia dell’economia dalla politica. Un’autonomia che spiega il grande squilibrio in corso tra chi accumula sempre più ricchezza e chi ne perde sempre di più. La politica è vacante proprio sulla redistribuzione della ricchezza, e a questo punto viene spontaneo un dubbio: come fa Salvini a guardare ai poveri ma parlare di flat tax con aliquota per tutti al 23%? Può un povero pagare tasse proporzionalmente uguali al ricco?  Tra i suoi elettori che hanno già accettato la svolta a destra (estrema) ci sono proprio i poveri, o quantomeno quelli che vivono sulla soglia della povertà e che chiedono però a Salvini di farli uscire dal loro stato, anche perché Salvini ha parlato a loro nella campagna elettorale. Ma i poveri si troveranno di fronte anche a un altro elemento di squilibrio, la cancellazione della legge Fornero. Risulta a tutti chiaro, infatti, che annullare quella legge genererà nuovi sacrifici per tutti, che a pagare saranno sempre i soliti.

E Di Maio che farà? Innanzitutto, quello che proprio non è chiaro nel Movimento cinque stelle è chi comandi. Perché, se abbiamo capito tutti che Grillo è l’uomo immagine dei 5S, non abbiamo capito chi sia Casaleggio, un personaggio che si fa pagare 300€ al mese da ognuno dei parlamentari 5S per un totale di 1.300.000 al mese senza essere né il segretario, né il presidente dei 5S e senza essere un suo parlamentare. A che titolo allora Casaleggio chiede un obolo mensile a tutti i deputati e senatori dei 5S? Perché suo padre è il fondatore,  dei 5S? Ma una struttura del genere è quella di un’azienda, e allora non si capisce perché, da Grillo in giù, ogni esponente dei 5S se la prenda col partito-azienda di Berlusconi visto che la stessa cosa è il Movimento cinque stelle.

Il governo che si appresta a nascere è  l’unico per maggioranza numerica ma il più debole per maggioranza politica e per natura delle due formazioni che si apprestano a governare. Tanto una delle due  formazioni è figlia del tradizionale radicamento del partito nel territorio, tanto l’altra se ne sta in internet e sotto il comando di un imprenditore che tratta una merce nuova nelle merceologia imprenditoriale mondiale: sforna parlamentari.

E Mattarella? Si dice che non voglia nuove elezioni, si dice che a tutti costi chieda ai protagonisti in pista di fare un governo. Si, forse quel si dice è proprio vero, perché un governo che nasca con quei presupposti sarà anche il primo a finire sui suoi stessi presupposti. Per poi dopo andare alle elezioni anticipate, senza più alibi o risentimenti o rancori……

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