sabato, aprile 21

Corea del Nord-terremoto: la sismologia al servizio della sorveglianza al nucleare Quale informazioni ci può fornire la sismologia sui test nucleari

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La Corea del Nord ha condotto un test nucleare sulla bomba a idrogeno. Le scosse sismiche causate da questo tipo di test sono state avvertite in Cina, nella Corea del Sud e nel Giappone che confermano si sia trattato di un test nucleare.

Quale è la storia dell’utilizzo di tecniche sismiche per monitorare i test nucleari? L’uso della sismologia, necessaria per rilevare e identificare i test, risale quasi alla nascita delle stesse armi nucleari. Nel 1946, gli Stati Uniti hanno condotto il primo test subacqueo su una bomba nucleare presso l’Atollo Bikini situato nell’Oceano Pacifico.

Le onde d’urto, provocate dall’enorme esplosione, sono state raccolte dai sismometri di tutto il mondo e gli scienziati hanno dedotto che la sismologia può essere utilizzata per monitorare questi tipi di test.

Nel 1963, durante la guerra fredda, i test nucleari si svolgevano sotto terra. Le onde sismiche provenienti dai test, però, erano più difficili da rilevare, perché la scossa su tali distanze era molto piccola – circa un milionesimo di un centimetro.

Dunque, per misurare le onde provenienti dai test, gli scienziati hanno sviluppato dei sismometri più precisi che sono in grado di individuare le piccole vibrazioni e capire da quale fonte provengono. Nel 1996, il Trattato di Bando Complessivo dei Test Nucleari (CTBT) è stato firmato per vietare tutte le esplosioni nucleari in qualsiasi ambiente.

Per poter attuare il trattato, l’organizzazione CTBT, con sede a Vienna, sta creando un sistema internazionale con oltre 50 stazioni di monitoraggio sismico per individuare test nucleari in qualsiasi punto della Terra.

Il sistema non utilizza solo sismometri, ma anche strumenti a infrarossi, che individuano onde sonore a bassa frequenza, non udibili dall’orecchio umano, generate da potenziali esplosioni nucleari nell’atmosfera.

Gli strumenti idroacustici, invece, sono in grado di rilevare le onde sonore che percorrono lunghe distanze attraverso gli oceani generate dalle esplosioni subacquee; mentre i rilevatori radionuclidi ‘fiutano’ i gas radioattivi liberati dal luogo in cui si effettuano i test nucleari.

Che cosa individuano i monitor sismici? Ogni tipo di terremoto o esplosione, naturale o artificiale, produce diversi tipi di onde d’urto che attraversano la Terra e possono essere rilevate da sismometri che misurano piccoli movimenti terrestri.

Le onde che giungono per prime sono le onde primarie (onde P), seguite da onde secondarie (onde S), che attraversano la Terra in profondità.

In seguito, arrivano le onde superficiali più lente, che sono quelle che si avvertono maggiormente perché viaggiano vicino alla superficie terrestre.

I sismometri calcolano la differenza dei tempi di arrivo dei diversi tipi di onde per capirne la profondità e la provenienza e misurano anche la potenza del terremoto.

I sismologi come riescono a distinguere un’esplosione da un terremoto? Ci sono diversi modi per farlo. Uno è quello di misurare la profondità in cui si è verificato il terremoto. E’ possibile, infatti, posizionare un impianto nucleare a pochi chilometri dal suolo; se un terremoto si verifica ad una profondità di oltre 10 km, possiamo essere certi che non sia un’esplosione nucleare.

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