sabato, giugno 23

Congo, il massacro dei Caschi Blu è firmato Joseph Kabila? Sempre più attendibile l’ipotesi che l’attacco militare alla base MONUSCO di Semuliki rientri all’interno di una strategia militare decisa dal Governo congolese contro il continente ONU e Pentagono

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A distanza una settimana dall’attacco del campo militare MONUSCO a Semuliki dove hanno trovato la morte 15 soldati tanzaniani della Forza di Rapido Intervento, ci sono giunte delle importanti rivelazioni sulla dinamica dell’attacco che smentiscono la la versione ufficiale che ad attaccare siano stati miliziani dell’Alleanza Forze Democratiche (ADF), gruppo islamista ugandese sconfitto dall’Esercito ugandese nel 2000, e probabilmente distrutto nel 2014 da operazioni militari nell’Est del Congo.

L’attacco al campo militare di Sumiliki è iniziato alle 17.30 di giovedì 7 dicembre. Un gruppo di 50 assalitori sono entrati nel campo indossando tenute militari dell’Esercito regolare congolese (FARDC), pretendendo di venire a ritirare dell’equipaggiamento logistico. Il resto degli assalitori (circa 100) si era noscosto nella vicina foresta di fronte al campo militare. I miliziani, entrati nella base, hanno subito aperto il fuoco abbattendo i primi 6 soldati tanzaniani di guardia sulle torrette di difesa dotate di mitragliatrici pesanti, mentre il grosso delle forze, uscite dalla foresta, hanno invaso la base. Nel tentativo di organizzare un perimetro di difesa, le forze tanzaniane hanno combattuto per qualche ora subendo altre 9 perdite. Dopo aver constato l’impossibilità di difendere le posizioni, i soldati tanzaniani si sono abbandonati ad una fuga generale e caotica. Una volta assunto il controllo del campo, gli assalitari hanno devastato le strutture, bruciato alcuni veicoli, portandosi via armi, munizioni e l’equipaggiamento di trasmissione saltellitare.

Le rivelazioni che ci hanno fatto le nostre fonti sono fatte anche alla Redazione locale di ‘Radio France International‘ che ha pubblicato il resoconto che differesce su alcuni particolari da quello ricevuto dal nostro corrispondente in Uganda, Fulvio Beltrami. Secondo la versione dei fatti che è stata data a Beltrami  gli assalitori sono riusciti ad entrare nel campo militare non solo perché indossavano uniformi dell’Esercito regolare congolese, bensì perchè avrebbero  mostrato alle guardie all’entrata un regolare permesso di rifornimenti logistici emesso dal Comando Militare della FARDC di Goma. Secondo la testimonianza di un soldato congolese che si trovava nel campo e successivamente fuggito, gli assalitori era ben armati e coordinati. Dalla violenza dell’attacco e dalle tattiche militari utilizzate, il soldato semplice sospetta che gli assalitori non siano dei semplici miliziani ma appartenessero a delle forze speciali.

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