martedì, gennaio 16

Corea del Nord: Kim lancia un nuovo missile diretto sul Giappone Poche ore prima la minaccia -’affonderemo il Giappone’-, quasi un ‘avviso a garanzia’, poi il lancio di un missile balistico caduto nei pressi dell’isola giapponese di Okkaido

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Nuovo lancio di missile balistico da parte della Corea del Nord ieri sera alle 23,57 (6,57 ora locale della mattina nordcoreana). E’ il 15esimo test missilistico nordcoreano dall’inizio dell’anno e segue di 12 giorni l’esplosione della prima bomba H, all’idrogeno di Pyongyang, domenica 3 settembre. Il lancio è avvenuto dalla zona di Sunan, diretto ad Est. Il missile balistico ha sorvolato il territorio giapponese prima di atterrare nell’oceano Pacifico a Est del Giappone, ed è caduto a 2.000 km ad est da capo Arakura nei pressi dell’isola giapponese di Okkaido. Il missile è penetrato nello spazio aereo giapponese alle 7,04 locali, per uscirne dopo 2 minuti e precipitare in mare alle 7,16. In totale il vettore ha quindi percorso almeno 3.500 km.

Poche ore prima il dittatore nordcoreasno Kim Jong-un aveva minacciato di voler «affondare il Giappone» usando il suo arsenale nucleare, il regime, attraverso la sua agenzia stampa ufficiale, ha detto di ritenere necessario «assestare un colpo» al Giappone, le cui isole «dovrebbero essere affondate in mare dalla bomba nucleare Juché».

Il lancio rappresenta l’ennesima sfida di Pyongyang e un’ulteriore affronto al Presidente Usa Donald Trump che solo poche ore fa aveva annunciato che a novembre sarà in Giappone, Corea del Sud e Cina, ossia tutti i Paesi direttamente coinvolti nella crisi con la Corea del Nord.

Già il 29 agosto Pyongyang aveva lanciato un altro missile a raggio intermedio, un Hwasong-12, caduto anche quella volta a largo dell’isola di Hokkaido, anche se in quel caso aveva percorso solo 2.700 km ed era caduto a 1.180 km dalle coste nipponiche.
Secondo l’agenzia sudcoreana ‘Yonhap‘  i vertici militari sudcoreani ritiengono che possa essersi trattato del noto Hwasong 12, missile balistico a raggio intermedio (Irbm) e non un Icbm, intercontinentale, come i due Hwasong – 14 lanciati il 4 ed il 28 luglio ed in grado di raggiungere tutta l’Europa e gli Usa. Considerazione confermata dal Pentagono, «le iniziali valutazioni indicano che si è trattato di un missile balistico a medio raggio (Irbm)», che copre una distanza di 3.000-5.500 chilometri, si legge nella nota del Pentagono. Per il Governo di Tokyo, invece, si è trattato di un missile intercontinentale (Icbm) per il trasporto a lungo raggio di ordigni nucleari, quindi con una gittata superiore ai 5.500 chilometri.

Il capo di gabinetto del Governo giapponese, Yoshihide Suga, ha sostenuto che il missile lanciato da Pyongyang ha raggiunto un’altitudine di 800 chilometri e che ha volato per 3.700 chilometri. Il Giappone non potrà «mai tollerare» quelle che ha definito «pericolose azioni provocatorie che minacciano la pace del mondo», ha immediatamente reagito il Primo Ministro di Tokyo, Shinzo Abe. «Se la Corea del Nord continuerà su questa strada non avrà un brillante futuro. Dobbiamo farlo capire alla Corea del Nord», ha avvertito Abe, da sempre al lavoro nel riarmare il Giappone, che da alcuni anni vede il suo esercito rafforzarsi.

Secondo il Primo Ministro australiano, Malcolm Turnbull, ha detto che il lancio atto pericoloso, sconsiderato e criminale da parte del regime della Corea del Nord che minaccia la stabilità della regione e del mondo è «un segno di frustrazione» contro le sanzioni recenti imposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Trump è stato informato dei fatti e il Pentagono ha confermato che il missile è «stato intercettato alle 11.57 ora delle Hawaiii del 14 settembre», si legge nella nota del Comando Usa del Pacifico. Il nuovo missile non rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti, ha sottolineato il Pentagono, ma rappresenta «un atto irresponsabile», ha affermato il capo del Pentagono, James Mattis, sottolineando come il missile lanciato sul Giappone abbia «costretto milioni di Giapponesi a proteggersi» rispetto ad un attacco nucleare.
La Cina e la Russia devono rispondere con «azioni dirette» al nuovo lancio di un missile balistico da parte di Pyonyang sopra il Giappone, ha detto il Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson. La Cina, ha osservato Tillerson, «fornisce alla Corea del Nord la maggior parte del suo petrolio. La Russia è il principale datore di lavoro di nord-coreani. Cina e Russia devono segnalare la loro intolleranza per questi lanci irresponsabili di missili intraprendendo azioni dirette».
Proprio il petrolio e la manodopera nordcoreana all’estero erano entrate nel mirino delle sanzioni ONU di lunedi. Ieri, poi, l’Unione Europea, nel recepire le sanzioni ONU, aveva ulteriormente rafforzato le sanzioni UE proprio calcando la mano sulla manodopera nordcoreana e sulle imprese miste. «Gli Stati membri dell’UE  non consentiranno più a cittadini nordcoreani di lavorare sul loro territorio in quanto si sospetta che generino introiti a sostegno dei programmi illegali del Paese connessi al nucleare o ai missili balistici», si legge nella nota UE di ieri. «Gli Stati membri vieteranno inoltre la creazione di nuove entità cooperative e imprese in partecipazione con entità e persone dell’RPDC nonché l’espansione delle imprese in partecipazione esistenti mediante investimenti aggiuntivi». Questi provvedimenti sanzionatori di ieri rappresentano solo l’ennesima implementazione dei provvedimenti europei avviati fin dal 2006.
Sanzioni, per altro, puntiualmente aggirate dalla Corea del Nord, non senza la complicità in primis della Cina -in posizione quanto meno ‘scomoda’-, e in parte della Russia, in posizione di mediatrice ‘per interessi consolidati’.

Oggi, alle 15 ora di New York, vi sarà una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, che lunedì aveva approvato all’unanimità nuove stringenti sanzioni contro la Corea del Nord.

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