Politica News

Escamotage di potere

Congo, elezioni annullate

Joseph Kabila ancora Capo di Stato per 2 o 4 anni senza ricorrere al terzo contestatissimo mandato

Congo Kabila
Advertising

Kampala – Il portavoce della maggioranza presidenziale, Andrè Alain Atundu, sabato 31 ottobre ha reso ufficiale il tanto temuto colpo di Stato costituzionale orchestrato dal Presidente Joseph Kabila. Durante una conferenza stampa tenutasi nella capitale del Katanga, Lubumbashi, Atundu ha annunciato che il Paese non è pronto per affrontare le elezioni del 2016. Devono essere rinviate di due anni, meglio quattro. Atundu ha apportato come giustificazione la necessità di attuare un meticoloso censimento della popolazione per assicurare la credibilità delle elezioni. Secondo il portavoce, è necessario un nuovo censimento in quanto vi sarebbero degli stranieri che avrebbero acquisito illegalmente la cittadinanza congolese.

Affermazione, questa, che risulta beffarda in quanto, dal 1998, è proprio il Governo ad aver concesso la cittadinanza a decine di migliaia di hutu ruandesi rifugiatesi nello Zaire (attuale Congo) dopo la sconfitta del regime genocidario di Habyrimana, nel 1994. Con falsi certificati di nascita, ottenuti presso i Comuni del est – Goma, Bukavu e Uvira -, decine di migliaia di profughi ruandesi sono ‘spariti’ divenendo congolesi di nascita.  Gli hutu spariti sono stati successivamente trasformati in vittime del Esercito ruandese dalla propaganda anti Rwanda del Governo di Kinshasa. Dal 2013 Kinshasa sta concedendo false cittadinanze a decine di centinaia di terroristi ruandesi delle FDLR, i genocidari del 1994, così da convincere l’opinione pubblica internazionale che questo gruppo armato non sia quasi più presente nell’est del Congo.

Dinnanzi al colpo di Stato istituzionale annunciato da Atundu, il Presidente non ha ritenuto di fare commenti, se non ripetere che si atterrà al rispetto della Costituzione. Con la ‘furbizia’ tipicamente congolese, il Governo sembra aver trovato una soluzione alle pressioni internazionali contro il terzo mandato di Kabila. Il rais non chiederà il terzo mandato, lo otterrà di fatto, ricoprendo il ruolo di Capo di Stato durante il periodo del censimento: due o quattro anni. Un tempo giudicato sufficiente per trovare altre astuzie tese a rendere eterno il suo potere nel devastato Paese africano.

La criminale strategia di potere resa realtà da Kabila è stata rafforzata giovedì 29 ottobre dalla nomina dei Commissari speciali che dovranno sostituire i Governatori in varie Province. Quindi, nemmeno il calendario delle elezioni amministrative locali verrà rispettato. La nomina dei Commissari speciali è tesa a sostituire i Governatori ribelli con dei fedelissimi di partito che avranno il nulla osta per accrescere la corruzione. Il ‘petit cadeau’ che normalmente Kabila concede ai suoi servitori.

Le elezioni dei deputati di Provincia e dei Consiglieri locali, previste per domenica 1° novembre 2015, non si sono svolte. La Corte Costituzionale (completamente in mano a Kabila) ha annunciato la cancellazione delle elezioni causa la mancanza dei necessari fondi per finanziarle. Altro insulto alla popolazione, visto che il Governo incassa fatture mensili per svariati milioni di dollari. Fondi che immediatamente prendono il volo per conti esteri.

Il colpo di Stato ha costretto alle dimissioni Andrè Mpungwe, Vice Presidente della CENI (Commissione Elettorale Nazionale Indipendente), anch’essa in mano a Kabila. Mpungwe, membro del partito al potere PPRD, ha presentato la sua lettera di dimissioni presso l’ufficio del Presidente. Dimissioni accettate immediatamente. Mpungwe ha denunciato ai media congolesi l’eccidio della democrazia nel Paese, informando che la CENI non è più uno strumento di controllo elettorale indipendente. Mpungwe ha richiesto alla Unione Africana e alle Nazioni Unite di inviare degli esperti per rafforzare l’indipendenza e la neutralità della CENI.

Non si sono ancora registrate reazioni da parte della opposizione e della Comunità Internazionale. Questa mossa di Joseph Kabila aggrava la già tesa situazione regionale, con il Burundi in piena guerra di liberazione, la Tanzania vittima di elezioni fraudolenti orchestrate dal regime al potere da 54 anni, il CCM (Chama Cha Mapinduzi) che minaccia una guerra di indipendenza nello Zanzibar, dove addirittura le elezioni locali sono state annullate, e sono iniziate le proteste e i primi attentati terroristici. Una riunione dei leader dell’opposizione congolese si sarebbe tenuta a Bruxelles, promossa dal Governo belga. Forse, anche in Congo come sta avvenendo in Burundi, la ex potenza coloniale intende schierarsi contro il regime per favorire l’ascesa di forze democratiche capaci di restaurare lo Stato di diritto evitando una guerra etnica regionale sempre più vicina.

Native Advertising

3 commenti su “Congo, elezioni annullate”

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>