martedì, agosto 21

Da Mussolini a Salvini, l’eterno 25 luglio italiano Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 33

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Il 25 luglio (1943) è stata una data tragica per l’Italia. Da un lato salvifica per la rimozione del Regime Fascista, sostanzialmente e storicamente segnando però la ipostatizzazione (Treccani: «Personificare, rappresentare in modo concreto ciò che è astratto o ideale») del ‘carattere degli italiani’. Ché in quel tradimento del Re verso il traditore Mussolini c’era tutto il senso di una mancanza di lealtà, in primo luogo verso le regole, e del coraggio delle proprie azioni che come noto (Manzoni e il suo Don Abbondio insegnano) chi non ce l’ha non se lo può dare. Anche se, volendo e con un po’ di amor proprio e dignità, chi non ce l’ha potrebbe quantomeno provare a darselo.

Truffa in atti illeciti’ è comportamento specifico all’interno del cruciale reato di Truffa normato dal Codice Penale (attualmente Articolo 640) con cui si definisce la fattispecie nella sua generalità. La giurisprudenza prevalente ne prevede ormai la costante punibilità. E di ‘Truffa in atto illecito’ fu intessuto tutto il rapporto tra Re Vittorio Emanuele III (di Savoia) e l’autoproclamato ‘Duce degli italiani’. Saranno poi in molti a mettere in atto nel passare degli anni e dei decenni comportamenti che quel ‘carattere degli italiani’ definivano e definiscono. Sino a Silvio Berlusconi, con il corruttore di Arcore (non ancora divenuto ‘l’Eretto di Arcore’ se non per la propria stretta cerchia) che il ‘carattere degli italiani’ definitivamente sdogana. Sostanzialmente sintetizzabile nella parodia (parodia?) di Neri Marcorè del ceto politico ed economico berlusconiano e paraberlusconiano (ma non solo), arrembante all’insegna del «Siamo il Popolo delle Libertà, facciamo un po’ come cazzo ci pare». C’è poi voluto Paolo Sorrentino, con il suo film ‘LORO’ in due parti (‘LORO 1’ e ‘LORO 2’) per descrivere appieno quel clima e questa tempèrie (Treccani: «Il particolare carattere di un determinato ambiente o momento culturale e storico, considerato in relazione ad avvenimenti che ne sono il frutto o l’espressione»).

Ma sempre al 25 luglio torniamo, anche perché il Calendario ogni anno, inevitabilmente ce ne ripropone uno. (E finché è così va bene, il grave sarà quando, soggettivamente, non si avrà più un 25 luglio, e neppure un 26, un 27, un 28…). E ci propone, aggiornate all’oggi, quelle stesse modalità di comportamento, in essere o in trasparente preparazione. Nel Gran Circo ‘Barnum Italia’ tra leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci adesso c’è un ‘Nuovo Domatore’, quasi un ‘Nuovo Duce’ anche se Matteo Salvini ama farsi chiamare ‘Il Capitano’. Pure lui milanese (di nascita, il romagnolo Benito Mussolini era ‘milanese’ per insediamento giornalistico e politico). Non dubitiamo della sua indole democratica (a differenza del primo), così come non dubitiamo della sua capacità, della sua ulteriore ascesa politica ed elettorale, ma purtroppo neppure dubitiamo di tutti i danni che sta facendo, potrà fare, farà. C’è da qualche parte, non al Quirinale questa volta, qualcuno che inevitabilmente sta preparandogli ‘il calcio dell’asino’ alle prime difficoltà, o magari alle seconde e rilevanti. Quanto agli italiani, in genere e in generale, del proprio carattere personale e collettive e delle nefandezze conseguenti in genere se ne fottono altamente. Loro. Anzi: LORO.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’