mercoledì, settembre 19

Di Maio e Salvini, la disfida dei ballottaggi Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 10

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E’ vero che in politica, occupandosi cioè della ‘polis’, della ‘città’, si passa da appuntamento cruciale in appuntamento cruciale, e che dieci quindici giorni sono già un periodo lunghissimo, ma l’appuntamento con i ballottaggi amministrativi di questa domenica 24 giugno (2018), secondo turno del voto del 10, appare particolarmente importante (come sempre, certo, ma in questo caso un po’ più di sempre) anche per le proiezioni sull’alleanza tra Movimento Cinque Stelle e Lega che guida il Paese, e per il Governo di Giuseppe Conte.

Ed è sfida a due oltre che per i candidati nei Comuni, anche tra i due Vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Quanto al ‘terzo incomodo’ (si fa per dire), il PD, il Partito Devastato da Renzi, ha avuto una boccata d’aria al primo passaggio elettorale. Anche se in parte non secondaria dovuta a candidati indicati dalle primarie contro il vertice romanorignanese, o comunque non allineati. I ballottaggi mostreranno quale sia l’accoglienza dei cittadini in un giudizio complessivo. E dopo questo appuntamento si faranno i conti in casa Dem, conti troppo a lungo rimasti in sospeso. E se il ‘Matteo perdente’ potrà ancora continuare ad esercitare la propria forte influenza su quel che resta di una già imponente forza politica che ne appare al momento ancora in buona parte succube. Peraltro, come avvertiva Don Lisander «Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare».

I ‘ragazzi di Beppe Grillo’ vengono dal 32,7% delle politiche del 4 marzo, e dai passaggi non felici delle Regionali in Molise e Friuli Venezia-Giulia. Due domeniche fa non hanno conquistato nessun Comune al primo turno. Nei 109 centri sopra i 15.000 abitanti, gli unici che vanno ai ballottaggi, sono riusciti a ’passare’ solo in 7. In 3 capoluoghi: Terni, Avellino, Ragusa. In 4 rilevanti centri urbani: Assemini (Cagliari), Acireale (Catania), Pomezia (Roma) e Imola (Città metropolitana di Bologna).

Quest’ultima, Romagna anche se amministrativamente Emilia, ha 70.000 abitanti, il secondo centro del comprensorio metropolitano per popolazione dopo Bologna. Ed è roccaforte storica della sinistra. Manuela Sangiorgi, militante M5S dal 2012 quindi prima dei ‘giorni del successo’, è imolese doc, Consigliere comunale uscente, quarantenne. Ha capacità di passione ed empatia. Imprenditrice e poi responsabile del Patronato Ital Uil. Potrebbe effettivamente farcela, in una competizione comunque condotta sul filo dei voti, contro Carmela ‘Carmen’ Cappello, del Partito Democratico, consigliera di Acer, l’’Azienda casa’ della Regione Emilia Romagna. Originaria della provincia di Salerno, già in corsa nel 2004 per il Consiglio comunale con la Margherita (49 preferenze), è stata scelta direttamente dal Sindaco uscente, Daniele Manca, senza passare per le primarie. E’ forse, dunque, la sfida cruciale per i Cinque Stelle, tanto che il Vicepremier Luigi Di Maio dopo essere stato ad Avellino chiude proprio ad Imola assieme al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ed alla Sindaca di Torino, Chiara Appendino.

Per la Lega la partita è sia ‘esterna’, contro i competitori nei Comuni, che ‘interna’, dovendo dimostrare la propria egemonia nel centrodestra, a fronte di timidi, e poco convinti, tentativi di rialzare la testa da parte di ‘Forza Italia’. Ma complessivamente si può ben dire che il combinato disposto di questi risultati ridefinirà almeno in parte anche i rapporti di forza tra i due ‘strani’ partner di Governo.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’