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Dopo il suicidio del 26enne programmatore attivista del web

Aaron Swartz, l’addio della rete libera

Tanti gli omaggi arrivati attraverso i social network. Oggi i funerali

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Il mondo di Internet si appresta a dare l'addio a Aaron Swartz, il 26enne programmatore e attivista per la cultura libera suicidatosi a New York venerdì scorso. Mentre proseguono copiosi i ricordi e i tributi online (in particolare, su Twitter con l'hashtag #aaron), i funerali sono previsti per martedì 14 mattina ad Highland Park, cittadina a 30 km. a nord di Chicago, sulle sponde del Lago Michigan. 

Una notizia terribile per i tanti variamente impegnati a sostenere la condivisione delle informazioni via Internet e l'avvento della società civile digitale. Percorso che Aaron aveva abbracciato da giovanissimo: a 14 anni faceva parte del team di programmatori che curò le specifiche dei feed RRS 1.0. Era stato tra i cofondatori del noto Reddit (venduto al gruppo Condè Nast alla fine del 2006), aveva contribuito al lancio delle licenze Creative Commons e poi della Open Library, catalogo aperto ed editabile su ogni libro mai pubblicato. Lo scorso anno Aaron aveva anche lanciato Demand Progress, promuovendo la campagna contro i progetti di legge USA (SOPA/PIPA) per la censura online, poi bloccati proprio grazie all'opposizione dei netizen.

 Ma il caso forse dirompente per la sua tragica fine risale a inizio 2011 con l’accusa di aver usato la rete dell’MIT scaricando milioni di articoli e pubblicazioni scientifiche coperte da copyright e raccolte nel database del journal accademico JSTOR -- operazione per cui era stato brevemente arrestato e poi citato in giudizio, con processo previsto per il prossimo aprile. Il punto però è che, nonostante 'JSTOR' avesse poi ritirato ogni denuncia nei suoi confronti, le autorità USA decisero di accusarlo per il severissimo felony hacking, con annessa pena potenziale fino a 35 anni di galera e spese milionarie per preparare una difesa adeguata.

Scenario che continua a suscitare rabbia e indignazione online, dove non si contano le testimonianze continue, firmate da nomi famosi e da semplici cittadini, con riflessioni e ricordi di ogni tipo, tra cui il comunicato ufficiale della famiglia e 'l'album dei ricordi' con contributi da ogni dove. Fortunatamente non mancano le iniziative concrete per dare senso e continuità a questa tragedia improvvisa. La più partecipata è quella partita via Twitter sotto l'hashtag #pdftribute: ricercatori e accademici di ogni ambito e istituzione vanno pubblicando gratuitamente le ricerche relativi ai loro studi, caricandoli sul web come pdf per il libero accesso. Un elenco che va crescendo di ora in ora, con migliaia di documenti in ogni lingua e fattura. L'idea ha avuto pronto e ottimo rilancio in Italia, grazie all'idea di Andrea Stroppa, volontario del Tor Project: un Google Doc pubblico dove chiunque può inserire documenti e ricerche di interesse pubblico, curate da accademici, ricercatori e autori italiani ma in qualsiasi lingua, segnalando poi il link per scaricarle.

Riguardo invece la persecuzione giudiziaria subita da Aaron, si apprende ora che le autorità USA hanno archiviato formalmente le indagini in corso: "A sostegno della chiusura del caso, il governo dichiara che Swartz è morto l'11 gennaio 2013", si legge in un breve comunicato firmato da Carmen Ortiz, Procuratore per la Corte distrettuale del Massachusetts. Lo stesso procuratore che aveva deciso di andarci pesante e di cui si chiedono comunque le dimissioni tramite una petizione popolare avviata sull'apposito sito della Casa Bianca 'We the People': mancano appena un migliaio di firme per raggiungere la cifra prefissata di  25.000. Intanto il MIT avvia un'inchiesta interna per chiarire in dettaglio la posizione e il comportamento dell'istituto nella vicenda, mentre emerge la notizia del diretto coinvolgimento addirittura dei servizi segreti, due giorni prima del suo arresto, il 6 gennaio 2011.

Comunque sia, il quadro sempre più assurdo che va delineandosi sarà tutt'altro che facile da assorbire. Quel che resta è la prematura scomparsa di una figura pubblica tanto geniale quanto importante per il mondo della Rete e della libertà di cultura. Un attivista sempre pronto a impegnarsi in prima persona, a tutela della libera circolazione dell'informazione e dei valori della società civile. Thank you, Aaron, ci mancherai!


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