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Cultura e crowdfunding

Cultura valorizzata per crowdfunding privato?

Richard Hodges e Luigi Capello spiegano questa nuova risorsa culturale contro la fame di fondi

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Il crowdfunding, quando viene legato ai beni culturali, è ormai risorsa in aumento sia per le grandi Istituzioni che per le piccole realtà culturali, soprattutto a causa della penuria di risorse economiche dovuta alla crisi globale. Le imprese definite ‘sociali’ in tale settore, quindi anche in Cultura, sono una priorità essenziale, e agiscono senza fini di lucro per crescere o sviluppare un’idea o progetto, con funzionalità basilari diverse. Quando molteplici imprese investono nel sociale e nella Cultura, si alleggeriscono i costi del welfare per lo Stato, ma per avere successo bisogna sperimentare e trovare nuovi metodi di finanziamento per vincere la fame di fondi non dati alla Cultura. Queste aziende costituiscono il ‘no profit’ che, come LoveItaly!, si avvalgono dei servizi di lavoratori, retribuiti al 50% secondo la legge, mentre il restante si ricava attraverso il volontariato. Tuttavia, spesso hanno accesso difficile al credito.

La rinuncia a percepire qualcosa per le aziende e la restrizione dell’offerta di credito (‘credit crunch’) verso soggetti privati o pubblici, sono due dei problemi; a fronte però della promozione dello sviluppo economico e della coesione sociale di una comunità o di un territorio attraverso le bellezze possedute. Tali aziende si attivano per promuoverle al meglio con un ritorno di immagine e di filantropia notevole. Le grandi banche, più esposte alla crisi e alla ‘finanza innovativa’, hanno selezionato la clientela, i fidi alle aziende e privati, così esse agiscono sostanzialmente tramite requisiti di patrimonializzazione; ma anche per loro sussiste una mancata riduzione del costo del credito investito, risolto con l’investire nel sociale e nella Cultura. Scelta mutuata dall’esperienza inglese dei Big Society Capital bank (BSC), grandi istituzioni bancarie agevolate ora dal Governo nell’utilizzare i fondi dormienti (non movimentati da più di 15 anni). Pur non costituendo una regola fissa del crowdfunding, il capitale è apportato sotto forma di donazione; la liquidità ha la forma del capitale di rischio, di debito e convertibile per tramite di un intermediario autorizzato a sottoscrivere contratti di garanzia, mediazione oppure anticipo di capitali (ma naturalmente nulla vieta che possa avvenire anche in forma diretta).

LoveItaly! è una realtà di crowdfunding sui beni culturali di recente creazione (ieri è stata presentata alla stampa insieme al sito di raccolta fondi e al video di promozione), un’associazione ‘no profit’, facente capo ad aziende quotate in borsa che la sostengono, ma non entrano nel suo lavoro di valorizzazione e sponsorizzazione di campagne di raccolta fondi. Si basa sulla formula del give back‘, ossia del donare senza ricevere nulla in cambio.

Luigi Capello, Amministratore Delegato di LVenture Group, tra i Co-Fondatori dell’Associazione, ci spiega cosa c’è dietro LoveItaly: un gruppo di società quotate in borsa, attive nel settore del Venture Capital che investono in startup digitali, insieme a un gruppo internazionale di coordinatori, esperti di settore e volontari dalle diverse ed integrate professionalità, soggetti anche non strettamente legati alle aziende quotate in borsa. L’interesse che un gruppo aziendale, quotato in borsa, ha a creare una società no profit per fare crowdfunding culturale deriva dal fatto che il ‘core business’ di LVenture Group è generare capitali investendo in startup digitali ad alto potenziale di crescita e sostenere la creazione di aziende di successo con la formula del ‘give back’. “Come ho spiegato sul mio blog, la ragione per cui una realtà come la nostra ha deciso di sponsorizzare un progetto come LoveItaly! è nella formula del ‘Give Back’, il dare qualcosa alla società in cui viviamo“, ci spiega Capello. “Tuttavia, nonostante gli stereotipi che si possono creare attorno all’idea di una società di investimenti quotata in borsa, abbiamo a cuore la nostra responsabilità sociale e siamo fermamente convinti dell’importanza di partecipare attivamente per migliorare il mondo, e offrire un contributo alla comunità contribuendo attraverso le proprie competenze migliori”.

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