mercoledì, settembre 19

Crociata, ignobile, contro Francesco e il Vangelo La Chiesa non 'supporta' Vangelo, programma troppo evoluto per il suo livello

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Tanto per cominciare potremmo domandarci cosa sta facendo di male papa Francesco per meritare il risentimento che lo investe, soprattutto all’interno della Chiesa. La risposta è semplice, si è messo a parlare di Vangelo.
Non è un paradosso, gli esperti di software direbbero che la Chiesa nonsupporta Vangelo, programma troppo evoluto per il suo livello.

«La Chiesa è sempre stata tentata di diventare una setta, separata dal ‘mondo’. Invece di criticarlo per assimilarlo a noi, dobbiamo entrare da ospiti in casa sua. Così il Figlio ha fatto con noi». Non sono parole del sottoscritto, sebbene rispecchino perfettamente il mio pensiero, ma arrivano dall’ultimo libro di Silvano Fausti, ‘Chiamati a libertà‘, accompagnato da un significativo sottotitolo, ‘L’ultima parola di un profeta del nostro tempo’.

Silvano Fausti, gesuita e biblista, scomparso due anni fa, fondatore della comunità di Villapizzone, era amico e consigliere di Carlo Maria Martini. Il Cardinale fu un uomo dalla fede contagiosa, persona di enorme levatura, capace di staccarsi nettamente dalla sconfortante ordinarietà, satura di narcisi e di carrieristi, che popolano la Chiesa di oggi. Basterebbe chiedere a un seminarista o a un giovane prete qual è la sua massima aspirazione. Al primo posto troveremmo il desiderio di studiare teologia a Roma, in vista di una carriera luminosa, difficilmente sentiremmo invocare un posto nascosto, in mezzo alle persone più bisognose.
Le parole di Silvano Fausti, rappresentano una sintesi perfetta di ciò che si vede osservando il groviglio di umanità che agita all’interno della Chiesa cattolica.

Eppure, malgrado i limiti siano chiari, da tempo è in atto una vera e propria caccia a Francesco, non solo da parte della cultura di destra, interna ed esterna alla Chiesa, ma anche da postazioni progressiste, che dovrebbero vederlo come un salutare contrappeso e invece vengono prese dalla smania dello scoop, contribuendo a creare solitudine intorno a un uomo che necessita di sostegno.

Francesco è una bella approssimazione dello spirito del Nazareno, la sua linea pastorale è decisamente evangelica, vicinissima ai poveri e ai bisognosi, di qualsiasi genere. Eppure, non ricordo un Papa così sotto attacco, nemmeno Paolo VI quando chiuse gli occhi davanti allo scottante problema della contraccezione.

C’è un rifiuto drammatico da parte degli apparati, ma soprattutto da parte dei sacerdoti, molti dei quali vedono nelle posizioni di Francesco effetti collaterali che minano la loro autorità. Il punto sembra proprio questo, fino a quando il Vangelo rimane una bella favoletta che non tocca in modo decisivo la propria vita, lo possiamo anche tollerare, ma se si pretende che sia davvero un regolatore dell’esistenza dei credenti, allora scatta il rifiuto.

Per questo genere di credenti l’ideale è una chiesa-scenografia, che propone riti in pompa magna, ma non risveglia dal sonno coloro che non vogliono guardarsi intorno. Il Papa adatto a questo tipo di chiesa non può essere certo Francesco.
Molto meglio Benedetto XVI, che costoro osannano senza avere capito quasi nulla del suo discorso di Ratisbona, troppo complicato per le loro fissazioni, dal quale espungono con estrema ignoranza solo il passaggio che sembra un duro giudizio su Maometto, pronunciato peraltro da Manuele II Paleologo. Secondo l’imperatore bizantino lo stesso Maometto di nuovo aveva portato «soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava».

Tuttavia di questi trastulli si può discettare tutto il giorno e tutti i giorni, ma appena qualcuno comincia a parlare di Vangelo situato, sono dolori. Il torto di Francesco è di averlo fatto, di avere detto come stavano le cose, senza i famosi filtri della teologia, che sono gli stessi con i quali guardiamo il sole. Più ne interponiamo tra l’astro e i nostri occhi, più la sua luce ci appare tollerabile. Con il passare del tempo la teologia è diventata anche questo, ecco perché i fondamentalisti rimproverano a Francesco di essere teologicamente eterodosso. Si è permesso di eliminare i filtri, rendendo di fatto il cristianesimo intollerabile per i commedianti.

Tanto per essere chiari, il Vangelo si può ridurre a un paio di affermazione fondamentali, il resto, ciò a cui si attaccano gli opportunisti, è quello che nei farmaci di chiama ‘eccipiente’, serve solo a fare volume, ma non è sostanza.
Il cuore del Vangelo dice che c’è un solo Dio, che gli uomini sono tutti fratelli e che Gesù è stato delegato dallo stesso Dio a spiegare come funziona il gioco. Infatti, abbiamo visto il trattamento cui è stato sottoposto.
Lo stesso vale per Francesco, uno dei papi più odiati tra quelli che ricordo. Non dai potenziali nemici, che in definitiva solo coloro che lo stimano di più, ma proprio dalle gerarchie e dal clero, a cui credo abbia rotto parecchi giocattoli, svegliandoli bruscamente. Non è simpatico nemmeno a molti credenti, soprattutto ai ricchi, che usano in abbondanza i filtri contro le scottature solari.

L’attacco da parte del settimanale ‘l’Espresso al vescovo sudamericano Oscar Maradiaga, accusato di avere ricevuto cospicue rimesse dall’università cattolica del suo Paese, non può essere annoverato tra i colpi giornalisti del secolo. E non viene certo da destra. La versione del cardinale differisce alquanto da quella fornita dal giornalista, ma fa molto meno rumore.
Vediamo cosa diranno le indagini, condotte anche dalla corte dei conti dell’Honduras, in ogni caso sarebbe stato meglio aspettare il loro responso prima di sparare titoloni. Di sicuro il danno è fatto, comunque andrà a finire non è stato un favore a Francesco, semmai l’ennesimo assist a chi vorrebbe una chiesa ‘formale’, che vede nel Concilio Vaticano II un fastidioso incidente della storia della Chiesa e nel Vangelo una raccolta di fiabe per bambini.

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