mercoledì, gennaio 17

Corea: quando politica e diplomazia entrano nello sport Tutte quelle volte in cui la politica è stata protagonista di eventi sportivi

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Tuttavia, al di là dei messaggi distensivi o delle proteste dei singoli, le manifestazioni sportive possono anche diventare il momento di deflagrazione di scontri politico-diplomatici. Sempre alle Olimpiadi, abbiamo il boicottaggio degli atleti americani (il cui esempio fu seguito dalle federazioni di altri Stati) dei Giochi olimpici di Mosca del 1980, a cui risposero quattro anni dopo gli atleti del blocco sovietico ai Giochi olimpici di Los Angeles del 1984. Le selezioni americana e sue alleate non parteciparono alle Olimpiadi moscovite in polemica contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan, ma la protesta si ripercosse soprattutto sugli atleti che non poterono partecipare, o che furono comunque costretti a non presentarsi sotto le insegne della propria federazione nazionale, ma sotto quella del Comitato Olimpico. Il boicottaggio sovietico (a cui si aggiunse anche quello iraniano, ma per ragioni diverse) fu una risposta a quello americano e, come nel caso americano, a pagare furono soprattutto gli atleti.

Ma c’è un altro caso olimpico in cui le questioni politiche entrarono nella manifestazione olimpica. Questa volta, però, gli esiti furono terribili. Il riferimento è alle Olimpiadi di Monaco del 1972, quando membri dell’organizzazione terrorista palestinese Settembre Nero sequestrarono 11 atleti israeliani che morirono durante un blitz della Polizia tedesca il 6 settembre di quell’anno. La preparazione dell’attentato fu molto precisa, ma sfruttò delle serissime falle nell’organizzazione della difesa tedesca, che si lasciò cogliere impreparata. Oltre agli atleti, persero la vita anche cinque terroristi e un poliziotto tedesco. Israele rispose a questo attentato con una serie di raid aerei punitivi. Il Massacro di Monaco fu sicuramente il momento più difficile della storia dei Giochi Olimpici che, in quel convulso periodo che furono gli anni ’70, non furono esenti da violenza.

Gli eventi sportivi hanno acquisito, nel corso del Novecento, una rilevanza politica di primissimo piano: da occasione di svago e semplice passatempo, a strumento di pace, arma di ricatto o cassa di risonanza per questioni politiche e sociali. Chissà che un giorno, tutte le divergenze, le controversie e i conflitti fra i vari Stati non vengano regolate su un campo di gioco, alla presenza di un arbitro e di atleti pronti a battersi per la propria Nazione, nel contesto di una sana competizione sportiva.

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