giovedì, maggio 24

Democrazia diretta (una fake news a pagamento) per un Governo della povertà La domanda che Di Maio e Salvini non faranno alla loro base: «siete d’accordo, cittadini, a impoverirvi ulteriormente?».

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Va di moda, reintrodotta dai M5S, la democrazia diretta, oramai abbracciata anche da Matteo Salvini che vuole consultare la sua base in merito alle trattative per arrivare al Governo con Luigi Di Maio.

E se ricordassimo che la democrazia diretta, che in Jean-Jacques Rousseau ha il suo cantore (quello della piattaforma 5S? No, quello del contratto sociale, che non prevedeva in nessun senso che qualcuno, intestandosi una piattaforma prendendone il nome, potesse far soldi senza far niente, chiedendo l’obolo a chi lavora…) il cui vero volto l’ha mostrata con Maximilien de Robespierre, quello del Terrore, ghigliottinato pure lui dopo aver tagliato le teste ai suoi oppositori. Attento, Davide Casaleggio, alla storia che, se ritorna, come sosteneva Vico, tra poco avrà la sua testa.

Dunque, la democrazia diretta. Una bufala, ‘una fake news’, una roba che dice: «voi che mi votate, ditemi cosa pensate ogni volta su ogni cosa perché io non la so bene». Tuttavia, chi è il gonzo che crede davvero che l’opinione dei votanti di un partito sia davvero ascoltata dai suoi capi? Non ci crede nessuno. Infatti, se la democrazia diretta avesse un qualsiasi fondamento, Di Maio non avrebbe avviato neanche un giorno di confronto con Salvini, tanto è diversa la maggioranza degli gli elettori 5S dagli scopi e dalle finalità della Lega. E così farà Salvini, che più che i suoi elettori, ha l’orecchio proteso ad Arcore, perché sa bene che Berlusconi è lì in agguato per sottrargli quando ne avrà voglia il suo giocattolino.

Ma poi, che domanda fanno Di Maio e Salvini ai propri elettori? Ce n’è una sola che dovrebbero fare, che è quella che consegue ai punti principali dell’eventuale Governo 5S-Lega, ossia: «siete d’accordo, cittadini, a impoverirvi ulteriormente?».  Perché se mai nascerà il Governo 5S-Lega, quello sarà il Governo della povertà, il Governo che attraverso i suoi punti principali, flat tax, lotta ai migranti, reddito di cittadinanza, abolizione della legge Fornero, costringerà manovre delle finanze pubbliche per andare a compensare le perdite derivanti dal reddito di cittadinanza, ecc. Un Governo che creerà scontenti diffusi e proprio sui loro punti irrinunciabili. Perché i migranti sono una risorsa che permette a molti operatori di avere un reddito. Se li espelli, togli anche uno stipendio; il reddito di cittadinanza è l’assistenzialismo ai tempi del web, dove però la rete è quella dove finiscono tutti coloro che non ce la fanno o che preferiscono non farcela, un reddito che risolve poco per chi lo riceverà ma penalizzerà molto le casse dello Stato; la legge Fornero sulla cui abolizione esistono già studi che dimostrano lo stato di crisi nel quale entrerà l’INPS per garantire la normale erogazione delle pensioni, infine la flat tax: lo Stato avrà un minore ingresso di tasse e quindi dovrà intervenire sul già precario Welfare per cercare di recuperare la grande perdita degli ingressi delle tasse.

Un Governo che si pone fuori dai presupposti forti di chi in Europa vuole contare, perché in fondo i suoi punti sono fuori dall’Europa, visto che quello che il Governo nascente vuole abolire è stato concordato con l’Europa, tranne la flat tax, che notoriamente non esiste in Europa tanto rappresenta un aumento dello squilibrio tra ricchi e poveri.

Un Governo che nasce decidendo un premier ‘terzo’ ai due naturali premier, ma impossibilitati a presiedere il Consiglio dei Ministri per i veti reciproci che uno schieramento alza sull’altro. Tuttavia, non si è mai visto che chi riporta più voti dopo un’elezione non sia in grado di avere come Primo Ministro il proprio leader. 5S e Lega cercano un Primo Ministro diverso dalle loro formazioni perché solo un nome diverso da Di Maio e Salvini potrà garantire la sola cosa che ogni Governo in Europa deve garantire: la continuità con lo spirito della Comunità Europea, se quel Governo vuole avere notti tranquille. Il garante, richiesto in realtà da Sergio Mattarella, annullerà i quattro punti tanto cari ai 5S e alla Lega. Un Governo, ancora, che non può convincere molti europei, la maggioranza a ben vedere, se uno dei suoi politici più in vista che andrà al Governo indossa le felpe dei fascisti di Casa Pound, che è un altro dei pericoli che l’Europa teme più di tutti.

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