mercoledì, settembre 19

Conte-Macron, tanto rumore per nulla (forse) Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 5

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Dovrebbe essere chiaro ai nostri duecentocinquanta lettori (dieci per ciascuno di quelli del Manzoni, che peraltro non poteva usufruire del bacino digitale) l’apprezzamento per la persona e l’operato di Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio italiano che a Parigi ha incontrato Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese. E dunque in questo racconto del ‘Barnum Italia’ è evidente come, essendosi trasferito il vertice apicale del medesimo oltrefrontiera, si guardi con interesse al combinato disposto positivo delle due grandi tradizioni circensi. Auspicandosene buoni esiti. E peraltro sui migranti Macron e Conte (o Conte e Macron) annunciano una positiva intesa (il Premier italiano spinge per creare hotspot nei Paesi d’origine e di transito) così come sulle questioni della ‘Zona euro’. Quanto alla ancor più cruciale ‘Zona Neuro’, nulla risulta almeno sinora.

Il summit fra i due leader si è tenuto dopo essere stato fortemente a rischio per lo scontro avvenuto nei giorni scorsi circa il caso Aquarius. La proposta italiana è di chiudere la rotta del Mediterraneo cominciando con l’allestire centri di prima identificazione nei Paesi africani, in primis la Libia. Sul Regolamento di Dublino: «Presenteremo una nostra proposta». Roma e Parigi lavoreranno dunque «mano nella mano». Sarà una «convergenza su immigrazione ed euro», temi sui quali «negli ultimi anni l’Ue ha mancato di solidarietà ed efficacia». E quindi l’ipotesi di costruzione di hotspot nei Paesi di origine e transito dei migranti, con una «maggiore condivisione dei rischi nell’Eurozona». Nel vertice di Parigi Macron e Conte hanno messo dunque alle spalle le polemiche e scelto le parole più adatte a sottolineare la loro unità d’intenti sul futuro immediato dell’Unione Europea. «Ci sono stati dei giorni un po’ turbolenti per la storia dell’Aquarius, è stato un momento di particolare tensione per l’Italia, nostro primo obiettivo è stato mettere in sicurezza la nave e le persone su di essa. Con Macron c’è una perfetta intesa, c’è stata una telefonata in cui ci siamo perfettamente chiariti» ha detto Conte. Per poi annunciare lo svolgimento di «un vertice bilaterale che si terrà in autunno a Roma. Sarà la sede e l’occasione per intensificare a vari livelli lo scambio fra i due Paesi e rafforzare la cooperazione»«Conte sappia che qui ha un Presidente della Repubblica francese che ama l’Italia e vuole avere successo con lei per un’Europa più forte» ha metaforicamente teso la mano il Capo di Stato francese.

Questo dunque il risultato, al momento positivo, del braccio di ferro. Sino a prova del contrario, vivamente sperando che questa prova non ci sia, sia per quanto concerne la politica (e la politica estera) italiana, sia per quanto concerne il Presidente del Consiglio nostrano. Che poi la sua ‘scommessa’ duri cinque mesi o cinque anni dipende da molti fattori. Ma in questo momento, e in prospettiva, la stabilità purché non ad ogni costo appare un obiettivo da perseguire. Tanto più a fronte della quasi imminente uscita di Mario Draghi dal ruolo apicale della Banca Centrale Europea, con tutto quello che questo comporterà sia per l’Unione che, e in special modo, per il nostro Paese.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’